L’Arabia Saudita apre le porte al turismo internazionale

da | 29 Set 2019 | Promozione e valorizzazione, Turismo

L’Arabia Saudita è pronta ad aprire le porte al turismo internazionale. A due settimane dall’attacco ai pozzi petroliferi sauditi da parte dell’Iran che ha riguardato il mercato del greggio facendo crescere la preoccupazione di nuove tensioni in Medio Oriente, l’Arabia Saudita ha annunciato, con un galà che si è tenuto due giorni fa a Riad, la fine del bando ai visitatori internazionali, offrendo la possibilità di visitare il Paese.

Si tratta di una svolta importante per un Paese che, fatta eccezione per i pellegrini diretti alla Mecca e per i lavoratori espatriati, non ha mai ammesso turisti. “Ai visitatori diciamo: siate fra i primi a scoprire i nostri i tesori” ha affermato Ahmad Al Khateeb, presidente della Commissione saudita per il turismo. L’anno scorso Riad aveva cominciato ad offrire visti temporanei per eventi sportivi e culturali.

Un’iniziativa destinata a dare vita ad importanti conseguenze economiche nel campo del turismo e dei trasporti. Nello specifico,il governo saudita spera che il turismo possa arrivare a produrre il 10% del PIL entro il 2030 contro il 3% attuale, arrivando ad attirare 100 milioni di turisti all’anno.

Nel piano Vision 2030 l’Arabia Saudita, volendo diversificare un’economia tradizionalmente ancorata al mercato del petrolio, vuole dare sempre maggior risalto al turismo. Per questo motivo Riad ha deciso di offrire il visto turistico a 49 paesi. Precedentemente si poteva entrare nel Paese solo per viaggi d’affari e per i pellegrinaggi a Medina e La Mecca, che rimarranno vietate ai non musulmani. “Speriamo di arrivare a 70, 80 miliardi di dollari di ricavi da settori come il residenziale, le strutture ricettive e l’intrattenimento” è la previsione della Commissione Turismo e Patrimonio culturale del Regno, che include aree archeologiche, cinque siti Unesco e moderne metropoli.

Cina, Giappone e Europa sono i mercati di riferimento di un Paese che non intende imporre le proprie norme: il visto sarà concesso anche alle donne che viaggiano da sole, alle quali è richiesto un abbigliamento “modesto”, diversamente dal velo integrale richiesto alle donne saudite.

In questi anni il Regno ha dato l’avvio ad alcune iniziative culturali, specialmente dopo l’avvio del programma Vision 2030: il Centro King Abdulaziz per la cultura Mondiale di Dhahran; il Parco della scultura modernista lungo la Corniche di Gedda; la Casa Jameel delle Arti tradizionali a Gedda; la Casa Nassif a Gedda; l’annuale Flowerman Festival nella regione di Asir; il Festival Winter at Tantora ad Al Ula; il Red Sea International FilmFestival che sara’ lanciato a Marzo 2020; la Cucina contemporanea saudita di Ali bin Yousef a Riad; l’arte di Zahrah Al Ghamdi.

L’Arabia Saudita ha inoltre svelato cinque siti Unesco, come dichiarato Ahmed da Al Khateeb: “I visitatori saranno sorpresi dai tesori che vogliamo condividere: cinque siti del patrimonio mondiale dell’Unesco, una vibrante cultura locale e una bellezza naturale mozzafiato”. I siti Unesco sono: Madain Saleh ad Al Ula, città anticamente abitata da Thamudeni e Nabatei, e conosciuta con il nome di Hegra, occupata da legionari romani durante l’espansione di Traiano nel Vicino Oriente, nel secondo secolo d.C.; At Turaif District a Ad Diriya, quartiere storico situato ad Al-Dir’iyah, a nord-ovest di Riyadh, che è considerato come uno dei siti politici e storici più importanti dell’Arabia Saudita, prima capitale dello Stato Saudita; la Gedda storica, situata nella regione di Hijaz e seconda città più grande del Paese dopo la capitale Riad, originariamente villaggio di pescatori, oggi crocevia per tutti i pellegrini che arrivano in aereo o via mare; l’arte rupestre della regione di Hail, dal grande valore per le molte iscrizioni e pitture rupestri lasciate, e per le raffigurazioni umane e animali sulle pareti rocciose di un fiume ormai insabbiato; l’Oasi di Al Asha, esempio particolare di interazione dell’uomo con l’ambiente, con palme da dattero (2.5 milioni) e resti archeologici di insediamenti umani a partire dal Neolitico.