Semifonte riprende vita con la realtà virtuale

da | 25 Set 2019 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

E se fosse possibile riportare in vita una città medievale oramai distrutta? 1202 l’esercito fiorentino rade al suolo Semifonte, in Valdelsa, una delle città fortificate che si opponeva a Firenze. Non è rimasto nulla se non la Cappella di San Michele Arcangelo, costruita però alla fine del XVI secolo, quindi diverso tempo dopo. Grazie ai nuovi strumenti di comunicazione e di tecnologia applicati all’archeologia, sarà possibile vedere il volto di questa città “perduta”, scoprirla in una ricostruzione virtuale durante l’evento “Paesaggi in trasformazione tra Medioevo e l’età di Leonardo. Dalla ricerca alla comunicazione: Semifonte e Sandormiez”.

Come si evince dal titolo dell’evento, le città sono due, lontane ma collegate dal loro nefasto destino: distrutte e, appunto, rase al suolo: Semifonte in Toscana, come già scritto distrutta dai fiorentini, e Sandomierz nel sud-est della Polonia, cancellata dall’invasione dei Mongoli. L’evento segna la collaborazione internazionale tra l’Università degli studi di Firenze, in collaborazione all’Istituto per Tecnologie Applicate ai beni culturali, e l’Accademia Polacca delle Scienze di Varsavia.

La mostra aprirà oggi, giovedì 26 settembre, alle ore 17 a Certaldo mentre alla stessa ora di sabato 28 aprirà nel Barberino Tavernelle. Sarà possibile visitarla fino al 7 gennaio 2020. Verrà mostrata quindi una Semifonte tutta da scoprire: Palazzo Pretorio, nel centro di Certaldo, e la Cappella di San Michele Arcangelo, nel Barberino, saranno i due siti, i due sfondi dell’evento. Inoltre, il 4 ottobre, una sezione della mostra sarà allestita all’Accademia Polacca a Roma durante la giornata studio “Polonia e Italia: per un’archeologia condivisa”.

È un tassello importante per la conoscenza storico-archeologica della città di Semifonte, paesaggio che conobbe anche Leonardo da Vinci e l’evento, promosso dai due comuni, è stato realizzato proprio in occasione del cinquecentenario della sua morte.

La mostra contiene tutte le ricerche archeologiche e storiche, ancora in corso, che mettono in relazione Semifonte e Sandormiez. L’allestimento è inquadrato nel progetto “Semifonte in Valdesa città degli Alverti” costituito dal progetto di ricerca archeologica, condotto da Guido Vannini, Andrea Vanni Desideri e Silvia Leporatti, e dal progetto di diagnostica archeologica, invece, coordinato da Salvatore Piro, Enrico Papale, Daniela Zamuner.

Con le esposizioni si cerca di valorizzare quindi il lavoro di ricerca svolto delle Università e sostenuto dai comuni. «Si tratta di un progetto importante – precisano i sindaci di Barberino Tavernelle, David Baroncelli, e di Certaldo, Giacomo Cicini – che consente di ricostruire la nostra storia: una conoscenza del passato, del ruolo di queste terre tra Medioevo e Rinascimento, che sta alla base della riscoperta di questi luoghi e di una fruizione contemporanea sempre più consapevole».