Un frammento del “Catalogo delle navi” dell’Iliade è stato ritrovato sull’addome di una mummia in un complesso funerario ad Ossirinco. Secondo l’egittologo Gianluca Miniaci non si tratta di un viatico per l’aldilà ma di un elemento funzionale all’imbalsamazione
In Egitto, nel sito di Ossirinco (oggi el-Bahnasa), una missione archeologica dell’Università di Barcellona ha individuato un frammento dell’Iliade di Omero all’interno di una tomba di epoca romana. Il papiro, databile a circa 1.600 anni fa, era collocato sull’addome di una mummia. La scoperta, definita “senza precedenti”, documenta un uso inedito di testi letterari greci nei rituali funerari egiziani.
Il ritrovamento nella necropoli di Ossirinco in Egitto
Il rinvenimento è avvenuto nel governatorato di Minya, a circa 250 chilometri a sud de Il Cairo, all’interno dell’antica Ossirinco. La scoperta si inserisce nelle attività della missione archeologica di Oxyrhynchus dell’Università di Barcellona, attiva dal 1992 e tra le più longeve missioni spagnole in Egitto, condotta insieme all’Istituto del Vicino Oriente Antico.
Gli archeologi, guidati da Maite Mascort ed Esther Pons Mellado, hanno riportato alla luce una tomba romana con un ricco corredo. Tra i reperti emergono oggetti in oro, amuleti a forma di lingua e tracce di foglia d’oro applicate su alcune mummie, elementi che indicano l’elevato status sociale dei defunti. Il complesso si trova a est di un’area funeraria di epoca tolemaica già nota, identificata come Tomba 67.
La struttura del complesso funerario
Il complesso funerario emerso in Egitto è costituito da tre camere sepolcrali in pietra calcarea, già oggetto di saccheggi in passato.
Nella prima camera gli archeologi hanno rinvenuto un grande vaso contenente resti di cremazione insieme allo scheletro di un neonato e al cranio di un gatto, tutti avvolti in tessuti. La seconda camera ha restituito un recipiente con le ceneri di due individui e ulteriori resti di felini.
La struttura documenta una fase di transizione tra pratiche funerarie tolemaiche e romane, con la coesistenza di incinerazione e inumazione.
Il primo testo letterario greco rinvenuto in un complesso funerario egiziano
Il reperto che più di tutti ha attirato l’attenzione degli archeologi è un frammento di papiro con un passo del Libro II dell’Iliade, noto come “Catalogo delle navi”, la sezione del poema che elenca le forze greche dirette a Troia. Il papiro, collocato sull’addome di una mummia, è divenuto parte del processo di imbalsamazione.
Si tratta del primo caso documentato di presenza di un testo letterario greco in un contesto di questo tipo. In precedenza, i papiri rinvenuti in complessi funerari contenevano esclusivamente formule magiche o rituali.
Secondo Hisham El-Leithy, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane, “la scoperta suggerisce che l’élite di Ossirinco non solo fosse influenzata dalla cultura greca, ma partecipasse attivamente alle sue tradizioni letterarie”.
Miniaci: “Materiale di riempimento per l’imbalsamazione”
All’indomani della scoperta, l’egittologo Gianluca Miniaci dell’Università di Pisa propone una diversa interpretazione del papiro che, a differenza di quanto ritenuto inizialmente, non avrebbe avuto funzione simbolica o rituale.
Miniaci sostiene che il papiro sia stato utilizzato come materiale di riempimento nell’addome del defunto, per evitare cedimenti della pelle e dei tessuti dopo l’asportazione delle viscere durante l’imbalsamazione.
“Il ritrovamento del papiro – aggiunge – è avvenuto in un’area di straordinaria importanza archeologica: la necropoli di Ossirinco si trova infatti nelle vicinanze del sito di Zawyet Sultan, dove l’Università di Pisa è impegnata da oltre dieci anni in campagne di scavo che hanno già portato alla luce strutture funerarie di grande interesse, tra cui una piccola piramide incompiuta che stiamo studiando per capirne uso e funzioni”.
Il sito di Ossirinco
Il sito di Ossirinco, in Egitto, è noto a livello internazionale per il grande numero di papiri rinvenuti tra il 1897 e il 1906 dagli studiosi Bernard Grenfell e Arthur Hunt. I materiali, conservati grazie alle condizioni climatiche favorevoli, comprendono testi in greco, latino, demotico, copto e arabo.
Questi documenti, databili dal II secolo a.C. al VII secolo d.C., rappresentano una delle principali fonti per lo studio del mondo antico.
Il recente ritrovamento del papiro omerico conferma il ruolo centrale di Ossirinco nello studio delle interazioni culturali tra civiltà egizia e greco-romana.






