Isole Covid-Free: è davvero la soluzione per la ripartenza del turismo italiano?

da | 15 Apr 2021 | Turismo

Ormai da giorni si discute sulla proposta di isole Covid-free che implica la priorità di immunizzare gli abitanti delle isole per far tornare il turismo a respirare. Il ministro al Turismo, Massimo Garavaglia, ha infatti proposto che le isole italiane abbiano la precedenza nella campagna vaccinale prendendo in riferimento le strategie poste in atto da Spagna e Grecia, “ma anche noi abbiamo isole bellissime sulle quali si possono applicare interventi analoghi” sollecita il ministro.

L’idea di rendere le isole Covid-free è sostenuta dai presidenti di Sardegna e Sicilia, Christian Solinas e Nello Musumeci, che chiedono a Draghi di andare oltre la proposta di vaccinazione delle sole isole minori e puntare a immunizzare con il vaccino l’intera popolazione delle due isole più grandi. Contrari alla proposta sono invece Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna; Luca Zaia, governatore del Veneto; Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria.

Il piano di Garavaglia non ha trovato il favore neanche di amministratori e albergatori secondo cui l’unico modo per garantire una vera ripartenza del turismo è accelerare la campagna vaccinale, restando uniti.

L’Emilia-Romagna insiste sulla proposta del passaporto vaccinale: “Mi auguro che il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, rigetti immediatamente la proposta di isole Covid-free – chiarisce Bonaccini – non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre”.

“È il Paese intero che deve raggiungere al più presto una situazione di immunizzazione generale ed essere Covid-Free per consentire al turismo, uno dei comparti più penalizzati dagli effetti della pandemia, di ripartire e ricominciare. – Spiega l’assessore regionale al turismo,Andrea Corsini – Per questo trovo sbagliata l’ipotesi delle isole Covid-free. Pensando di favorire il turismo si favoriscono alcune destinazioni a discapito del resto del Paese. L’Italia è una penisola, ci sono due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, e tante altre piccole isole. Ma credo sia comunicativamente sbagliato fare annunci di questo tipo, che rischiano di creare un effetto competizione tra territori, che è improprio”. “È l’interesse nazionale che va messo davanti a tutto – incalza l’assessore – in un quadro di regole certe e uniformi a livello europeo. Pensiamo a vaccinare rapidamente le persone, auspicando di avere tutte le dosi necessarie per poterlo fare”.

“L’Italia intera deve ripartire, non ci possono essere corsie preferenziali nei diversi territori, neanche per quelli a maggior vocazione turistica. La priorità assoluta è vaccinare in base a età e ultra-vulnerabilità dei cittadini” spiega su Twitter Giovanni Toti, ricordando che attualmente la priorità vaccinale è stabilita dai soli criteri di età.

Musumeci ribatte sottolineando che l’idea delle isole Covid-free “non è improntata al privilegio ma è solo la consapevolezza dipotere mettere al sicuro una piccola fascia di popolazione senza grossi sacrifici”. “Forse qualcuno non si rende conto di cosa significa ammalarsi di Covid in una piccola isola nella quale non c’è un ospedale, non c’è una sala di rianimazione, e se hai un problema di salute non chiami l’ambulanza come succede a Bologna, devi chiamare un elicottero” afferma Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, in riferimento alle accuse ricevute da Bonaccini. “Tuttavia se Roma dirà ‘no’ – spiega il governatore della Sicilia – ci allineeremo alle decisioni del governo nazionale”. A sostenere le isole Covid-Free con una linea totalmente diversa è invece Vincenzo De Luca il quale dichiara che: “La Campania andrà avanti e non chiederà l’autorizzazione a nessuno, né a Roma né a Bruxelles né alle Nazioni unite”.

In realtà anche il passaporto vaccinale, sostenuto da Bonaccini, creerebbe delle discriminazioni verso chi non ha ancora potuto ricevere il vaccino, limitando così la domanda per le strutture ricettive. È quindi ovvio che non solo servono proposte concrete di ripartenza – che verranno approntate nel nuovo piano – ma che esse vadano oltre l’interesse delle singole regioni e che vengano attuate al più presto.

Nel frattempo l’Istat ha tracciato il quadro della crisi più nera nella storia del turismo italiano: i viaggi degli italiani nel 2020 hanno toccato il loro minimo storico, – 44,8% per le vacanze e – 67,9% per il business.