Shopping Tax free: l’Italia è all’ultimo posto in Europa

da | 26 Nov 2021 | Turismo

Sulla base di una ricerca curata dall’Istituto di cultura, ricerca e formazione Mercatus, in collaborazione con Enit, Federturismo, Federmoda, Global Blue, Rinascente e McArthurGlen Group, l’Italia risulta ultima nella lista dei paesi europei più attrattivi per lo shopping.

Ma perché?

La normativa italiana prevede il limite minimo di spesa(MPA-Minimum Purchase Amount) di 154,94 euro, per far si che i turisti extra UE possano beneficiare degli acquisti tax free, recuperandone l’IVA (imposta sul valore aggiunto).

Il dato in questione, rende inevitabilmente il bel paese come il meno attrattivo all’occhio di un viaggiatore che abbia voglia di acquistare, anche visti i valori MPA degli altri stati europei.

La Francia, che in precedenza aveva il limite minimo di spesa più alto in Europa, ha imparato dai suoi errori, ed oggi il suo MPA è di 100 euro.

Portogallo, Belgio, Paesi Bassi e Grecia invece facilitano i viaggiatori, ponendo il limite a 50 euro. Spagna, Germania e Irlanda gli stati più generosi: il limite qui è zero.

L’analisi, rende evidente l’assenza di competitività dell’Italia che in realtà avrebbe tutto da guadagnare abbassando la soglia minima di spesa, data l’importanza del settore moda. Settore, che oltre ad attrarre acquirenti, attrae consumatori di servizi utili per rimettere in moto il turismo italiano, in particolar modo dopo la pandemia.

Inoltre, la riduzione del limite minimo di spesa porterebbe anche ad avere un inferiore prezzo medio dei prodotti, che ne aumenterebbe la richiesta.

Per questi effetti sperati, il governo sta vagliando la riduzione del valore dell’MPA a 70 euro. In questo modo le perdite derivate dal mancato gettito IVA, verrebbero compensate dall’aumento del PIL stesso, conseguentemente alla riduzione della soglia.

Il costo per la modifica normativa, è stato stimato in media per circa 13,2 milioni di euro all’anno, ed è stato elaborato alla luce della ripresa dei flussi turistici internazionali previsionali per il triennio 2022-2024.

Sebbene al momento i dati circa l’incremento turistico, possano sembrare incerti, la manovra di riduzione del limite della soglia è destinato a produrre effetti anche e soprattutto nel lungo periodo, riaffermando la centralità dell’industria della moda e del turismo, fiori all’occhiello del bel paese.