Scoppia il caso sulla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia

da | 14 Mar 2026 | Arte e Cultura, Istituzioni

Il MiC ha chiesto copia della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe

 

Biennale di Venezia, scoppia il caso per la presenza della Russia alla 61/a Esposizione Internazionale d’Arte che si aprirà il 9 maggio 2026. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiesto alla rappresentante del MiC nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Inoltre, il MiC ha chiesto copia della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe. Le posizioni.

I motivi di Alessandro Giuli

Si legge in una nota stampa del MiC: “Gregoretti, nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024, non ha ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione”.

La posizione della Biennale

Secondo la Fondazione, sono i Paesi che chiedono autonomamente di partecipare alle mostre della Biennale, attraverso una comunicazione se il Paese sia proprietario di un Padiglione ai Giardini. Ed è il caso della Russia. La Biennale ha preso atto della comunicazione, non impedendo ai Paesi riconosciuti dalla repubblica Italiana la partecipazione.

 Tamara Gregoretti: “Non ho intenzione di dimettermi”

L’Ansa riporta le dichiarazioni della Gregoretti: “Sono serena e non ho intenzione di dimettermi, in quanto sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale di Venezia e dell’autonomia dell’istituzione, in base a cui i componenti del Cda non rappresentano coloro che li hanno nominati, né a essi rispondono”.

Il MiC ha chiesto copia della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe

In una nota stampa dello scorso 13 marzo, il MiC ha reso noto di aver chiesto alla Fondazione La Biennale di Venezia “di fornire, con la massima urgenza, elementi in merito alla partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del Padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore. Al fine di chiarire i termini della partecipazione nazionale alla Biennale 2026, il MiC ha richiesto copia integrale della corrispondenza fra la Fondazione e le autorità russe, finalizzata alla definizione degli assetti organizzativi e gestionali della presenza della Federazione Russa a Venezia”.

L’incontro e la discussione tra Giuli e la Ministra della Cultura d’Ucraina

Sempre lo scorso 13 marzo, Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha avuto un colloquio con la Vice-Prima Ministra e Ministra della Cultura d’Ucraina, Tetyana Berezhna. Si legge in una nota stampa: “Il Ministro Giuli ha ribadito l’impegno del governo italiano per la Tutela dell’identità culturale ucraina minacciata da oltre quattro anni a causa dell’invasione russa e ha riconfermato il suo personale contributo e quello del governo nella ricostruzione del patrimonio culturale ucraino. La Vice-Premier, Tetyana Berezhna, ha espresso gratitudine all’Italia per il costante sostegno all’Ucraina, in particolare per l’assistenza finanziaria e tecnica fornita per il restauro del patrimonio culturale nella regione di Odessa e ha manifestato apprezzamento per la disponibilità dell’Italia ad agire congiuntamente in ambito culturale nel contesto della guerra in corso”.

Il discorso si è poi spostato sulla partecipazione della Russia all’Esposizione: “La Vice-Prima Ministra Berezhna ha sottolineato che la annunciata partecipazione della Federazione Russa alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia è inaccettabile per Kiev e si pone in contrasto con la linea di forte sostegno all’Ucraina mantenuta dal governo italiano. Il Ministro Giuli ha evidenziato che la Fondazione Biennale ha preso le sue decisioni in totale autonomia dal governo e che sono in corso accertamenti accurati sulla compatibilità della annunciata partecipazione russa con gli obblighi derivanti dal vigente regime sanzionatorio. I due Ministri hanno concordato di intensificare i loro contatti per contrastare la propaganda culturale putiniana in Italia e per programmare nuove iniziative per la Tutela e la valorizzazione della cultura ucraina minacciata dalle bombe russe”.

Berezhna, infine, ha invitato Giuli a partecipare alla Seconda Conferenza sul Patrimonio Culturale Ucraino “Cooperazione per la Resilienza”, che si terrà a fine marzo a Leopoli. L’evento proseguirà il dialogo internazionale avviato nel 2025 a Uzhhorod e alla Conferenza sulla Ricostruzione dell’Ucraina di Roma e si concentrerà sul coordinamento degli sforzi per preservare e rigenerare la cultura ucraina nel contesto della guerra.

Federico Mollicone: “Sono d’accordo con il ministro Giuli”

Il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, ha spiegato sempre all’Ansa: “Non ho mai detto che non aprirà. Sono d’accordo con il ministro Giuli: in quel padiglione, come in quello iraniano, non ci potrebbe essere espressione libera d’arte ma solo arte di Stato”. Di conseguenza, Mollicone spera in un ripensamento della Biennale sulla presenza del padiglione russo”.

La scelta della Commissione Europea

Come sottolinea RaiNews e anche Ansa, La Commissione europea resta pronta a verificare se la Biennale avrebbe violato l’accordo di sovvenzione. raiNews, nello specifico, evidenzia la possibile sospensione o cancellazione dei finanziamenti – circa 2 milioni di euro –  alla Biennale di Venezia, in seguito alla decisione di permettere la partecipazione della Russia all’Esposizione Internazionale d’Arte. La conferma arriverebbe da un portavoce della Commissione Ue. Sul sito della testata sono riportate le parole di un portavoce della Commissione Europea: “La Commissione condanna la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di partecipare alla Biennale d’arte del 2026. Perché la cultura in Europa dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Dovrebbe favorire il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione. Questi valori attualmente non vengono rispettati nella Russia di oggi. Per questo motivo condanniamo la decisione. Ora, la Commissione sostiene la Fondazione Biennale. Abbiamo un programma in corso con un finanziamento di 2 milioni di euro che sosterrà i produttori cinematografici, le tecnologie immersive e la formazione. Questo progetto è in corso e, in caso di violazione dell’accordo, come avviene con qualsiasi accordo di sovvenzione, la Commissione lo risolve o lo sospenderà”.

Il 16 marzo, Consiglio Affari esteri

Nel frattempo, il prossimo 16 marzo si svolgerà a Bruxelles il Consiglio Affari esteri, presieduto dall’alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas. Il Consiglio discuterà della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, dopo uno scambio informale di opinioni in videoconferenza con il ministro degli Affari esteri ucraino Andrii Sybiha.

Irene Manzi: “Assenza linea chiara da parte del Governo”

Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera, ha dichiarato in una nota stampa: “Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, secondo cui è molto probabile che il padiglione russo alla Biennale non aprirà, confermano purtroppo la gestione caotica del sistema culturale italiano e l’assenza di una linea chiara da parte del Governo. Il ministro Giuli continua a non indicare una seria politica culturale per il Paese, mentre Mollicone sembra più impegnato a ritagliarsi un protagonismo personale che a garantire il necessario rispetto delle istituzioni culturali. Questo caos mette seriamente in difficoltà e rischia di compromettere la credibilità di un’istituzione nobile e prestigiosa come la Biennale di Venezia”. E ancora: “È evidente che le parole di Mollicone finiscono per delegittimare il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Servirebbero invece serietà, rispetto e una visione culturale all’altezza del Paese”.

Matteo Salvini: “Tutti devono essere coinvolti”

Come riporta l’Ansa, in Commissione Cultura gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno spiegato: “Come noto siamo su posizioni politiche distanti da quelle di Buttafuoco, ma esprimiamo con convinzione sostegno alla sua azione, volta a includere in questa edizione tutti i Paesi, inclusa la Russia”. Matteo Salvini ha dichiarato all’Ansa: “La cultura – così come lo sport – esprime un messaggio universale di unione. Così come è stato per le Paralimpiadi tutti devono essere coinvolti, nessuno escluso”.