Kandinsky a Roma, la grande mostra a Palazzo Bonaparte

da | 22 Set 2026 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Dopo 25 anni dall’ultima grande esposizione nella Capitale, oltre 70 opere del maestro dell’Astrattismo arrivano a Palazzo Bonaparte grazie alla collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi. La mostra è visitabile fino al 14 febbraio 2027.

Dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 Palazzo Bonaparte a Roma ospita una grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky, tra i principali protagonisti dell’Astrattismo. A 25 anni dall’ultima grande esposizione nella Capitale, la rassegna riunisce oltre 70 opere provenienti da importanti collezioni internazionali, con un nucleo significativo di capolavori concessi in prestito dal Centre Pompidou di Parigi.
Il percorso espositivo, articolato in cinque sezioni, ripercorre l’intera evoluzione artistica del maestro russo, dagli esordi alla piena maturità del linguaggio astratto.

Oltre 70 capolavori dal Centre Pompidou di Parigi

L’esposizione riunisce oltre 70 opere che documentano le principali fasi della produzione di Kandinsky, dalle prime sperimentazioni figurative alle composizioni astratte degli anni della maturità. Un nucleo significativo di dipinti proviene dal Centre Pompidou di Parigi, che custodisce la più importante collezione di opere del maestro russo grazie al lascito della moglie Nina Kandinsky. La chiusura del museo francese per un ampio programma di ristrutturazione, previsto fino al 2030, ha consentito il trasferimento a Roma di capolavori raramente concessi in prestito.
Accanto ai dipinti, il percorso presenta documenti e testimonianze della vita dell’artista, ricostruendo la sua evoluzione creativa nel contesto delle avanguardie europee del Novecento.

Il percorso espositivo: dagli esordi figurativi all’Astrattismo

Nato a Mosca nel 1866, Kandinsky abbandonò a trent’anni gli studi di giurisprudenza ed economia e una possibile carriera accademica per dedicarsi alla pittura. Si trasferì a Monaco di Baviera, dove avviò un percorso di ricerca che lo condusse progressivamente ad abbandonare la rappresentazione figurativa.
La mostra ripercorre questa evoluzione attraverso cinque sezioni che seguono le principali tappe della sua vita. Dagli anni della formazione e dall’esperienza del movimento Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro), fondato nel 1911 a Monaco di Baviera e orientato verso una pittura libera dai modelli tradizionali, il racconto prosegue con il ritorno nella Russia rivoluzionaria e l’insegnamento al Bauhaus, la scuola di arte, architettura e design fondata in Germania nel 1919.
Dopo la chiusura della scuola nel 1933 da parte del regime nazista, Kandinsky si trasferì a Parigi, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, fino alla morte nel 1944.

Il rapporto tra pittura, colore e musica

Uno degli approfondimenti della mostra riguarda il rapporto tra pittura e musica, elemento centrale nella ricerca artistica di Kandinsky. Due episodi contribuirono in particolare alla sua progressiva elaborazione di un linguaggio astratto: l’incontro con la serie dei Covoni di Claude Monet e l’ascolto del Lohengrin di Richard Wagner al Teatro Bol’šoj di Mosca.
L’osservazione delle opere di Monet gli suggerì la possibilità di superare la rappresentazione fedele della realtà. L’esperienza musicale, invece, lo spinse a indagare la capacità di linee, forme e colori di comunicare emozioni senza ricorrere a soggetti riconoscibili.
Il progetto romano approfondisce queste teorie attraverso diversi  materiali, documenti e una sala immersiva dedicata al rapporto tra composizione pittorica e linguaggio musicale.

I capolavori in mostra a Palazzo Bonaparte

Tra le opere principali dell’esposizione figurano L’arco nero del 1912, che appartiene alla stagione delle composizioni nelle quali l’artista sviluppò un linguaggio basato sull’interazione tra forme, linee e colori, e Giallo-Rosso-Blu del 1925, che risale agli anni del Bauhaus e testimonia l’approfondimento dei rapporti tra elementi geometrici e struttura compositiva.
Accanto a questi, la rassegna presenta Su grigio, Composizione IX e Improvvisazione 3, opere che consentono di seguire l’evoluzione del linguaggio pittorico del maestro russo.
L’itinerario ricostruisce inoltre il passaggio dalle sperimentazioni espressioniste degli anni di Monaco alle ricerche geometriche del periodo tedesco, fino alle composizioni realizzate durante l’ultima stagione parigina.

Gabriele Münter e il movimento Der Blaue Reiter

Per la prima volta in Italia, una mostra dedicata a Kandinsky riserva un ampio spazio alla figura di Gabriele Münter, esponente dell’Espressionismo tedesco e compagna del pittore russo per oltre un decennio. Le opere dell’artista dialogano con quelle di Kandinsky e documentano una stagione di ricerca condivisa, legata soprattutto all’esperienza del movimento Der Blaue Reiter e alle sperimentazioni artistiche dei primi anni del Novecento.
La sezione presenta alcuni dipinti di Münter, tra cui Via del paese blu, Viale di fronte alla montagna e Lotta con il drago del 1913. Il percorso approfondisce inoltre il ruolo dell’artista nella conservazione delle opere del gruppo durante il nazismo, quando il regime condannò l’arte astratta come «arte degenerata». Nella sua casa di Murnau, Münter nascose oltre 80 dipinti di Kandinsky e centinaia di opere degli altri membri del Der Blaue Reiter, sottraendoli al rischio di confisca e distruzione.

Documenti, oggetti personali e testimonianze della vita dell’artista

Accanto ai dipinti, Palazzo Bonaparte presenta una selezione di materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky del Centre Pompidou. Documenti, fotografie e oggetti personali ricostruiscono la dimensione privata e quotidiana del pittore, affiancando al racconto della sua produzione artistica testimonianze legate ai diversi luoghi nei quali visse e lavorò.
Tra i materiali esposti figurano oggetti ritrovati nel suo ultimo atelier parigino e arredi provenienti dall’appartamento dei coniugi Kandinsky a Dessau, tra cui una sala da pranzo firmata da Marcel Breuer. Queste testimonianze permettono di approfondire anche gli anni dell’insegnamento al Bauhaus e il contesto culturale nel quale l’artista sviluppò le proprie teorie sui rapporti tra forma, colore e composizione.

La curatela e l’organizzazione della mostra

La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma.
La curatela è affidata ad Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musée national d’art moderne del Centre Pompidou e specialista dell’opera di Kandinsky. Francesca Villanti cura la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi.
La rassegna è aperta al pubblico dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 nelle sale di Palazzo Bonaparte a Roma.