Milano apre le porte al dibattito sul soft power culturale

da | 23 Nov 2025 | Arte e Cultura, Istituzioni, Mostre ed Eventi

La cultura come motore economico e sociale per l’Italia

 

Si è tenuto lo scorso 20 novembre a Milano, alla sede di Assolombarda, il talk ‘Soft Power Culturale. La cultura che muove l’impresa’, promosso da Assolombarda e Havas Arte e Cultura nell’ambito della XXIV Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria. Paola Dubini, professoressa di Management dell’Università Bocconi: “Possiamo dare ormai per assodato che la cultura rappresenti un fattore di sviluppo strategico”.

La cultura come motore di sviluppo economico e sociale

L’incontro ha offerto un ampio confronto sul ruolo della cultura come motore di sviluppo economico e sociale, mettendo al centro il concetto di Cultural Soft Power: una forza gentile capace di generare relazioni positive, attrattività, inclusione e sostenibilità e di rafforzare la competitività dell’Italia.

Fare impresa significa anche fare cultura

È emersa una visione condivisa: fare impresa oggi significa anche fare cultura. L’impresa viene riconosciuta come vero e proprio attore sociale, produttore di contenuti culturali e promotore di un nuovo equilibrio tra pubblico e privato. Attraverso progetti artistici, attività museali, archivi d’impresa e partnership con le istituzioni, le aziende contribuiscono alla crescita civile dei territori, alimentano fiducia e reputazione e generano valore condiviso per le comunità. Dalle corporate art collection ai musei d’impresa, dai progetti di mecenatismo e partenariato pubblico‐privato fino all’apertura delle collezioni aziendali al territorio, i casi raccontati hanno mostrato come l’investimento in cultura non sia più solo sponsorizzazione, ma parte integrante dell’identità e della strategia di sostenibilità delle imprese.

Cultura capace di generare occupazione

Il confronto ha inoltre sottolineato la necessità di riconoscere la cultura come settore produttivo strategico, capace di generare occupazione – in particolare giovanile – e innovazione, e di favorire nuove alleanze tra pubblico e privato. In questa prospettiva, la questione culturale si configura sempre più come leva strategica di sviluppo e come forma di soft power in grado di proiettare l’Italia e i suoi territori in una dimensione internazionale, fondata sulla forza della creatività, del patrimonio e delle competenze culturali.

Gli interventi in pillole

Dopo i saluti di Alvise Biffi (Presidente Assolombarda) e Caterina Tonini (CEO Havas Creative Network), è intervenuto l’On. Gianmarco Mazzi, Sottosegretario di Stato alla Cultura, che ha sottolineato il valore della cultura come fattore di coesione nazionale e come strumento di soft power nelle relazioni internazionali.

Nel suo intervento, Luigi Abete, Presidente di Confindustria Cultura Italia, ha sottolineato come la cultura debba essere riconosciuta come settore produttivo strategico e non soltanto come bene da tutelare. Ha richiamato l’urgenza di formare nuove competenze e di rafforzare il dialogo tra pubblico e privato, per favorire occupazione giovanile, innovazione e competitività nel comparto delle industrie culturali e creative.

Il sociologo Francesco Morace, Founder di Future Concept Lab, ha presentato le dieci dimensioni del valore che legano cultura, impresa e fiducia. Secondo Morace, arte e cultura contribuiscono a rafforzare la catena del valore della fiducia, elemento sempre più centrale nella costruzione della reputazione aziendale e nel consolidamento delle relazioni con le comunità.

Ad aprire la tavola rotonda ‘La cultura che muove l’impresa: dalla sponsorizzazione all’investimento’ sono stati i saluti di Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, che ha rimarcato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio culturale e la diffusione della creatività sul territorio.

In seguito, si sono confrontati rappresentanti del mondo economico e istituzionale: Katia Da Ros (Irinox e Venice International Foundation), Barbara Foglia (MUMAC – Cimbali Group), On. Vinicio Giuseppe Guido Peluffo (Camera dei Deputati), Tommaso Rossini (RTA) e Diana Vaccaro (Banco BPM). Il dibattito ha evidenziato come il rapporto tra impresa e cultura stia evolvendo dalla semplice sponsorizzazione verso una logica di investimento consapevole, dove l’arte diventa parte integrante dell’identità aziendale e della sua strategia di sostenibilità.

Francesca Caruso: “Fondamentale riconoscere all’economia della conoscenza e della bellezza un ruolo strategico”

Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura di Regione Lombardia, ha dichiarato: “Viviamo in un Paese ricchissimo di patrimonio, ma ancora povero di investimenti e di abitudini culturali diffuse. È fondamentale riconoscere all’economia della conoscenza e della bellezza un ruolo strategico”. L’On. Vinicio Giuseppe Guido Peluffo, Vicepresidente della X Commissione della Camera dei Deputati, ha spiegato: “La cultura è il vero motore dell’impresa italiana: crea valore, identità e futuro. È tempo di un nuovo patto pubblico-privato per farne una leva di sviluppo nazionale”.

