Olimpiadi Milano-Cortina, Milano fa il pieno di arte

da | 10 Feb 2026 | Appuntamenti, Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

Tante le mostre in città nel mese di febbraio

In occasione dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina, Milano fa il pieno di arte. Tante le mostre in città, dai Macchiaioli a Monet, dalle donne alchimiste a Bosetto. Mostre anche su Depero, senza tralasciare i paesaggi della montagna di Silvia De Bastiani e Stefano Zardini. Un viaggio che unisce la cultura e l’arte in tutte le sue forme.

I Macchiaioli a Palazzo Reale

Dal 3 febbraio al 14 giugno 2026 la mostra ‘I Macchiaioli’, è protagonista a Palazzo Reale. Oltre cento opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l’avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini, che combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile, intrecciata alle vicende del Risorgimento. L’esposizione è frutto degli ultimi studi sui Macchiaioli da parte dei tre esperti italiani più autorevoli del movimento: il progetto espositivo è infatti ideato e curato da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di un frammento fondamentale di storia dell’arte che ha costruito le comuni radici culturali del nostro Paese, attraverso una nuova e più approfondita lettura della loro esperienza. La mostra è promossa da Comune di Milano – Cultura, prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Civita Mostre e Musei.

16 audio racconti

In occasione della mostra ‘I Macchiaioli’ nasce anche un progetto di 16 audio racconti geolocalizzati sui temi storici che fanno da sfondo al movimento della Macchia. Il progetto scaturisce dalla collaborazione di 24 ORE Cultura, Civita Arte e Musei, Audio Tales e ArtUp. Ognuno dei 16 racconti si attiva in modo automatico non appena si entra nella corrispondente sala della mostra: si può scegliere se attivare l’audio tramite qrcode visibile in sala, oppure tramite App permettendo al visitatore di usufruire di un ascolto continuativo, grazie all’ausilio di speciali tag allestiti nel percorso di mostra.

Inside Monet

‘Inside Monet’ è la prima grande mostra en plein air su Claude Monet. Dedicata al padre dell’Impressionismo, la mostra è una Virtual Reality Experience, ossia un tour accompagnato dal racconto di guide e dalla più realistica tecnologia di Realtà Virtuale. Ogni partecipante sarà munito di un visore VR, all’interno del quale si attiveranno le esperienze di Realtà Virtuale per immergersi nella storia e nell’arte di Claude Monet. Un viaggio fra le opere più significative di Monet, per esempio Impressione, Levar del sole (1872), I papaveri (1873), La passeggiata (1875), I covoni (1890-91), Stagno delle ninfee (1899). Un’esplorazione delle sfumature della luce per avvicinarsi al genio innovatore di Monet. Il punto di incontro è davanti a Milan Visitor Center – Zani Viaggi (Largo Cairoli 18), su prenotazione.

Le Alchimiste a Palazzo Reale

‘Le Alchimiste’, la nuova imponente mostra di Anselm Kiefer, tra i più influenti artisti contemporanei, rientra nel programma culturale dei Giochi Olimpici invernali Milano Cortina 2026. Curata dalla storica dell’arte Gabriella Belli, la mostra sarà allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale dal 7 febbraio al 27 settembre 2026. ‘Le Alchimiste’ nasce da un progetto avviato nel 2023 e presenta oltre quaranta grandi teleri, concepiti appositamente per dialogare con la drammatica bellezza di questo luogo segnato dal bombardamento del 1943. Centrale il legame con Milano, città in cui visse la sua giovinezza Caterina Sforza, scienziata e condottiera, autrice di un raro manoscritto con oltre 400 ricette tra medicamenti e formule alchemiche. Accanto a lei, Kiefer convoca una costellazione di figure femminili, note e dimenticate: da Isabella Cortese e Maria la Giudea a Marie Meudrac, Rebecca Vaughan e Mary Anne Atwood. Attraverso la sua pittura materica e simbolica, l’artista restituisce volti e corpi cancellati dalla storia, riconoscendo alle alchimiste un ruolo cruciale nella nascita del pensiero scientifico moderno. Fin dagli esordi, nei primi anni Settanta, Kiefer indaga i poteri creativi e redentivi delle donne, qui tradotti in un pantheon al femminile che intreccia mito, memoria e rigenerazione.

