Crollo del turismo in Italia: nel 2021 120 milioni di presenze in meno

da | 31 Dic 2021 | Turismo

“Le prenotazioni negli alberghi romani sono il 50% in meno rispetto al dicembre 2019 a causa del perdurare della pandemia e degli ultimi provvedimenti presi dal governo. Diversi alberghi hanno addirittura chiuso durante le feste dopo le disdette. Spero che il governo prenda provvedimenti a favore di un settore tra i più colpiti: quello turistico”. E’ ciò che afferma il presidente di Federalberghi di Roma Giuseppe Rosciola, il quale sottolinea anche come a Roma fossero chiusi, anche prima degli ultimi avvenimenti, 350 alberghi su 1250.

Anche Confcommercio insiste sulla difficile situazione, affermando che il 2021 si concluderà con numeri tragici per il turismo italiano, con almeno 60 milioni di arrivi e 120 milioni di prenotazioni mancanti rispetto a quelle del 2019 e 13 milioni di viaggi degli italiani all’estero in meno; questo solo per il periodo di Natale, Capodanno ed Epifania.

Sulla base della ricerca svolta da Confcommercio insieme a SWG e su dati Istat e Bankitalia, solamente per il periodo di Natale, Capodanno ed Epifania, rispetto ai 25 milioni di partenze pianificate dagli italiani solo quache mese fa, 5 milioni sono già state annnllate e 5,3 milioni limitate, togliendo qualche giorno di viaggio oppure optando per una meta più accessibile. Ci sono inoltre anche 7 milioni di vacanze che rimangono in sospeso. Si prevedono quindi meno partenze, meno prenotazioni e meno spesa, una combinazione che provoca previsioni disastrose specialmente per tour operator, agenzie di viaggi e sistema ricettivo.

Confcommercio pone l’accento anche sull’aumento inesorabile negli ultimi giorni dell’annullamento delle prenotazioni nella ristorazione e la difficile situazione in cui versa il settore dell’intrattenimento, con il blocco delle attività. In questa situazione, si afferma in una nota, è necessario che il Governo supporti in particolar modo questi elementi della filiera turistica agendo sugli ammortizzatori sociali, senza costi aggiuntivi per le imprese, e sull’accesso al credito, ma anche su interventi fiscali e contributi a fondo perduto in proporzione alle perdite riscontrate. A subire le peggiori conseguenze dell’aggraviarsi della situazione pandemica e delle misure prese non sono solo i numeri dei turisti ma anche la tipologia di vacanza scelta. A Natale solo 6 persone sulle 10 intervistate sono partite, restando fuori casa per un massimo di due giorni e senza uscire dalla propria regione di residenza, mentre solo il 5% è uscito dall’Italia. Numeri simili riguardo la durata del viaggio anche a Capodanno, in cui però chi partirà per più di quattro giorni uscirà dalla propria regione.

Rimangono comunque piuttosto bassi i numeri sui viaggi fuori l’Italia: 8% tra Capodanno e Epifania, rispetto ai dati che di solito, nello stesso periodo, superavano il 20%. In questo quadro, una possibile ripartenza del settore è prevista per l’estate 2022, tra oltre 6 mesi e a circa 30 dall’inizio della pandemia.

“La situazione del turismo è in netto peggioramento e non solo nelle città d’arte. Tra positivi, persone in isolamento fiduciario, paurosi, persone che si fanno il tampone e scoprono di essere positivi non c’è più nessuno in giro, è difficile trovare gente libera di muoversi… Qualcuno parte ma tende ad andare in case di proprietà, certo non solo in Italia ma in molti paesi europei. Siamo il settore che soffre di più, negli ultimi giorni abbiamo assistito a un blocco delle prenotazioni e ora registriamo solo cancellazioni”, afferma il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca.