Riparte dopo anni il progetto di riqualificazione da 15 milioni di euro dell’ Ala Cosenza della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Aperta a Roma nel 1883, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Custodisce una delle più ampie collezioni d’arte, circa 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni che testimoniano le principali correnti artistiche dall’Ottocento ai nostri giorni. Dopo lunghi anni oggi prende il via il progetto di riqualificazione da 15 milioni di euro dell’ Ala Cosenza della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’architetto Mario Botta ha predisposto il nuovo progetto per ultimare l’infrastruttura del museo, rimasta incompiuta da quasi cinquant’anni, e che sta ora per iniziare. Un investimento di oltre 15 milioni di euro completerà l’opera di Luigi Cosenza per creare un nuovo spazio dedicato alla ricerca sull’arte moderna e contemporanea e ampliare l’offerta culturale del museo. L’intervento, che rappresenta uno degli investimenti più significativi nel settore culturale degli ultimi anni, mira a restituire piena funzionalità a uno degli spazi più iconici dell’architettura italiana del Novecento, trasformandolo in un polo integrato di cultura, ricerca e formazione.
Il piano di riqualificazione
L’intervento di riqualificazione, firmato dall’architetto Mario Botta, è sostenuto con i fondi per i Grandi Progetti Beni Culturali e dal contributo per il restauro della facciata. I lavori previsti, già avviati dal 9 maggio 2024, arrivano dopo una lunga vicenda iniziata negli anni ’60, quando Palma Bucarelli promosse l’ampliamento della sede storica. Il progetto fu affidato nel 1965 a Luigi Cosenza, autore di un complesso moderno di 4 mila metri quadrati, pensato come «museo-scuola» con sale espositive, auditorium e biblioteca. L’opera, finanziata nel 1973 e avviata nel 1976, non venne mai completata a causa di inflazione, ritardi e mancanza di fondi. Una sola parte – la Galleria Maggiore – aprì nel 1988, per chiudere definitivamente nel 1998 per problemi strutturali. Ci furono poi dei tentativi di recupero negli anni Duemila – tra cui il concorso del 1999 vinto dallo studio Diener & Diener – che naufragarono per nuove polemiche e ulteriori tagli. Solo nel 2019 furono avviate le prime opere di messa in sicurezza, seguite dal vincolo della Soprintendenza nel 2022, che ha imposto un recupero conservativo. Il progetto attuale di Botta punta a rispettare l’identità dell’edificio di Cosenza e, al tempo stesso, a trasformarlo in un’infrastruttura culturale contemporanea. Il masterplan prevede un auditorium rinnovato, una galleria per mostre temporanee, il recupero della Galleria Maggiore e soprattutto la creazione di un nuovo Centro Studi di oltre 2.000 mq, destinato ad accogliere archivi e biblioteca, oggi limitati a soli 300 mq.
Le parole di Mazzantini e Botta
Queste le parole della direttrice Renata Cristina Mazzantini: “La variante progettuale è fondamentale per una gestione efficiente e per offrire finalmente spazi dignitosi ad archivi e biblioteca”, annunciando anche la necessità di una modifica dello statuto della Gnamc. L’Ala sarà inoltre potenziata con sistemi energetici intelligenti, impianti a basso consumo e gestione digitale dei servizi. Tutte le funzioni — museo, auditorium, centro studi — saranno collegate ma utilizzabili anche in autonomia, con ingressi indipendenti da via Gramsci e via Adolfo Cancani. “Dopo quasi 50 anni, l’edificio richiede un riordino adeguato alle esigenze di un museo contemporaneo”, commenta Mario Botta, che riassume così gli obiettivi: nuovi spazi espositivi, auditorium polivalente, area verde rinnovata, un centro studi moderno e un collegamento diretto con la Galleria storica. Quando i lavori saranno completati, l’Ala Cosenza diventerà un polo culturale integrato di ricerca, conservazione e formazione, restituendo alla città uno spazio atteso per decenni e rafforzando il ruolo internazionale della Gnamc nell’arte moderna e contemporanea.


