Secondo l’indagine di The Art Newspaper, il Louvre resta il museo più visitato al mondo con oltre 9 milioni di ingressi, seguito dai Musei Vaticani e dal National Museum of Korea, in un 2025 che segna un ritorno ai livelli pre-pandemia. Le esposizioni dedicate a Monet e Van Gogh registrano risultati eccezionali, mentre emergono nuove sfide legate al sovraffollamento
La classifica dei 100 musei più visitati al mondo nel 2025, pubblicata da The Art Newspaper e curata da Alexandra Timonina e Allison C. Meier, evidenzia una sostanziale stabilità in Europa e negli Stati Uniti, ma segnala al tempo stesso la crescita delle istituzioni asiatiche e sudamericane.
Nel complesso, i primi 100 musei totalizzano oltre 200 milioni di ingressi, ancora leggermente sotto i 230 milioni del 2019, ma ben lontani dai 54 milioni registrati nel 2020.
Il podio globale
Al primo posto si conferma il Louvre di Parigi, che supera i 9 milioni di visitatori nel 2025, mantenendo la leadership mondiale nonostante criticità interne e cambi ai vertici. In seconda posizione restano i Musei Vaticani con circa 6,9 milioni di ingressi, ma la vera novità arriva al terzo posto. Il National Museum of Korea di Seul registra circa 6,5 milioni di visitatori, con una crescita superiore al 70% rispetto ai 3,8 milioni del 2024. Il museo sudcoreano supera così il British Museum di Londra, quarto con circa 6,4 milioni di visitatori.
Chiude la top five dei 100 musei più visitati al mondo il Metropolitan Museum of Art di New York, con quasi 6 milioni di ingressi (6,2 milioni considerando anche le sedi collegate).
Europa: visite museali ai livelli pre-pandemia
In Europa, i principali musei mantengono numeri stabili e consolidati. Oltre al Louvre (9,04 milioni di visitatori), il Musée d’Orsay si attesta a 3,8 milioni di ingressi, mentre il Museo Nacional del Prado di Madrid supera per la prima volta la soglia dei 3,5 milioni.
A Londra, il British Museum resta sopra i 6 milioni di visitatori e la National Gallery raggiunge circa 4,2 milioni di ingressi, posizionandosi nella top 10 globale, mentre la Tate Modern, nona nella classifica dei 100 musei più visitati al mondo, registra ancora un divario rispetto ai livelli pre-Covid, con circa il 26% di visitatori in meno.
Nel resto d’Europa, il Rijksmuseum di Amsterdam scende a 2,3 milioni (dai 2,5 milioni del 2024), mentre il Van Gogh Museum arriva a 1,9 milioni. In Germania, la Neue Nationalgalerie cresce fino a 608.000 visitatori, mentre l’Humboldt Forum cala a 634.000.
Italia: Firenze traina, ma mancano i grandi attrattori
I principali musei italiani continuano ad attirare pubblico. I Musei Vaticani, con 6.933.822 visitatori, si confermano al secondo posto a livello globale, mentre il sistema degli Uffizi a Firenze raggiunge complessivamente 5,3 milioni di ingressi nel 2025.
La classifica non include però i parchi archeologici, come il Colosseo e Pompei, né grandi attrattori come la Reggia di Caserta. Ciò nonostante, tra i 100 musei più visitati al mondo figurano diverse istituzioni italiane, a partire dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, che registra 2.279.825 visitatori e si colloca al 31° posto. Seguono il Palazzo Ducale di Venezia e il Museo Egizio di Torino che si posizionano rispettivamente al 57° e al 61° posto. Chiudono la presenza italiana i Musei Capitolini di Roma, al 90° posto con 860.018 ingressi.
Il boom dell’Asia
Il dato più rilevante del 2025 riguarda la crescita dei musei asiatici. Lo Shanghai Museum East, inaugurato nel 2024 e già all’ottavo posto in classifica, raggiunge 4,6 milioni di visitatori, mentre la sede storica di People’s Square arriva a 2,4 milioni. A Hong Kong, M+ registra 2,6 milioni di ingressi e l’Hong Kong Palace Museum circa 940.000.
L’incremento più spettacolare si osserva però in Corea del Sud, con il National Museum of Korea di Seul che conquista il gradino più basso del podio (ben 6,5 milioni di visitatori nel 2025). Crescono anche le sedi regionali e il MMCA Seoul, che raggiunge 2,1 milioni di visitatori (+28%).