‘Euphoria-Art is in the air’

Dal 18 ottobre al 22 febbraio 2026 la mostra ‘Euphoria-Art is in the air’ arriva a Sesto nelle aree ex Falck di Sesto San Giovanni, al Ballon Museum. Più di cinquemila metri quadrati di spazio saranno dedicati a un viaggio sensoriale fatto di installazioni gonfiabili monumentali, arte contemporanea da vivere in prima persona, pensata tanto per gli adulti quanto per i più piccoli. Sono 17 gli artisti (e i collettivi) che espongono. La mostra disegna un nuovo modo di vivere l’arte, dove i visitatori sono protagonisti delle opere. Si tratta del primo museo di arte gonfiabile d’Italia. Un mondo fatto di installazioni gonfiabili e luci colorate, dove l’atmosfera onirica viene arricchita grazie a proiezioni e movimenti di differenti elementi lungo il percorso.

Benni Bosetto a Pirelli HangarBicocca

A Pirelli HangarBicocca, Benni Bosetto presenta ‘Rebecca’, ispirata al romanzo ‘Rebecca’ di Daphne du Maurier, dal 12 febbraio al 19 luglio 2026.  La mostra è a cura di Fiammetta Griccioli. Bosetto esplora le questioni identitarie, mettendo al centro la fisicità dei corpi e la loro relazione con il mondo attraverso l’installazione, il disegno e la scultura. Il suo lavoro si nutre di fonti letterarie, antropologiche, popolari, cinematografiche; prende spunto dalla tradizione psicoanalitica e dalla storia dell’arte per poi dare vita a rappresentazioni surreali e oniriche. La mostra ‘Rebecca’ è la prima grande mostra istituzionale dell’artista italiana. Il titolo trae spunto dall’omonimo romanzo del 1938 a firma della scrittrice e drammaturga inglese Daphne du Maurier (1907-1989) in cui la casa conserva la memoria di una donna defunta che l’abitava, Rebecca. La casa, così come la mostra in Pirelli HangarBicocca, diventa un vero e proprio corpo femminile architettonico, un organismo vivente.

Uno spazio intimo ma anche un atto politico

Il nome Rebecca etimologicamente significa legame e rimanda ai gesti dell’accogliere, del raccogliere e del trattenere, temi centrali nella poetica di Bosetto, in cui il corpo e l’ambiente si fondono in una relazione intima e continua. Il progetto espositivo trasforma lo spazio dello Shed, evocando un ambiente domestico e accogliente dove stanze, pareti e superfici sembrano animarsi restituendo allo spazio una dimensione privata e abitata. Lo spazio concepito da Bosetto diventa al tempo stesso luogo intimo e atto politico. Il visitatore viene accolto all’interno di un paesaggio onirico, dove ogni elemento richiama il desiderio di immaginare, dove segni erotici e legati al piacere fanno da sfondo a un rifugio in cui ritrovare un sé senza condizionamenti sociali.

Depero al museo Bagatti Valsecchi

A Fortunato Depero è dedicata ‘Space to Space La creazione della memoria’, a cura di Nicoletta Boschiero e Antonio D’Amico al museo Bagatti Valsecchi. Realizzata in collaborazione con il Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la mostra, inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, racconta un parallelismo che lega i baroni Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi a Fortunato Depero, tutti desiderosi di realizzare un sogno: abitare dentro spazi sospesi tra antico e contemporaneo. ‘Space to Space’ è la messa in scena di una visione in cui le sale diventano meccanismi teatrali.

Un interessante parallelismo

All’ambiente ricolmo di oggetti preziosi collezionati dai fratelli Bagatti Valsecchi si sovrappone quello della ricerca tardo futurista di Fortunato Depero. Se il Bagatti Valsecchi è una casa museo creata verso la fine dell’Ottocento dai due fratelli che allestirono la propria dimora per vivere dentro un’abitazione tardo rinascimentale, con dipinti e manufatti d’arte applicata, anche Depero negli anni Cinquanta del secolo scorso, nel progettare la Casa d’arte futurista a Rovereto, rappresenta il medesimo slancio: modificare e integrare l’edificio destinato a diventare il suo museo, risalente al Cinquecento, per accogliere le proprie opere. La mostra, con opere che vanno dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, propone un percorso inedito, facendo interagire la collezione permanente della Casa Museo Bagatti Valsecchi e le creazioni di Fortunato Depero, che diventano ospiti in un singolare allestimento appositamente pensato dallo studio di architettura A-Fact di Milano per esaltare la collocazione spazio temporale di opere d’arte in un contesto abitativo. ‘Depero Space to Space. La creazione della memoria’ vuol essere anche un’esperienza immersiva da vivere all’interno delle sale del Museo, dove alcuni ambienti sono sonorizzati da Gaetano Cappa, dell’Istituto Barlumen.

