Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo: al via una nuova campagna di scavi

da | 1 Lug 2026 | Archeologia, Arte e Cultura

Fino al 18 luglio archeologi, ricercatori e studenti di UniSalento saranno impegnati nelle attività di scavo, documentazione e studio di reperti, nell’ambito del progetto per la realizzazione del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo

È partita il 15 giugno la nuova campagna di scavi e ricerche archeologiche promossa dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e dal Comune di Porto Cesareo. Le attività, in programma fino al 18 luglio, rappresentano un nuovo passo verso la realizzazione del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo.

Le attività di scavo e ricerca

Le attività di ricerca, si legge nella nota dell’Università del Salento, «interesseranno sia i contesti terrestri sia quelli sommersi e si collocano in continuità con il percorso avviato nel 2025 nell’ambito del progetto Smart-In, contribuendo in maniera determinante alla realizzazione del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo».
La direzione scientifica è affidata alla professoressa Rita Auriemma, mentre la direzione dei lavori è curata dall’architetto Francesco Baratti.
Il progetto si avvale inoltre della collaborazione dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo, del Centro di Educazione Ambientale e Coordinamento Ambientalisti Pro Porto Cesareo Odv, del I Nucleo Operativo Subacqueo della Guardia Costiera di San Benedetto, del Polo biblio-museale di Lecce – Regione Puglia, del Politecnico di Torino, dell’Associazione SOS e di diverse imprese del territorio.

Cosa prevede il progetto

Il Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo nasce per valorizzare uno dei più importanti patrimoni archeologici del Mediterraneo. I suoi fondali custodiscono testimonianze di insediamenti umani e rotte commerciali risalenti dal II millennio a.C. all’età tardomedievale e moderna.
Come sottolinea UniSalento, l’iniziativa «punta a integrare ricerca scientifica, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale con modelli di fruizione sostenibile e partecipata». L’obiettivo è «trasformare l’eccezionale patrimonio archeologico di Porto Cesareo in un’esperienza culturale immersiva e sostenibile».
Secondo l’Ateneo si tratta di un «pilota per la Puglia», destinato a diventare un modello di riferimento.

Ricerca, tutela e fruizione del patrimonio archeologico

Il progetto del Parco sommerso e costiero di Porto Cesareo è il risultato di oltre vent’anni di ricerche condotte dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento. Da questo lavoro è nata la Carta Archeologica dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Il documento censisce le evidenze archeologiche sommerse e costiere e costituisce la base scientifica dell’iniziativa.
Il primo step operativo, avviato nel 2025, ha previsto prospezioni e scavi a Torre Chianca, Scalo di Furno e nei fondali, finalizzati alla realizzazione dei futuri percorsi di visita costieri e subacquei.
Il progetto prevede anche un infopoint nel centro di Porto Cesareo e biciclette elettriche per raggiungere il Parco. Sono inoltre previsti strumenti innovativi per la visita dei siti sommersi, tra cui imbarcazioni a energia solare, piattaforme e pontili, SUP e canoe trasparenti.

Visite guidate e attività divulgative

La nuova campagna di scavi non resterà riservata agli addetti ai lavori, ma sarà accompagnata da un programma di iniziative rivolte al pubblico.
Gli scavi di Torre Chianca saranno visitabili il lunedì, il mercoledì e il venerdì, dalle 10 alle 11. I visitatori potranno così osservare da vicino il lavoro degli archeologi e l’avanzamento delle ricerche.
Sono inoltre previste attività divulgative e iniziative di coinvolgimento della comunità locale.