E’ stato lo stesso Pontefice Leone XIV ad inaugurare lunedì 14 settembre la mostra “AQVA” della Biblioteca Apostolica Vaticana , aperta il venerdì e il sabato, secondo uno specifico calendario, fino al 14 maggio dell’anno prossimo.
Una rassegna molto particolare che dà il via al ciclo espositivo della durata di cinque anni intitolato
“Catastrofe e meraviglia” in partnership con Intesa San Paolo. Si tratta di una riflessione dedicata all’acqua come minaccia e come risorsa, uno studio accurato degli attacchi al patrimonio librario, l’acqua, il fuoco, gli insetti. Eppure nonostante tutto gli stessi elementi che rappresentano un pericolo, inducono a cercare nuovi strumenti di difesa.
Protagonisti della mostra sono tre creativi contemporanei – l’artista JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Fulvio Pierangelini – chiamati a confrontarsi con il patrimonio e gli ambienti della Biblioteca intorno all’acqua, osservata nella sua duplice natura di minaccia e risorsa.
Il primo appuntamento è con l’acqua e la sua ambivalenza. L’acqua forza distruttrice ma anche generatrice di vita. Fra le opere in mostra il “De re coquinaria “, un manoscritto del IX secolo di Marvus Gaviu Apicius , la descrizione dell’Africa e dei paesi del Prete Janni di Giovanni Battista Ramusio, ”La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, il più famoso libro di cucina, rivisitato da cinque grandi cuochi: Gianfranco Bolognesi, Arrigo Cipriani, Gualtiero Marchesi, Fulvio Pierangelini e Gianfranco Vissani.
Cuore scientifico e simbolico della mostra l’Aquatilium animalium historia del 1557 di Ippolito Salviani, un’opera in cui sapere scientifico, arte calcografica e cultura gastronomica sono tutt’uno, di cui sono esposti due esemplari di grande valore. Un capolavoro di sapere scientifico, calcografia e cultura gastronomica. Accanto una raffinata ed esclusiva selezione di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti provenienti dalle collezioni vaticane che raccontano il millenario rapporto fra acqua e conoscenza.
La mostra rimanda ai viaggi di scoperta dell’Africa, del Paese del Prete Janni, ai tre trattati seicenteschi di Messer Mattia Giegher bavaro di Mosbvrc, 1639, ai Racconti gastronomici di Fulvio Pierangelini, al carteggio fra Pellegrino Artusi con Francesco Ruffilli, Leonardo Nordini, Marietta Abatini. Ed è soprattutto un inno alla “rana piscatrice”, ai pesci descritti nei minimi particolari con le tecniche più diverse , disegni, dipinti, incisioni, dagli artisti antichi e dai contemporanei..
Il primo appuntamento si sofferma sull’ambivalenza dell’acqua, un elemento che genera la vita, ma che può anche distruggerla. Il percorso espositivo utilizza tecniche diverse, esperienza, storia, scienza e linguaggi contemporanei facendo perno sul tema centrale della crisi climatica che tutto il pianeta sta attraversando temendo il peggio. I’inizio del percorso è affidato a un’installazione che si staglia sulla facciata cinquecentesca della Vaticana, evocando la vulnerabilità della memoria e del sapere. Il visitatore è invitato a esplorare i legami fra il patrimonio antico della Biblioteca, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini per giungere alla Sala Barberini trasformata in spazio di contemplazione.
“La mostra AQUA è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557”, ricorda don Giacomo Cardinali, Vice Prefetto e Commissario delle attività espositive della Vaticana.
ORARIO VISITE
Fino al 15 maggio il sabato dalle ore 10 alle ore 2o
Previo biglietto d’ingresso











