Musei italiani, uno studio illustra il futuro post-emergenza

da | 9 Giu 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Sei indagini a confronto, in una conferenza internazionale in cui, partendo dalle conseguenze che il Covid-19 ha avuto su musei e istituzioni culturali, stakeholder ed esperti hanno preso parte con l’obiettivo di dare vita a una nuova normalità ai fini di una ripartenza del settore.

E’ questo il fine di ‘Visions and perspectives for museum and cultural institutions: six studies towards a New Normal”, conferenza internazionale realizzata dalla Fondazione lunedì 7 giugno 2021 sulla propria piattaforma per la formazione a distanza ( fad.fondazionescuolapatrimonio.it ), coerentemente con la sua natura di osservatorio delle esigenze del sistema culturale mediante interventi di ricerca fortemente connessi con la formazione.

La conferenza – aperta da Vincenzo Trione e da Alessandra Vittorini, rispettivamente presidente e direttrice della Fondazione Scuola Beni e Attività Culturali, oltre che dal Direttore Generale dei Musei del Ministero della cultura Massimo Osanna, e terminato con il discorso di Christian Greco, Direttore del Musei Egizio di Torino – ha potuto contare sulla partecipazione di rappresentanti di organizzazioni internazionali come Icom (International Council of Museums), Nemo (Network of European Museum Organisations) e Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, e ricercatori singoli che hanno intuito e illustrato le conseguenze del Covid-19 sui musei e hanno avanzato proposte per fronteggiare l’emergenza che il settore sta vivendo.

“Aver promosso una giornata di studi internazionale di così alto profilo scientifico è motivo di grande orgoglio per la nostra Fondazione. Al centro del dibattito è un tema di importanza cruciale ai fini della ripartenza strategica e sociale del nostro Paese e non solo. Nell’ambito del settore culturale, in questi mesi, sono stati messi a nudo ritardi e prudenze e, al tempo stesso, si è presentata una significativa opportunità di rinnovamento. Ora siamo a una svolta. I cambiamenti in atto devono indurci a riflettere sulla ‘vita nova’ del museo in una prospettiva diversa. Che muova, innanzitutto, dalla riarticolazione del nesso tra online e offline. Per un verso, i musei sono obbligati a ripensare la propria filosofia, ridefinendo i programmi delle mostre, riallestendo il patrimonio delle collezioni, valorizzando quel prodigioso giacimento che sono gli archivi e i depositi. Per un altro verso, essi non possono più eludere la sfida del confronto con il web e con i social, agorà nelle quali si generano, si distribuiscono e si condividono immagini, testi e informazioni, avviando iniziative di ascolto e di dialogo partecipato”, afferma il presidente Vincenzo Trione.

All’interno della giornata di studi la Fondazione ha inoltre presentato “Musei In_Visibili: visioni di futuro per i musei italiani dopo l’emergenza Covid-19”, ricerca con la quale, a partire dal lockdown e in sintonia con il proprio Consiglio Scientifico, ha preso parte alla riflessione comune su quello che stava avvenendo all’interno delle istituzioni museali, a fronte della loro chiusura completa e improvvisa, con lo scopo di individuare le azioni considerate fondamentali per la ripresa dei musei italiani.

A illustrare l’indagine Cristina Medico, a nome del team di lavoro della Fondazione. Tra marzo e maggio 2020, parallelamente alla chiusura dei musei per via del Dpcm dell’8 marzo, la Fondazione ha svolto una ricognizione della letteratura nazionale e internazionale – per un totale di circa 200 contributi editoriali e digitali – sulle probabili conseguenze dell’emergenza sanitaria sul settore dei musei.

I dati riuniti e analizzati hanno consentito di individuare i 32 effetti della pandemia che più frequentemente sono stati individuati come in grado di generare cambiamenti significativi per i prossimi tempi. Lo studio dei dati ha prodotto una ‘mappatura dei rischi’ che rileva le conseguenze considerate più plausibili e rilevanti e, quindi, delle priorità sulle quali agire per consentire la ripartenza e l’avvenire dei musei italiani. Tra le operazioni ritenute indispensabili per la ripresa ci sono: la valorizzazione di musei e siti periferici mediante reti e sistemi; il rafforzamento della formazione del personale alle risorse digitali; una maggiore attenzione alla relazione col pubblico, costituito soprattutto da residenti.