Silvia De Bastiani alla Fabbrica del Vapore

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, la Fabbrica del Vapore ospita Silvia De Bastiani, con la mostra ‘Water and Peaks. An Olympic Journey Through the Alps’, concepita appositamente per i temi e i territori delle Olimpiadi Invernali. La pittura diventa strumento immersivo, emozionale e di indagine del paesaggio alpino. La personale, curata da Vera Agosti, è prodotta da Fabbrica del Vapore – Comune di Milano e dalla Fondazione Federica Galli ETS. Sono esposti 30 acquerelli, anche di grande formato (fino a 2,3 x 4,5 metri), dedicati ai luoghi delle Olimpiadi invernali, siti splendidi ma fragili, oggi più che mai al centro delle trasformazioni climatiche e ambientali. Completano il percorso album di studio, materiali didattici e fotografie dell’artista al lavoro. L’allestimento è firmato dall’architetto Michele Piva e sarà visitabile dal 12 febbraio al 6 aprile 2026. Una video-installazione accompagna il pubblico nello sguardo e nel processo creativo della De Bastiani.

Un laboratorio per ricreare l’ambiente montuoso coperto di neve

L’esposizione sarà accompagnata da un laboratorio creativo per i più piccoli, in cui con materiali di recupero naturali sarà plasmato un ambiente montuoso ricoperto di neve e un altro più articolato esperimentale. Attraverso l’impiego di spezie e di altri ingredienti di origine naturale verranno ottenute cromie naturali, valorizzando le proprietà pigmentanti degli alimenti stessi. Sono allo studio anche una o più masterclass di pittura e didattica, guidate dall’artista e rivolte a un pubblico esperto, con l’ausilio dei materiali Windsor & Newton.

Stefano Zardini e la montagna

Dal 12 febbraio al 13 aprile, sempre alla Fabbrica del Vapore, Stefano Zardini è il protagonista della mostra ‘A visionary at Altitude/N vijionar sö alalt’. Un’esperienza immersiva nel mondo della fotografia contemporanea e dell’arte a servizio della montagna. Fabbrica del Vapore ospiterà l’intera trilogia, il cui unico filo conduttore è il pensiero profondo e visionario di Stefano Zardini, che accompagna i visitatori lungo un percorso fatto di luoghi, di rumori e silenzi, ma soprattutto di uomini e donne di montagna. ‘Pioneers’ Passion’, uno dei progetti più visionari del fotografo ampezzano, nasce dal monumentale archivio di foto d’epoca di famiglia, trasformato dall’autore in un racconto contemporaneo attraverso interventi cromatici e grafici in chiave pop, che ridanno vita alle immagini storiche dei primi pionieri della montagna. L’esposizione è un inno allo spirito delle comunità delle Alpi, che all’inizio del secolo scorso inventarono il turismo in montagna e lo sci.

‘Snowland’ ha una chiave di lettura insolita delle celebrate cime dolomitiche, trasformate in un gigantesco fun-park grazie a un sofisticato gioco stilistico e intellettuale di provocazioni. Un lavoro che indaga e ripropone l’ambiente naturale, visto e interpretato in rapporto con le sue genti.  “È la montagna a essere cambiata o è il turismo?” La provocazione che Zardini lancia per far riflettere sulla necessità di un diverso equilibrio non strettamente ambientale, ma soprattutto mentale.

‘Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio’, è il progetto più intimo dell’autore in cui la protagonista assoluta è la montagna e la neve è definita dal fotografo “una tela d’artista pronta per essere utilizzata. La neve che si lascia segnare, disegnare. Sciatori come volontari o inconsapevoli autori. Tracce sormontano altre tracce formando una trama in continua mutazione”.