«Aegyptus. Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana» La mostra all’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano

da | 9 Lug 2026 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

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    Sito tardo romano di Umm al Dabadib.
E’ allestita nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano a Roma la grande mostra «Aegyptus. Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserti in epoca romana» che racconta, coniugando videoarte, archeologia e intelligenza artificiale, un capitolo ancora poco conosciuto della storia antica: la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C.. Inaugurata il 3 luglio, l’esposizione resterà aperta fino al 15 novembre.
Un’esposizione insolita, che trasforma la visita in un’esperienza sensoriale e narrativa.; deata da Elisabetta Bruscolini e curata da uno stuolo di esperti di prima classe come Alfonsina Russo, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro ed Elisabetta Bruscolini nell’ambito delle attività di cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo.

L’esposizione

Il percorso espositivo, si apre con una sezione archeologica con reperti provenienti dalle collezioni del Museo Nazionale Romano che ne ha curato l’individuazione e la selezione e dalle attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Oggetti, manufatti e opere recuperate dal traffico illecito che mostrano il fascino esercitato dall’Egitto sul mondo romano. Al centro della narrazione i luoghi di incontro e scambio tra culture, commerci, religioni e popoli diversi, in un territorio che per secoli ha rappresentato un ponte tra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente, raccontati mediante contenuti audiovisivi e digitali. Sono le rotte nel Deserto Bianco e nel Deserto Nero, verso le Saline, il Nilo e la Necropoli. Raccontano un capitolo di storia poco noto, il lavoro degli archeologi nel deserto oggi, di cui si parla troppo poco, e la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale ieri quando cultura romana ed egizia si incontrarono. Erano nodi essenziali di scambio di merci attraverso le vie carovaniere, oasi dove i romani erano a fianco di egiziani, greci, persiani, beduini… Non solo sabbia del deserto, ma vita e civiltà oltre i confini dell’impero. Dalla sabbia sono riaffiorate colonne, monete, frammenti di pavimenti, oggetti diversi a testimonianza di una vita oltre ogni limite.
Al termine del percorso della visita della mostra archeologica, il percorso conduce il visitatore al cuore della mostra multimediale.
Su una grande installazione multimediale, costruita attorno ad un grande schermo curvo, è proiettata l’opera di videoarte Aegyptus, una proiezione inattesa e coinvolgente ideata da Elisabetta Bruscolini e Patrizia Covertino, Un film “ documentario” in cui ha operato un consistente numero fra art director, fotografi, video design che restituisce le atmosfere delle oasi attraverso ricostruzioni digitali, immagini in movimento e una colonna sonora immersiva. Sono le immagini dai colori indescrivibili a colpire. Paesaggi sconfinati attraversati da messaggi scritti: “30 a.C. Augusto sconfigge la regina tolemaica Cleopatra, l’Egitto diventa provincia imperiale. Per cinque secoli i romani s’insediano nelle oasi , fonti d’acqua e laboratori d’ingegneria e convivenza”. Un vero e proprio film con colori splendenti e immagini di luoghi poco noti o mai visti .
Segue la proiezione di filmati girati nei siti del Fayyum, di Kharga, Aswan e Kom al-Ahmer, sul lavoro degli archeologi nei cantieri delle missioni archeologiche italiane in Egitto.
Infine, il cortometraggio ‘I Doni della Grande Oasi’, realizzato con l’IA da Riccardo Boccuzzi, che ricostruisce, in un racconto coinvolgente, la vita quotidiana in un’oasi del IV secolo d.C. attraverso gli occhi di una bambina. trasformando le più recenti acquisizioni scientifiche .

L’Aula Ottagonale

Nel 1928 fu trasformata nel Planetario attraverso l’installazione di un proiettore che utilizzava la cupola come volta celeste. Un impiego che si è protratto negli anni, fino al 1987. Luogo prediletto dai giovani, amanti del buio e delle stelle. E molto romantico. A questa lunga stagione di spettacolo, rimasta solo nel ricordo degli “anta”, è subentrata la stagione delle esposizioni, delle mostre archeologiche. Oggi ospita un Museo, il Museo dell’Arte Salvata che è sorto grazie alla Direzione Generale Musei. E’ parte del Museo Nazionale Romano costituito dalle Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Il15 giugno 2022, per l’inaugurazione, si tenne la prima esposizione di opere ritrovate dai Carabinieri con il meraviglioso gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”. Quadrata all’esterno, ottagonale all’interno, coperta da una maestosa cupola “a ombrello”, un tempo decorata da superbi stucchi, fa ora da sfondo a una mostra di sapore inusuale e a un film.

Info: Museo Nazionale Romano – Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano
Museo dell’Arte Salvata
Roma Via Giuseppe Romita 8 – fino al 15 novembre