Città Creative Unesco: Modena in finale

da | 29 Giu 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Il comune di Modena è ufficialmente in finale per “Città Creativa Unesco 2021” nel cluster Media arts. La selezione finale si terrà ad ottobre a Parigi, dove Modena e Como concorreranno con altre città mondiali per entrare a far parte della Rete delle Città Creative Unesco.

La Commissione Nazionale Unesco ha inviato una lettera al sindaco modenese Gian Carlo Muzzarelli per comunicare l’approvazione della candidatura presentata dal Comune di Modena lo scorso 31 maggio, sottolineando che dal progetto presentato emergono “il forte impegno della città nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Rete e l’esistenza di strategie di sviluppo per rafforzare il ruolo della creatività nello sviluppo socio-economico della città, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. Le Città creative sono infatti partner chiave dell’Unesco per l’attuazione locale dell’Agenda ONU 2030 per lo sviluppo sostenibile.

La Rete delle Città Creative dell’Unesco – UNESCO Creative Cities Network (UCCN) – è stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come fattore strategico per lo sviluppo urbano sostenibile. Il network si divide in sette aree creative corrispondenti ad altrettanti settori culturali: Musica, Letteratura, Artigianato e Arte Popolare, Design, Media Arts, Gastronomia e Cinema. L’obiettivo comune delle Città Creative Unesco – attualmente 246 città distribuite in circa 80 Paesi nel mondo – è porre la creatività e le industrie culturali al centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e cooperare attivamente a livello internazionale. Per entrare a far parte dell’UCCN le città devono presentare una domanda che dimostri chiaramente la loro capacità e la volontà di impegnarsi a contribuire all’obiettivo della Rete.

In Italia si erano candidate 9 città – tra cui Trieste e Valenza – ma la Commissione nazionale Unesco poteva selezionarne solo due: oltre a Modena è stata scelta anche Como per il cluster Artigianato e Arte Popolare. Attualmente in Italia le città creative sono 11: Bologna (Musica dal 2006); Fabriano (Artigianato e Arte Popolare dal 2013); Roma (Cinema dal 2015); Parma (Gastronomia dal 2015); Torino (Design dal 2016); Milano (Letteratura dal 2017); Pesaro (Musica 2017); Carrara (Artigianato e Arte popolare dal 2017); Alba (Gastronomia dal 2017); Biella (Artigianato dal 2019); Bergamo (Gastronomia dal 2019). Se dovesse vincere,Modena sarebbe la prima città italiana nel settore Media Arts.

“Entrare a far parte della Rete delle Città Creative Unesco è una grande opportunità nella quale l’amministrazione ha creduto fin dall’inizio di questo percorso: la cultura è un settore decisivo per la rinascita della nostra comunità dopo il Covid, in termini di occupazione, di valorizzazione di luoghi e risorse, di crescita personale e collettiva dei cittadini” ha spiegato il sindaco di Modena.

Nella lettera della Commissione Nazionale sono emerse le best practice messe in atto da Modena, quali il rafforzamento della cooperazione internazionale attraverso le coproduzioni artistiche, la digitalizzazione – come l’utilizzo innovativo delle tecnologie di realtà immersiva – e l’utilizzo dei media per una maggiore diffusione dell’arte e un accesso più ampio alla cultura, ma soprattutto la trasformazione di luoghi dismessi in “fabbriche culturali”.

Come afferma l’assessore alla Cultura,Andrea Bortolamasi: “Sono state colte pienamente sia l’intento di riqualificare gli spazi industriali e postindustriali trasformandoli in contenitori culturali, sia la declinazione modenese di Media Arts: una città dove un attore e un ingegnere, un filosofo e un programmatore informatico dialogano e collaborano per dare vita a nuovi prodotti culturali e dove le innovazioni digitali e le nuove applicazioni informatiche sono al servizio della Cultura, dei saperi umanistici, e viceversa”.

Il progetto candidato dal Comune di Modena è stato elaborato nell’ambito di un percorso al quale hanno partecipato, entrando nel comitato promotore, anche Fondazione di Modena, Fondazione Brodolini-Laboratorio Aperto, Fmav, Gallerie Estensi, Unimore, Fem, Ert, Fondazione Teatro Comunale, Art-ER, Fondazione Collegio San Carlo.