L’avvio del cantiere si coordinerà con le attività di movimentazione e restauro già calendarizzate all’interno del museo: si tratta della ricollocazione delle due grandi tele di Luca Giordano nella Sala del trono Lotta tra Perseo e Fineo e Clorinda salva Olindo e Sofronia che rientrano dopo il restauro. Inoltre verrà movimentato un altro dipinto di grandi dimensioni, l’Ultima cena di Domenico Fiasella che sarà oggetto di un prossimo intervento conservativo. A marzo torneranno visibili le sale del corpo centrale (Vestibolo, Salone da ballo, Sala delle battaglie, Salotto del Tempo, Salotto della Pace, Sala del Veronese, Galleria della cappella, Sala del trono, Salotto di Diana, Sala degli arazzi e Salotto dell’Aurora).
Appartamento dei principi ereditari
Staordinariamente aperte le sale del Primo piano nobile, riccamente riarredate nel 1842, in occasione delle nozze di Vittorio Emanuele di Savoia e Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena, principi ereditari del trono di Sardegna. Le sale offrono una vera e propria immersione nell’epoca ottocentesca, quando i Savoia divennero proprietari del Palazzo Durazzo, rinominandolo “Reale”. Ognuna delle dieci sale venne ripensata con mobili, tendaggi e oggetti alla moda del tempo: tra questi i più preziosi sono gli arredi disegnati da Henry Thomas Peters per le ultime tre stanze riservate alla duchessa di Savoia, Maria Adelaide. Alle pareti è possibile ammirare dipinti di Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto, Vincenzo Camuccini, Luca Cambiaso, Carlo Maratta, Domenico Parodi oltre che ritratti di casa Savoia.
L’appartamento era detto in passato “del duca degli Abruzzi”, perché qui aveva abitato Luigi Amedeo di Savoia-Aosta (1873-1933), celebre esploratore, navigatore, alpinista, e ammiraglio.
Continua la mostra SAN GIORGIO.
Continua fino al 28 febbraio la prima importante rassegna dedicata a san Giorgio a Palazzo Reale di Genova. La mostra racconta la straordinaria figura del santo, la cui immagine è stata per secoli oggetto di devozione e simbolo di protezione nei paesi europei e del Mediterraneo.
L’allestimento offre al pubblico un viaggio suggestivo tra opere d’arte e oggetti preziosi provenienti da prestigiosi prestiti italiani e europei. L’iconografia di san Giorgio dal Medioevo avrà una eccezionale diffusione: dalle immagini religiose ai portali dei palazzi, dai documenti ufficiali al gonfalone della città: a Genova la “bandiera di san Giorgio” sventola ancora oggi sui palazzi pubblici. La storia del combattimento di san Giorgio con il drago è protagonista di alcuni capolavori di artisti come Cosmè Tura, Ercole dè Roberti, Vittore Carpaccio, Andrea Mantegna che la interpretano con sensibilità differenti.
Gli oggetti in mostra, che offrono un panorama della produzione europea dall’epoca medievale alla metà del Cinquecento sono accompagnati da brevi video di approfondimento che indagano molteplici aspetti della figura del santo: l’antica narrazione della Leggenda Aurea, il suo legame con la città di Genova, le raffigurazioni nei portali medievali nel centro storico della città.











