La Reggia di Caserta lancia SEMI – Sviluppo e Meraviglia d’Impresa

da | 8 Giu 2022 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

SEMI – Sviluppo e Meraviglia d’Impresa è il nome – suggestivo e pragmatico – del neonato incubatore di progetti della Reggia di Caserta, finalizzato alla riqualificazione e alla valorizzazione del patrimonio delComplesso vanvitelliano in termini storico-artistici e culturali, ma anche produttivi e di sviluppo. A partire dalla fine di luglio, la Reggia di Caserta emanerà una serie di bandi per la gestione di specifiche aree del suo patrimonio, con particolare attenzione alle attività legate agli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. L’azione si inserisce in una specifica programmazione che la direzione porta avanti da tempo e che promuove l’adozione di strategie e attività finalizzate a una diversa gestione del Parco Reale e, in generale, degli spazi produttivi interni o connessi alla Reggia. Alla base del percorso, la scelta di un partenariato con enti pubblici e privati per progettare il futuro di queste aree in chiave sostenibile. Il primo bando del progetto, che sarà pubblicato entro il 29 luglioe uno a settembre, è dedicato alle antiche serre borboniche settecentesche.Le serre, situate nel cuore del Giardino Inglese della Reggia di Caserta, erano adibite ad attività di acclimatazione, studio scientifico e riproduzione di moltissimi esemplari botanici indigeni ed esotici, diventando uno degli spazi più produttivi dei siti reali. Con questa iniziativa, la direzione della Reggia di Caserta vuole restituire a questi spazi la loro funzione e identità originaria, ripristinando il loro carattere produttivo, finalizzato alla vendita, in un’ottica di economia circolare e sostenibilità.

“La scelta di attivare questo percorso di partnership anche con realtà private nasce dalla volontà di affrontare con responsabilità il tema della gestione del patrimonio, che nel nostro caso è immenso e complesso – dichiara ildirettore generale della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei – Il coinvolgimento di soggetti privati è un’opportunità per portare nei nostri spazi culturali competenze di qualità, favorendo una politica di rete. Con questa iniziativa, assumiamo un impegno comune per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione delle aree verdi della Reggia di Caserta. Non ultimo, questo approccio garantirà una forma di occupazione specialistica di livello, proprio come era all’epoca borbonica”.

I siti reali borbonici non erano solo luoghi per il diletto della famiglia reale, ma anche spazi destinati ad attività produttive di diverso tipo. Con questo approccio, ad esempio, giardini e parchi si trasformavano in aree per le coltivazioni, mentre i bacini idrici venivano dedicati all’itticoltura. Tutti questi prodotti erano principalmente destinati alla mensa reale, ma le eccedenze venivano destinate alla vendita, in un’ottica di autosostentamento caro ai Borbone e fortemente in linea con i dettami illuministici settecenteschi, che promuovevano un sempre più stretto legame tra il bello e l’utile.

Giovedì 7 luglio, dalle 10.30 alle 12.30, nell’ambito di una riunione online, saranno affrontati genesi e obiettivi del progetto e analizzate alcune case history di successo italiane e internazionali (iscrizioni aperte, per partecipare compilare il form al link https://bit.ly/SEMI_iscrizionewebinar)?.