Si aggiungono alla collezione delle Gallerie degli Uffizi tre preziosi dipinti grazie alla generosa donazione dei Friends of the Uffizi Gallery, ramo statunitense degli Amici degli Uffizi, che li hanno recentamente acquistati sul mercato per le Gallerie.
Alla presentazione della donazione, avvenuta l8 ottobre, erano presenti il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, la presidente degli Amici degli Uffizi Maria Vittoria Rimbotti, Lisa Marie Brown, amministratrice delegata dei Friends of the Uffizi Galleries, le storiche dell’arte Alessandra Griffo, Elena Marconi e Marzia Faietti.
Nello specifico le 3 opere sono:
il Conte Ugolino di Fra’ Arsenio Mascagni, un soggetto tratto dalla Divina Commedia raramente raffigurato prima dell’Ottocento. Il valore dell’opera è dato, oltre che dalla cupa bellezza del dipinto, dalla rarità del soggetto per lepoca. Fino allOttocento le rappresentazioni in pittura o scultura di episodi danteschi costituiscono una vera e propria rarità. Lopera verrà esposta fino al 9 gennaio nella sala della Niobe: la straziante agonia di Ugolino della Gherardesca e dei suoi figli, in procinto di morire di fame, si riflette infatti alla perfezione nella tragica espressività del gruppo scultoreo dei Niobidi, figli di Niobe e Tantalo, che secondo la leggenda greca vennero sterminati senza pietà uno ad uno da Apollo e Artemide per punire la superbia della loro madre;
la Liberazione di San Pietro dal carcere del bolognese Leonello Spada, del quale le Gallerie non possedevano finora nessuna opera. Nel dipinto il rugoso San Pietro, indebolito dalla permanenza in carcere e con le mani rovinate ben in vista, è accompagnato da un angelo che sembra emanare luce: le due figure in dialogo, il vecchio e il giovane che lo sostiene, occupano tutta la scena in un chiaroscuro drammatico, chiaramente derivato da Caravaggio;
la campagna siciliana dopo la pioggia di Francesco Loiacono. Un soggetto en plein air – tipico degli impressionisti francesi ricorrente nellopera dell’artista, che con pennellate vibranti offre all’osservatore un’esperienza quasi sensoriale: lumidità del terreno, l’aria tersa, la luce argentea, con frammenti di cielo che si riflettono nelle pozze d’acqua. È unacquisizione preziosa per gli Uffizi, nelle cui collezioni ancora mancava unopera di Lojacono.
Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha spiegato che le tre opere colmano lacune nelle collezioni del museo: finora non avevamo opere di Leonello Spada, artista che assimila il verbo caravaggesco a tal punto che in questa Liberazione di San Pietro si notano perfino i modelli lombardi del Merisi; e alla Galleria d’arte Moderna mancava un dipinto di Lojacono, forse il più importante paesaggista siciliano del diciannovesimo secolo. (DIRE)






