Ph. Luca Chiandoni
Inaugurata giovedì 5 marzo a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche, in cui l’acqua assume un valore generativo, terapeutico e identitario. L’esposizione dal 6 marzo al 29 settembre 2026 apre al pubblico nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale.
La mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali, ma anche di idee, culture, saperi. Fiumi, mari e acque sono l’emblema del movimento costante, come quello delle persone, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne.
L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico.
Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale.
Il percorso espositivo
Oltre settecento reperti provenienti da numerosi musei del territorio nazionale consentiranno al pubblico dei visitatori di Palazzo Ducale, agli appassionati e agli addetti ai lavori di affrontare, approfondire e apprezzare questo particolare aspetto della sfera religiosa etrusca e veneta che si estrinseca nel multiforme e articolato rapporto tra le acque e il sacro.
Il percorso si apre con Gli Etruschi e il sacro, introduzione al mondo religioso etrusco, segnata dalla presenza della Testa di Leucothea da Pyrgi, straordinario prestito del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: un’immagine potente e liminare, legata al mare e alla protezione dei naviganti, che introduce il tema dell’acqua come spazio sacro. Segue la sezione dedicata ai Sacri approdi dell’Etruria, con un focus, in due sale, su Vulci e Pyrgi.
Il capitolo Acque miracolose conduce nei grandi santuari salutari dell’Etruria interna, Chianciano e Chiusi, fino a San Casciano dei Bagni, protagonista con un nucleo di bronzi provenienti dagli scavi più recenti di uno dei più importanti complessi termali dell’antichità ed esposti al pubblico per la prima volta.
Luogo di transito e punto di riferimento della comunità che unisce la cura, fisica e spirituale, ad una sofisticata ricerca idraulica, applicata al territorio: una “devozione ingegneristica” sottolineata dalla presenza di Dedalo in una decorazione acroteriale. Una figura la sua, che in Etruria padana assume uno speciale significato proprio per le sue capacità ingegneristiche nella gestione delle acque.
Con I Veneti e il sacro, l’attenzione si sposta sul mondo veneto antico. Il percorso ha inizio con l’esposizione di alcuni reperti emblematici della religiosità veneta, tra cui spiccano il disco bronzeo di Montebelluna, raffigurante la dea clavigera, e l’orlo di lebete di Altino che conserva incisa l’unica formula votiva nota in lingua venetica.
Le acque sananti sono rappresentate rispettivamente dal santuario termale di Montegrotto e dal luogo di culto delle sorgenti terapeutiche di Lagole di Calalzo. Il primo è caratterizzato dalla presenza di numerosissime coppe e tazze miniaturistiche, di bronzetti di cavalieri ma anche di cavalli, a documentare probabilmente come il potere salutifero delle acque venisse ricercato anche per gli animali.
Il percorso narrativo si conclude con il santuario nord-adriatico di Altino, porto sacro dei Veneti aperto alle rotte adriatiche, mediterranee ed endo lagunari, centro di un culto volto ad accogliere e integrare comunità diverse, come attestano bronzetti provenienti dall’area etrusca, centro-italica e celtica, lamine figurate e monumenti votivi di eccezionale rilievo.
La mostra chiude con un progetto installativo ideato da Giovanni Bonotto, a cura di Fondazione Bonotto, realizzato con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue e presentato per la prima volta a Palazzo Ducale, nel contesto dell’esposizione: We are bodies of water.
“Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente per Venezia, città d’acqua per eccellenza, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni, musei, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. “ Ricorda Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia
“Questa mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti, forte e naturale, spiega le origini della civiltà italiana, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica, che ha ancora moltissimo da insegnarci”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Info: Palazzo Ducale, San Marco 1 30124 Venezia. Tel. +39 041 2715911







