“Madonna in trono con bambino” torna a Ravenna per i 700 anni della morte di Dante

da | 26 Mar 2021 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

La “Madonna in trono con bambino” torna a Ravenna dopo 160 anni. L’opera del Maestro veneziano-ravennate, datata XIII secolo, arriverà in prestito dal Museo del Louvre di Parigi per un’occasione speciale: la mostra “Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’Esilio”, che sarà fruibile dal 24 aprile al 4 luglio.

L’altorilievo in marmo rappresenta la Vergine seduta su un trono con in braccio il bambino, che stringe il rotolo delle sacre scritture con la mano sinistra mentre benedice con la mano destra.

Un’opera che è strettamente collegata a Dante. Infatti, nella cappella in cui venne sepolto Dante, nelle vicinanze del convento di San Francesco a Ravenna, era presente un’immagine della Vergine e per questo motivo era chiamata “La Cappella della Madonna”. Secondo lo studioso Corrado Ricci, l’immagine corrisponderebbe a “Madonna in torno con bambino”.

Come mai l’opera è conservata al Louvre e non più a Ravenna? Dopo vari interventi di ristrutturazione alla cappella, da parte dell’architetto Camillo Morigia, la “Madonna” fu perduta in qualche modo; riaffiorì solo nel 1860, ormai venduta a un collezionista francese, il barone Jean-Charles Daviller. Fu lui a donarla nel 1884 al Museo del Louvre.

Torna così a Ravenna la “Madonna in trono con bambino”, dopo 160 anni. Ed è stata presentata in occasione del Dantedì, la giornata istituita dal Mibact dedicata al Sommo Poeta (il 25 marzo è la giornata d’inizio del viaggio Dante Alighieri all’Inferno), nell’anno in cui ricade l’anniversario dei 700 anni dalla sua morte.

“Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’Esilio” è una mostra che racconta le vicende dell’arte italiana tra il XII e il XIV. L’esposizione si apre con una scultura in bronzo, prestata dalla città di Bologna, e un ritratto di Bonifacio VIII, il papà che lo esiliò.

Alla presentazione della scultura hanno partecipato: Marina Sereni, viceministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, Elsa Signorino, assessora alla cultura del Comune di Ravenna, Christian Masset, ambasciatore di Francia in Italia, Sandro Gozi, parlamentare europeo, Massimo Medica, curatore della mostra e direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, e Mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo della Diocesi di Ravenna e Cervia.

«Il ritorno in città di quest’opera – ha affermato Signorino – non è solo un grande onore che diventa un simbolo di temporanea restituzione al patrimonio cittadino, ma è anche il risultato del lavoro di relazioni che in questi ultimi anni si sono intensificate fra il Comune di Ravenna, il Museo d’Arte della città e le principali istituzioni culturali europee».

Una collaborazione tra Italia e Francia rimarcata anche dalle parole del sindaco de Pascale, che ha tenuto a ringraziare il lavoro svolto dall’ambasciatore Masset e l’onorevole Gozi.