Giuli firma con la Corea del Sud l’accordo di coproduzione cinematografica

da | 13 Set 2026 | Promozione e valorizzazione

A margine del Sommet Lumière di Saint-Paul-de-Vence, il Ministro della Cultura e l’omologo sudcoreano Chae Hwi-young hanno siglato l’intesa bilaterale che apre la strada alle coproduzioni tra Italia e Corea del Sud. L’accordo si inserisce nel Partenariato Strategico Speciale avviato a Roma lo scorso giugno.

La firma a Saint-Paul-de-Vence

A Saint-Paul-de-Vence, cittadina provenzale da sempre legata al mondo dell’arte, è arrivata la firma dell’Accordo bilaterale in materia di coproduzione cinematografica tra Italia e Repubblica di Corea. A sottoscriverlo, a margine del Sommet Lumière, sono stati il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Ministro della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea, Chae Hwi-young. Presente alla cerimonia anche la Sottosegretaria di Stato alla Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni.

Non si tratta di un gesto simbolico: l’intesa stabilisce un quadro giuridico vero e proprio per la cooperazione tra due industrie cinematografiche molto diverse per storia e struttura, ma entrambe alla ricerca di nuovi spazi internazionali. Da una parte il cinema italiano, con la sua tradizione secolare; dall’altra quello sudcoreano, oggi uno dei più dinamici al mondo. L’obiettivo è concreto: dare agli operatori dei due Paesi un percorso normativo chiaro per realizzare coproduzioni effettive, mettendo insieme risorse, competenze e accesso ai rispettivi mercati.

Giuli ha parlato di una “nuova fase della cooperazione culturale tra Italia e Repubblica di Corea”, richiamando il Partenariato Strategico Speciale lanciato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Presidente della Repubblica di Corea Lee Jae Myung lo scorso giugno a Roma. Due grandi industrie, ha aggiunto il Ministro, che ora metteranno in comune competenze, creatività e capacità produttive, con ricadute attese per imprese, professionisti e soprattutto per i giovani talenti del cinema italiano.

Un lavoro cominciato un anno fa

L’accordo di oggi non nasce dal nulla. Come ha ricordato la Sottosegretaria Borgonzoni, il percorso era partito lo scorso anno a Venezia, con la sigla del protocollo d’intesa con la Korea Creative Content Agency, ed era proseguito a dicembre 2025 con l’incontro a Seoul con il sottosegretario coreano alla Cultura, Sport e Turismo con delega al cinema, Kim Jae-hyun, avvenuto durante una visita istituzionale della stessa Borgonzoni in Corea.

“Da quell’impegno nasce oggi un accordo di coproduzione strutturato, che apre nuove prospettive per il cinema italiano in Asia e rafforza il dialogo tra due industrie audiovisive sempre più vicine”, ha dichiarato la Sottosegretaria, che ha anche anticipato un appuntamento già fissato: a ottobre l’Italia sarà presente con un Italian Pavilion al Festival di Busan, insieme a una delegazione di produttori nazionali. Borgonzoni ha aggiunto di voler lavorare perché il protocollo si estenda, in futuro, anche al comparto audiovisivo nel suo complesso.

Perché la Corea del Sud

La scelta del partner non è casuale. Il cinema e l’audiovisivo coreano vivono da anni una fase di espansione internazionale sostenuta dal fenomeno culturale noto come Hallyu, l’onda coreana che ha portato musica, serie tv e film del Paese asiatico davanti a un pubblico sempre più globale. Il Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo coreano ha certificato per il 2024 esportazioni complessive dell’industria dei contenuti pari a 14,07 miliardi di dollari, in crescita del 5,5% sull’anno precedente, con l’audiovisivo tra i principali motori del risultato. Anche le sole vendite internazionali dei lungometraggi coreani sono cresciute, secondo i dati del Korean Film Council, di quasi il 20% rispetto al 2024.

Diverse analisi internazionali attribuiscono questo successo non a singoli autori o film isolati, ma a un ecosistema industriale costruito nel tempo, capace di attrarre investimenti e formare nuove generazioni di professionisti. È in questo scenario che si colloca la scommessa italiana: affiancare la propria tradizione narrativa a un mercato asiatico in piena crescita, costruendo canali di collaborazione che vadano oltre la semplice distribuzione di prodotti già finiti. Nel corso dell’incontro i due Ministri hanno discusso anche di ulteriori iniziative per avvicinare le rispettive istituzioni cinematografiche e moltiplicare le occasioni di incontro tra le aziende del settore.

Anche i musei dialogano

Il cinema non è l’unico terreno di avvicinamento tra i due Paesi. Giuli ha espresso apprezzamento per la crescente collaborazione tra le istituzioni museali italiane e sudcoreane, ricordando il successo ottenuto nel 2025 dall’esposizione dei capolavori del Museo di Capodimonte di Napoli a Seoul. Il prossimo anno toccherà agli Uffizi, che saranno protagonisti al Museo Nazionale Coreano con una mostra dedicata a “Botticelli e il Rinascimento”.

Un quadro di relazioni in consolidamento

L’accordo firmato a Saint-Paul-de-Vence si inserisce così in un insieme più ampio di iniziative che, a partire dal Partenariato Strategico Speciale avviato a Roma lo scorso giugno, stanno ampliando progressivamente la cooperazione culturale tra Italia e Repubblica di Corea. Cinema e musei sono oggi due dei terreni su cui questa collaborazione si sta concretamente sviluppando, con appuntamenti già fissati nei prossimi mesi: dal Festival di Busan di ottobre alla mostra degli Uffizi prevista per il 2027.