Antico Caffè Greco, il TAR da ragione al MiC: i mobili vanno vincolati

da | 20 Giu 2026 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Il TAR dà ragione al Ministero della Cultura: i mobili dell’Antico Caffè di Via Condotti a Roma vanno vincolati. Gli arredi all’interno sono di “interesse particolarmente importante”.

L’Antico Caffè Greco è sempre stato oggetto di attenzione per la sua ricchezza interna e la sua storia, ed anche oggi è oggetto di una questione aperta. Il TAR dà ragione al Ministero della Cultura: i mobili dell’Antico Caffè di Via Condotti a Roma vanno vincolati. Gli arredi all’interno sono di “interesse particolarmente importante”. Il ricorso che l’Ospedale Israelitico, proprietario del locale, ha presentato contro la decisione del Mibac è stato respinto dalla sezione seconda quater del TAR del Lazio. La sentenza, presa in camera di consiglio lo sorso 24 marzo, è giunta perché la proprietà aveva espresso una serie di obiezioni, rispetto alla decisione del ministero. In particolare secondo l’Ospedale Israelitico l’amministrazione avrebbe “illegittimamente vincolato tutti gli elementi presenti all’interno del Caffè Greco, considerandoli come un unicum, pur in presenza di beni che sarebbero privi delle caratteristiche necessarie per essere considerati di interesse particolarmente importante” si legge nelle premesse alla sentenza.

La proprietà, nel contestare l’apposizione dei vincoli ai “beni mobili”, aveva fatto riferimento a precedenti decreti ministeriali, risalenti agli anni 1953 e 1954. In quegli anni era stato stabilito che, in ragione della sua storia e “per aver rappresentato in Roma, per circa 200 anni, un centro di vita artistico universalmente noto”, il ministero aveva dichiarato il Caffè Greco “d’ interesse particolarmente importante” prevedendo, di conseguenza, che venisse sottoposto a tutela. La proprietà ha però obiettato che i vincoli potessero intendersi solo nei confronti dei locali, e non i mobili presenti. Questa interpretazione non è stata accolta dai giudici del Tar del Lazio che, quindi, hanno respinto il ricorso presentato dall’Ospedale Israelitico.

Gli arredi in questione

I pregiati arredi del Caffè di via dei Condotti, dal 1765 e nei due secoli successivi punto di ritrovo degli artisti provenienti da ogni angolo del pianeta, avevano recentemente già ricevuto l’attenzione dei media, per ragioni differenti. Dipinti, sculture e oggetti di grande valore, lo scorso 26 novembre, erano stati posti sotto sequestro perché trasferiti in un deposito. Quell’iniziativa, secondo gli inquirenti, era stata presa senza alcuna autorizzazione dall’allora amministratore del Caffè Greco si era difeso sostenendo di averlo fatto “per ragioni di sicurezza”. Quei beni, vincolati, devono restare all’interno delle salette di via Condotti 86: contribuiscono a mantenere la magia di un locale che, grazie alle bicentenarie prestigiose frequentazioni, è diventato a sua volta un luogo dell’arte.

La storia del locale

La particolare attenzione a questo locale non è casuale, ma è il risultato di radici storiche di cui è stato protagonista. L’Antico Caffè Greco, fondato da Nicola della Maddalena, è il primo caffè storico della città e d’Italia dopo il Caffè Florian di Venezia. Situato in via dei Condotti al civico 86, il caffè è celebre per la sua ricca collezione di opere d’arte e per la presenza di intellettuali e goliardi. La prima sicura testimonianza sul Caffè Greco viene attribuita a Pierre Prud’hon, che ne fa menzione in una sua lettera all’amico Jean Raphaël Fauconnier, citata da Cesare Pascarella. All’inizio del XIX secolo il Caffè Greco divenne il ritrovo preferito di artisti e intellettuali tedeschi che si trovavano a operare in Italia. Tra i suoi frequentatori più celebri si annoverano Goethe, D’Annunzio, Rossini, e Lord Byron. La sua storia è testimoniata da oltre 300 opere esposte nelle sale, rendendolo la più grande galleria d’arte privata aperta al pubblico al mondo. Nella “Sala Rossa” è stata scattata la foto che compare come copertina del 45 giri di Mia Martini Minuetto/Tu sei così, pubblicato nel 1973 e ad oggi fa parte dell’associazione Locali storici d’Italia.