(Foto: nuraghe Palmavera di Alghero)
Sono pari a56 milioni di euro i fondi che dal 2021 arriveranno in Sardegna per il recupero e la tutela dei beni storici e architettonici. Di questi, 8 milioni saranno gestiti direttamente dal Segretariato regionale del Mibact nella sua funzione di servizio appaltante.
Nel quadriennio 2016-2020 sono stati circa 36,5 i milioni assorbiti dal Segretariato regionale per attività di restauro e valorizzazione dei beni culturali sul territorio sardo, su oltre 59,6 milioni di euro di risorse che il Mibact ha destinato all’isola. L’impennata maggiore dei finanziamenti – ha sottolineato la segretaria regionale del Mibact Patricia Olivo – si è avuta nel 2018 con le leggi speciali che hanno permesso di destinare cifre importanti. Nell’ultimo triennio il Segretariato ha avviato 91 cantieri, di cui 37 riferiti a beni culturali, 48 a beni architettonici e 6 alla cura di beni storico-artistici. 43 sono stati conclusi tra il 2018 e il 2019, molti altri verranno terminati entro quest’anno. Tra i lavori conclusi lex Regio di Cagliari, che diventa spazio museale e spazio espositivo in capo al Museo nazionale Archeologico, il Museo Sanna di Sassari, con il recupero della ex sala romana e le sale della parte storica, il nuraghe Palmavera di Alghero e la necropoli prenuragica di SantAndrea Priu a Bonorva. Sono inoltre già stati avviati i lavori alla Cattedrale di Oristano e all’ex Convento di San Francesco, che diventerà sede dell’Archivio di Stato. Cantiere aperto anche all’ex Episcopio di Tortolì, destinato ad accogliere un piccolo museo della città.
I nuovi progetti, invece, per cui è prevista la conclusione entro il 2023, cominceranno breve. Tra i nuovi cantieri rientrano l’adeguamento e la fruizione dell’ex artiglieria a Olbia (700 mila euro di risorse) e i lavori di scavo, restauro e valorizzazione per fini turistici culturali, dell’impianto urbano e delle residenze Patrizie dell’area archeologica della colonia Iulia Turris Libisonis a Porto Torres (circa 577 mila euro).






