Louvre, Rachida Dati rinuncia alla missione di riorganizzazione del Museo

da | 26 Feb 2026 | Arte e Cultura, Persone e Carriere

La ministra francese della Cultura Rachida Dati abbandona la missione di riprogettazione del Louvre, dopo i ripetuti problemi del museo, tra furto, frodi alla biglietteria e scioperi. Si dimette la direttrice.

Continua il periodo nero del Louvre. Il furto del 19 ottobre ha aperto un profondo periodo di crisi al Louvre, il cui accesso è stato più volte interrotto da un conflitto sociale condotto dalla metà di dicembre dal personale con scioperi ad oltranza e una decina di assemblee generali per ottenere migliori condizioni di lavoro. Il museo ha inoltre dovuto chiudere recentemente una delle sue gallerie a causa della fragilità dell’edificio ed è stato vittima di una frode alla biglietteria stimata in oltre 10 milioni di euro. Un’operazione di polizia condotta contro questa rete il 10 febbraio ha portato all’incriminazione di nove sospetti.

La rinuncia della ministra Rachida Dati

A Parigi il 23 febbraio scorso, durante l’audizione a porte chiuse all’Assemblea Nazionale, la ministra francese della Cultura Rachida Dati ha comunicato di aver rinunciato alla missione di riorganizzazione del Louvre che aveva annunciato due mesi prima, alla fine del mese di dicembre, missione che poi non era mai stata avviata. A metà gennaio, l’entourage di Rachida Dati aveva parlato di un semplice «ritardo» legato alle agitazioni sindacali del personale del Louvre iniziate a metà dicembre, ma tra gli addetti ai lavori circolava già la voce che la missione fosse stata annullata. Interpellata il 23 febbraio dalla Commissione d’inchiesta sulla sicurezza dei musei, Rachida Dati ha annunciato l’abbandono di questa missione. Dopo circa 70 audizioni, la Commissione d’inchiesta sulla sicurezza dei musei aveva convocato per le 16.30 la ministra, che per le sue funzioni sovrintende alla sicurezza del museo parigino all’indomani del furto dei gioielli della Corona francese. Recentemente, in un’intervista televisiva, Dati aveva riconosciuto l’esistenza di «problemi di governance» alla testa del museo, aggiungendo: “Ci assumeremo molto presto le nostre responsabilità”.

Questa è la prima volta che Rachida Dati, impegnata contemporaneamente in una dura battaglia per la carica di sindaco di Parigi, è tenuta a giustificarsi davanti a una Commissione d’inchiesta su un furto che ha suscitato un’onda d’urto mondiale, ponendo sulla graticola importanti istituzioni francesi. Quando la settimana scorsa il presidente della commissione Alexandre Portier aveva annunciato questa audizione, aveva anche attaccato l’insufficienza dei controlli da parte delle autorità pubbliche sul Museo del Louvre che, secondo lui, è diventato uno “Stato nello Stato”. Dopo il furto, Rachida Dati aveva avviato un’indagine amministrativa e costretto il museo ad adottare misure urgenti per migliorare la sicurezza della struttura. A metà gennaio aveva anche promesso «decisioni importanti» sul caso, che per il momento non hanno avuto seguito, e la missione che aveva annunciato per riorganizzare il Louvre non è mai stata avviata, nonostante dovesse presentare le sue conclusioni alla fine di febbraio.

Le dimissioni della direttrice Laurence des Cars

Ha resistito per quattro mesi dopo la clamorosa rapina del 19 ottobre, ma alla vigilia dell’audizione parlamentare di mercoledì la direttrice del Louvre, Laurence des Cars, ha presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron. “Il capo dello Stato ha accettato le dimissioni salutando un atto di responsabilità in un momento in cui il più grande museo del mondo ha bisogno di tranquillità e di un nuovo forte impulso per portare a termine i grandi progetti di messa in sicurezza, modernizzazione e il progetto Louvre – Nouvelle Renaissance”, ha indicato l’Eliseo in un comunicato. Laurence Des Cars ha comunque precisato che si presenterà comunque in parlamento, mercoledì, per rispondere alle domande della commissione, ma lo farà da ex direttrice. Macron l’ha ringraziata “per il suo operato e l’impegno degli ultimi anni e, basandosi sulla sua indiscutibile competenza scientifica, ha voluto affidarle un incarico nell’ambito della presidenza francese del G7 sulla cooperazione tra i grandi musei dei Paesi interessati”.

Le parole di Portier e Corbière

Queste le parole di Alexandre Portier, uno dei presidenti della Commissione, secondo il quale la governance del museo è oggetto di una “riorganizzazione in corso”: “È stato abbandonato perché la riflessione sulla riorganizzazione del Louvre è andata avanti indipendentemente da questa missione”. Interrogato sulle modalità, il deputato ha rinviato a eventuali annunci del governo. Alexis Corbière, l’altro presidente, ha detto che la ministra ha giustificato l’abbandono della missione con il conflitto sociale ancora in corso al Louvre, anche se, secondo lui, “non si vede bene il nesso tra le due cose”. A sentire i due deputati, la ministra, in procinto di lasciare il governo per candidarsi a sindaco di Parigi, ha inoltre indicato durante la sua audizione che sono state adottate 17 misure per riformare la governance del Louvre, senza entrare poi nel merito.