Pompei, via alla gara per il monitoraggio di oltre 13mila ambienti

da | 23 Apr 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Il direttore Zuchtriegel: “Sfida per l’archeologia e il restauro dei nostri tempi”

 

Via alla gara per il monitoraggio degli oltre 13mila ambienti che danno vita alla splendida città antica di Pompei. Il direttore, Gabriel Zuchtriegel: “Pompei è una delle più grandi sfide per l’archeologia e il restauro dei nostri tempi e merita il meglio delle nostre eccellenze per essere gestita in maniera innovativa e propulsiva”.

I visitatori nel 2023 e nei primi mesi del 2024

Pompei, può essere ritenuta una testimonianza unica della vita quotidiana nell’Impero romano. A dimostrarlo è il grande flusso di turisti che visitano il sito archeologico. Nel 2023 i visitatori sono stati ben 3.985.424. A marzo 2024, ben 272.723 hanno visitato Pompei (142.648 a febbraio e 112.121 a gennaio 2024). Conservare e valorizzare questo patrimonio archeologico e culturale è un grande impegno, che necessita di un enorme sforzo da parte di tutti.

Rilevamenti periodici e priorità

La gara per il monitoraggio è pubblicata sul portale Acquisti in Rete PA di Consip. Si prevede un servizio triennale che comprende un rilevamento periodico dello stato di conservazione del sito ma anche la definizione delle priorità e della progettazione esecutiva degli interventi.

Una squadra di esperti per Pompei

Il progetto è stato coordinato da Vincenzo Calvanese, responsabile dell’ufficio tecnico, e dalle funzionarie Arianna Spinosa e Alessandra Zambrano. La squadra è però costituita da numerosi tecnici e amministrativi, pronti a scendere in campo. La data di scadenza per le offerte è fissata per il prossimo 21 maggio 2024. Le domande all’Amministrazione in merito alla procedura possono essere poste fino al 16 maggio.

Schola Armaturarum, testimone di rinascita

Un progetto in grande stile, che permetterà di conservare un patrimonio artistico e culturale fragile quanto affascinante. Esempio di rinascita in questo senso è la Schola Armaturarum, edificio crollato nella parte superiore nel 2010. Le cause individuate  a quel tempo erano state molteplici. L’edificio ospitava la sede di un’associazione di stampo militare, dove gli associati si riunivano per programmare attività militari e giochi.

Schola Armaturarum, un recupero da 105 milioni di euro

Dopo il crollo, la struttura è stata oggetto di un lungo intervento di recupero che ha portato alla sua rifioritura. L’intervento di salvataggio della Schola Armaturarum è stato inserito nell’ambito del Grande Progetto Pompei, finanziato con 105 milioni di euro da UE e Stato italiano e che è stato concluso nel 2022.

Un’app per monitorare Pompei

Il progetto è nato proprio con lo scopo principale di tenere sotto costante monitoraggio le aree, in modo da programmare i vari interventi con costanza. Seguendo questa linea, il Parco, in collaborazione con il dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno, ha sviluppato un’app digitale inedita che raccoglie i dati delle ricognizioni specialistiche e di sopralluoghi e segnalazioni casuali, in modo da avere sotto controllo tutte le situazioni. Infatti, l’elaborazione digitale semi-automatica dei dati raccolti in campo restituisce un quadro preciso e articolato che consente già una prima stima delle tipologie di interventi necessari e dei relativi costi.

Dati scientifici sull’evoluzione di Pompei

Spiega Luigi Petti, professore di Ingegneria all’Università di Salerno: “A Pompei, non si è mai stati in grado di determinare con esattezza quante risorse bisognasse investire annualmente per evitare un peggioramento dello stato di conservazione. Si è trattato sempre di stime approssimative, basate su valori empirici. Una volta attivato il nuovo sistema di monitoraggio, avremo per la prima volta dati scientifici sull’evoluzione del sito. Si tratta di un modello innovativo che, una volta messo a punto sul caso campione di Pompei, potrà essere replicato in altri siti archeologici”.

Zuchtriegel: “Pompei è una delle più grandi sfide per l’archeologia e il restauro dei nostri tempi”

Spiega il direttore, Gabriel Zuchtriegel, con parole incisive e riportate dalle principali testate: “La chiave di successo è la manutenzione programmata, ovvero una cura costante del vasto patrimonio in tutti i suoi dettagli. Ma per fare questo, bisogna prima di tutto avere un quadro preciso e aggiornato di cosa sta accadendo nei 13mila ambienti del sito, molti dei quali sono stati scavati decenni o secoli fa. Poiché non possiamo coprire tutta Pompei con una cupola di vetro, la gran parte degli ambienti sono sprovvisti di tetti ed esposti agli agenti atmosferici. In sintesi, Pompei è una delle più grandi sfide per l’archeologia e il restauro dei nostri tempi e merita il meglio delle nostre eccellenze per essere gestita in maniera innovativa e propulsiva. Anche perché non dimentichiamo che siamo in una zona ad alto rischio sismico oltre che vulcanico”.

Tutti insieme per Pompei

Prosegue Zuchtriegel: “Monitoraggio e manutenzione sono una delle priorità a Pompei. Abbiamo un’immensa responsabilità verso le generazioni future e vorrei ringraziare tutto lo staff del Parco Archeologico che è impegnato quotidianamente nella cura del patrimonio. Con il sistema di monitoraggio, abbiamo fatto un significativo passo avanti ma resta ancora molto da fare. Sostenibilità vuol dire anche che cercheremo di coinvolgere sempre più sostenitori privati che ci aiutino nel nostro impegno. Tutti possiamo fare qualcosa per Pompei, anche semplicemente visitando il sito e respirando la sua straziante bellezza”.

Valorizzazione in linea con il Ministero della Cultura

Il progetto di monitoraggio e manutenzione programmata si inserisce in una strategia che mira a una sempre maggiore sostenibilità conservativa, culturale, sociale e ambientale del sito UNESCO e che è stata elaborata sotto la guida del direttore Zuchtriegel dal momento del suo insediamento nel 2021. Si allinea all’indirizzo del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha posto grande attenzione sul tema della sostenibilità e sull’avvio di nuovi scavi e restauri a seguito del Grande Progetto Pompei.

Sangiuliano: “Avanti nella tutela di questo importante sito”

Nell’ambito del recente ritrovamento di un salone con decorazioni sulla guerra di Troia, emerso dopo un’attività di scavo nell’insula 10 della Regio IX di Pompei, il ministro Sangiuliano dichiara infatti: “Pompei è davvero uno scrigno di tesori che non finisce mai di sorprenderci e di destare stupore perché, ogni volta che scaviamo, troviamo qualcosa di bello e di significativo. Noi crediamo in questo unicum mondiale che rappresenta Pompei e per questo in legge di Bilancio abbiamo finanziato nuovi scavi. Bisogna andare avanti nella tutela di questo importante sito ma anche nella sua valorizzazione”.

Arrivano le guide inclusive in CAA

Oltre alla valorizzazione delle aree archeologiche, il Parco Archeologico aggiunge anche un altro mattone per implementare l’accessibilità all’antica città di Pompei. Il Parco, infatti, aggiunge le guide ‘Museo per tutti – Pompei’, nate dalla collaborazione con l’équipe di Museo per tutti dell’associazione ‘L’abilità onlus’ in collaborazione con Fondazione De Agostini. Le guide sono redatte in linguaggio Easy to read e con i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). In questo modo il Parco diventa ancora più inclusivo. Le guide realizzate per il Parco Archeologico sono state presentate lunedì 22 aprile.

 

Immagine in evidenza: Foro – ©Silvia Vacca