Il Giappone mostra invece segnali contrastanti: il Tokyo National Museum arriva a 2,6 milioni di visitatori, mentre il Tokyo Metropolitan Art Museum registra un calo del 14%, fermandosi al 41° posto nella classifica dei 100 musei più visitati al mondo.
Stati Uniti: più visitatori anche fuori dai grandi poli museali
Negli Stati Uniti, il Metropolitan Museum of Art si conferma il museo più visitato con circa 6 milioni di ingressi. Seguono la National Gallery of Art di Washington con 2,9 milioni di visitatori (in calo del 28% rispetto al 2024) e il MoMA con 2,8 milioni.
Il Getty Center di Los Angeles raggiunge 1,3 milioni di visitatori nonostante l’impatto degli incendi che hanno colpito l’area a inizio anno. L’Art Institute of Chicago sale invece a 1,5 milioni di ingressi (+14%).
I maggiori incrementi si registrano però nei musei di dimensioni più contenute e fuori dai grandi poli culturali. Il Museum of Contemporary Art di San Diego ha quasi raddoppiato le presenze (132.000 visitatori), mentre la Morgan Library di New York, il Cleveland Museum of Art e il Toledo Museum of Art registrano aumenti superiori al 20%.
Sud America in forte crescita tra Messico e Brasile
Come già nel 2024, i maggiori aumenti di visitatori nel continente americano si registrano in Messico e Brasile. Il Museo Nacional de Antropología di Città del Messico raggiunge 5,1 milioni di visitatori (+36%), posizionandosi al 7° posto tra i 100 musei più visitati al mondo e avvicinandosi ai livelli del Met di New York. Sempre a Città del Messico, il Museo Nacional de Historia registra 2,7 milioni di visitatori, mentre il Museo Soumaya si attesta a 2,2 milioni (-5%).
In Brasile, il Museu de Arte de São Paulo (MASP) supera 1,2 milioni di ingressi, raddoppiando le presenze grazie all’espansione degli spazi e a mostre di grande richiamo, come quella dedicata a Claude Monet. A Belo Horizonte, Casa Fiat de Cultura registra una crescita significativa, raggiungendo 453.000 visitatori (+65%).
Russia e Medio Oriente: l’impatto delle guerre sui musei
In Russia, nonostante la guerra in Ucraina e un pubblico prevalentemente interno al Paese, i principali musei mantengono livelli elevati di visitatori: il Museo Statale Russo supera i 5 milioni di ingressi e si colloca al sesto posto nella classifica globale, mentre l’Hermitage si attesta a 3,8 milioni, appena fuori dalla top ten, e la Tretyakov Gallery raggiunge 3,1 milioni.
In Medio Oriente, al contrario, il susseguirsi incessante dei conflitti incide in modo diretto sull’attività museale. L’Israel Museum registra una perdita del 40% dei visitatori rispetto al 2024, mentre il Tel Aviv Museum of Art vede il proprio programma espositivo fortemente ridimensionato, pur riuscendo a superare il milione di visitatori.
L’apertura del Grand Egyptian Museum alle porte del Cairo rappresenta, infine, uno degli eventi museali più rilevanti dell’anno, anche se non sono ancora disponibili dati ufficiali.
Nuove tendenze tra Impressionismo e overtourism
Nel complesso, la classifica dei 100 musei più visitati al mondo nel 2025 evidenzia un cambio di tendenza nelle preferenze del pubblico. Dopo il successo delle mostre immersive nel 2024, tornano protagonisti impressionisti e post-impressionisti. Al Museum of Fine Arts di Boston, una mostra su Van Gogh ha attirato oltre un quarto degli 1,1 milioni di visitatori annuali. In Brasile, l’esposizione su Monet al MASP di San Paolo ha superato i 503.000 ingressi, mentre in Giappone le ninfee del pittore francese al National Museum of Western Art hanno portato l’affluenza a 1,7 milioni di visitatori (+20%).
Cresce, tuttavia, il rischio di sovraffollamento, come sottolinea il direttore del Prado, Miguel Falomir, preoccupato che il successo possa “far collassare” l’istituzione, come già accade in alcune sale del Louvre.







