Dal 30 settembre lo Spazio Arte Treccani accoglie l’artista romano che torna nella sua città, dopo quasi trent’anni trascorsi a New York, con un progetto espositivo dedicato al rapporto tra tempo e memoria.
Bernardo Siciliano torna a Roma dopo 30 anni vissuti a New York e sceglie lo Spazio Arte Treccani per esporre dal 30 settembre al 30 ottobre 2026 la sua mostra personale: Funny Games a cura di Giuseppe Armogida. Un progetto originale, che segna un momento particolarmente significativo nel percorso dell’artista, che negli ultimi anni ha trovato ispirazione a New York, luogo d’adozione e inesauribile repertorio di immagini per le sue opere.
Il richiamo al film di Michael Haneke
Il titolo della mostra richiama l’omonimo film di Michael Haneke del 1997 e introduce alla natura ambigua delle opere di Siciliano. La violenza evocata dalla pellicola si trasforma nei suoi dipinti in una tensione più sottile, che attraversa scene di gioco, di festa e di vita quotidiana. Interni, corpi, piscine, finestre, tavole apparecchiate e luoghi apparentemente familiari diventano frammenti di una memoria che non restituisce mai il passato così com’è stato, ma lo ricompone e lo altera.
Una sfida al tempo e alla memoria
La pittura di Siciliano nasce da una costruzione rigorosa dello spazio e dell’immagine, ma è proprio questa precisione compositiva a lasciare emergere ciò che resta incerto e sfuggente. Le scene appaiono così sospese tra presenza e assenza, felicità e perdita, apparizione e scomparsa, coinvolgendo lo spettatore in un gioco di interpretazioni nel quale nessun gesto assume un significato definitivo.
Funny Games racconta dunque la capacità della pittura di trattenere un istante proprio mentre comincia a svanire: una sfida al tempo e alla memoria, nella quale il ricordo si trasforma continuamente e ciò che appare conosciuto e familiare rivela, improvvisamente, la propria enigmaticità.
Dagli esordi romani alla scena internazionale
Nato a Roma nel 1969, Bernardo Siciliano inizia a dipingere giovanissimo e nel 1986 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Carlo Virgilio. Dopo le prime esposizioni in Italia, nel 1996 si trasferisce a New York, città che diventa per quasi trent’anni il centro della sua ricerca e uno dei soggetti privilegiati della sua pittura.
Nel corso della sua carriera espone, tra gli altri, al MACRO e al Chiostro del Bramante di Roma, a Palazzo della Ragione di Milano e al Liu Hai Su Art Museum di Shanghai, oltre che in numerose gallerie negli Stati Uniti. La mostra allo Spazio Treccani Arte accompagna il ritorno dell’artista nella città in cui è nato e dove ha mosso i primi passi della sua carriera.







