All’ex Mattatoio di Roma una nuova Città delle arti

da | 17 Nov 2022 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Le ex stalle e i due ex fienili del Mattatoio di Testaccio diverranno la nuova, vasta sede (40mila metri quadri) dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in virtù di una concessione ventennale deliberata dall’Assemblea Capitolina lo scorso 20 ottobre. In corso la prima parte dei lavori, la cui conclusione è prevista per giugno 2023. Il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore al Patrimonio, Tobia Zevi, hanno visitato il cantiere.
Si tratta di un’operazione straordinaria che restituisce alla città un pezzo di archeologia industriale completamente ripensato e rinnovato all’insegna della cultura. Con il provvedimento, diversi settori dell’ex Mattatoio, eretto a Testaccio tra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch, rinasceranno a nuova vita nel nome dell’arte e della riqualificazione urbana e sociale. L’operazione rappresenta il compimento del piano per la creazione della Città delle Arti, polo costituito – oltre che dall’Accademia – da sale dell’azienda speciale Palaexpo, dalla facoltà di Architettura dell’ateneo Roma Tre, dalla Città dell’Altra Economia e dalla Scuola Popolare di Musica di Testaccio.
“È una riqualificazione all’insegna della valorizzazione dei beni comuni intorno a degli assi che per noi sono fondamentali per il futuro della città: la cultura, la scienza, l’università, la ricerca, la creatività dei giovani”, ha detto Gualtieri al termine del sopralluogo. “Un grande polo pubblico di formazione e di ricerca che a sua volta riqualifica e rigenera un pezzo di città”. In merito alle tempistiche, ha aggiunto il sindaco, “a giugno completeremo la prima parte, poi si andrà avanti sulle altre aree”.
Nel 2011, l’Accademia di Belle Arti di Roma aveva già trasformato in aule due ex recinti per il bestiame. Ora, con le nuove concessioni comunali, si aggiungono le ex stalle (che in parte diverranno sedi espositive), gli ex fienili e anche l’arco monumentale di accesso e il Panottico, importante edificio ottagonale che ospiterà un centro di ricerca e informazione sull’ex Mattatoio-Città delle Arti. Saranno inoltre trasformate e riqualificate le strade di accesso di quel lato della struttura.
Per la professoressa Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, “siamo finalmente alle fasi finali di un lungo percorso di riqualificazione e trasformazione dell’ex Mattatoio, nel quale l’Accademia di Belle Arti ha avuto e ha una parte importante. Più che a una Città delle Arti penso, parafrasando Platone, a questo luogo come a una Repubblica delle Arti, un modello di comunità regolato dal sapere, dalla ricerca e dalla sensibilità creativa”.

Il convegno all’Università Roma Tre

La scorsa primavera la Giunta Capitolina ha approvato la delibera relativa alla concessione dell’ex-Mattatoio di Testaccio all’Università Roma Tre.
L’intervento progettuale è stato redatto ,infatti, con il fondamentale supporto scientifico di alcuni docenti dell’Università Roma Tre: Paolo Desideri, Francesco Cellini e Luigi Franciosini che, nel corso di un convegno dal titolo «Il completamento della Città delle Arti all’ex-Mattatoio di Testaccio», hanno illustrato all’amministrazione capitolina, e alla cittadinanza, il progetto di completamento degli edifici. L’operazione prevede la realizzazione di una nuova biblioteca, di laboratori, spazi espositivi e aree destinate a studenti e professori del Dipartimento. “Con l’avvio dei lavori nell’ex Mattatoio, Roma Tre completa il piano di sviluppo concordato con il Comune di Roma nei 4 accordi di programma stipulati nel corso degli anni”, commenta il Direttore generale dell’Ateneo, Pasquale Basilicata.
“La Città delle Arti ci vede protagonisti con un impegno finanziario di quasi 45 milioni di euro che si aggiungono a quelli già investiti di oltre 17 milioni, per gli interventi finora sostenuti, per una somma complessiva che supera i 60 milioni di euro. La nuova Fabbrica dei Saperi e della Ricerca – aggiunge Basilicata – ha trascinato al cambiamento l’intera realtà territoriale della Città in cui è stata insediata. Questa grande area di Roma – che va dall’Ostiense alla Garbatella, dal Parco San Paolo al Testaccio – è cambiata con il cambiamento dell’Ateneo, nella sua configurazione sociale, antropologica e produttiva”.