E’ tutto pronto per l’avvio di ReAD, iniziativa promossa dall’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del Ministero della Cultura (MiC-Iccd) e dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Roma Tre (RM3-Darc), scelto all’interno di Lazio Innova e finanziato tramite il Fondo Europeo di Sviluppo regionale Fesr. Disponibili 150mila euro.
ReAD ha il fine di valorizzare la conoscenza e la promozione del patrimonio architettonico, grazie all’applicazione di tecnologie connesse all’intelligenza artificiale. La sua durata è di 20 mesi.
“ReAD svilupperà strumenti di intelligenza artificiale che permetteranno di avviare una trasformazione digitale nel settore dei beni architettonici”, dichiara Aldo Gangemi, Direttore del Cnr-Istc e coordinatore del progetto con Valentina Presutti (Cnr-Istc, Università di Bologna). “Il progetto si propone di fornire best practices e strumenti utili a facilitare la conoscenza del patrimonio architettonico esistente da parte di studiosi e professionisti, oggi poco abituati a usare programmi informatici avanzati per il proprio lavoro”, afferma.
ReAD fornirà un sistema informatico all’avanguardia indicato per esperti di architettura per la realizzazione del proprio lavoro, con l’opportunità di svolgere analisi interpretative sui beni architettonici esistenti. La sua implementazione potrà essere resa disponibile per storici dell’architettura, con l’obiettivo di realizzare, tra gli altri, confronti stilistici e tipologici fondamentali per le proprie analisi. Inoltre, potrà essere utile anche per aiutare architetti restauratori nel trovare automaticamente, a partire da disegni architettonici, la consistenza degli elementi su cui agire nelle operazioni di restauro, rendendo più rapido il calcolo dei costi dei lavori.
L’applicazione consentirà, inoltre, la rapida individuazione di edifici cronologicamente omogenei o con specifici caratteri di costruzione o stilistici. Le molte interrogazioni possibili potranno aiutare senza difficoltà anche il lavoro degli archivisti e dei catalogatori di beni architettonici, per rendere più semplice il ritrovamento di dati fondamentali e il loro inserimento negli inventari e nei sistemi di catalogazione.
La novità introdotta collega le tecniche di intelligenza artificiale più all’avanguardia per il riconoscimento di fonti eterogenee nell’ambito dei beni architettonici, consentendo di interrogare e mettere insieme testi e immagini per ottenere un grande numero di dati sul patrimonio architettonico nazionale. Il rilascio dei dati nel web semantico permetterà l’utilizzo e l’accesso per tutti agli esiti dell’iniziativa ReAD.
L’iniziativa all’avanguardia usa i molti dati descrittivi presenti nella banca dati del Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura (https://catalogo.beniculturali.it/), già presenti in formato aperto (linked open data), e il grande archivio fotografico del Iccd sul patrimonio culturale, consentendo all’iniziativa di avviarsi a partire da una base importante di conoscenza sui beni architettonici.