Paola Dubini: “In Italia la cultura è sostenuta da un ampio ecosistema di soggetti privati”

Ha commentato Paola Dubini, professoressa di Management dell’Università Bocconi: “In Italia la cultura è sostenuta da un ampio ecosistema di soggetti privati – fondazioni di origine bancaria, imprese, mecenati e famiglie.  Le fondazioni di origine bancaria destinano circa un quarto delle proprie erogazioni al settore culturale: nel 2023 l’impegno ha raggiunto 246,9 milioni di euro. Molte imprese – 150 solo tra gli iscritti a Museimpresa – hanno costituito musei e archivi d’impresa. Dieci anni di Art Bonus hanno generato 1 miliardo di euro. Le famiglie italiane spendono in media 32 euro al mese per consumi culturali”. Ha poi aggiunto: “Possiamo dare ormai per assodato che la cultura rappresenti un fattore di sviluppo strategico. Quello che dobbiamo far comprendere è il come. Quelle economiche non sono le sole risorse che si possono mettere in campo: bisogna fare, saper fare, far conoscere”.

Biffi: “L’arte e la creatività diventano leve strategiche”

Alvise Biffi, Presidente Assolombarda, ha dichiarato: “Per le imprese, investire in cultura significa rafforzare identità, reputazione e il legame con i territori. L’arte e la creatività diventano leve strategiche che generano fiducia, attrattività, innovazione e sviluppo sostenibile, contribuendo in modo concreto alla crescita economica e sociale del Paese”.

Luigi Abete: “La cultura genera lavoro, innovazione e valore”

Caterina Tonini, CEO Havas Creative Network, ha commentato: “La cultura è una forza gentile che muove l’impresa e la società. Promuovere il dialogo tra economia e arte significa costruire un modello di sviluppo più consapevole e sostenibile”. Luigi Abete, Presidente Confindustria Cultura Italia, ha dichiarato: “La cultura è un comparto produttivo che genera lavoro, innovazione e valore. È tempo di una vera politica industriale della cultura che unisca pubblico, privato e giovani talenti”.

Francesco Morace: “L’arte e la cultura sono ormai gli unici strumenti in grado di fare ciò che al business non riesce più”

Francesco Morace, sociologo e founder Future Concept Lab, ha dichiarato: “L’arte e la cultura sono ormai gli unici strumenti in grado di fare ciò che al business non riesce più: interessare, ingaggiare, rafforzare la catena della fiducia con il pubblico/consumatore. Questa impresa diventa una nuova sfida per Milano: tornare a essere il laboratorio creativo che moda e design hanno in passato reso unico e riconosciuto nel mondo”.

Barbara Foglia: “Aprire il nostro museo al territorio significa trasformare la memoria d’impresa in un bene comune”

Barbara Foglia, direttrice di MUMAC – Museo Macchina della Macchina per Caffè di Cimbali Group, ha commentato: “Aprire il nostro museo e la nostra storia al territorio significa trasformare la memoria d’impresa in un bene comune. MUMAC è un luogo in cui gli oggetti — macchine storiche, documenti e testimonianze del design — diventano narratori vivi di un percorso fatto di tecnologia, estetica e innovazione. Condividendo questo patrimonio con scuole, istituzioni e comunità, il museo si fa laboratorio culturale, uno spazio in cui la storia dell’azienda diventa ispirazione e futuro per tutti”.

Katia Da Ros: “La cultura rappresenta una leva di crescita”

Katia Da Ros, CEO Irinox e Presidente Venice International Foundation, ha dichiarato: “La cultura rappresenta una leva di crescita, poiché contribuisce a definire, o ridefinire, l’identità stessa dell’impresa, plasmando i modelli organizzativi e di business e facendoli evolvere, anche in chiave di sostenibilità. È uno straordinario elemento intangibile che funge da collante e rende l’impresa più forte e resiliente nel tempo”.

Tommaso Rossini: “Rendere visibili, attraverso l’arte, i valori che definiscono la nostra identità d’impresa”

Tommaso Rossini, CEO RTA, ha spiegato: “La nostra collezione R.T.A. nasce con un obiettivo chiaro: rendere visibili, attraverso l’arte, i valori che definiscono la nostra identità d’impresa. La consideriamo un autentico investimento culturale: scegliere l’arte significa compiere un gesto strategico e di responsabilità sociale. Crediamo nella cultura del bello, perché un ambiente capace di ispirare migliora il benessere delle persone e alimenta creatività e visione. Così valorizziamo il territorio, sosteniamo gli artisti contemporanei e rafforziamo il legame tra l’impresa e la comunità”.

Diana Vaccaro: “Il patrimonio artistico di un’istituzione importante come la nostra deve avere un ruolo attivo rispetto ai territori”

Diana Vaccaro, Responsabile Patrimonio artistico e Archivio storico Banco BPM, ha commentato: “Collaboriamo con numerose istituzioni e musei in tutta Italia, convinti che il patrimonio artistico di un’istituzione importante come la nostra debba avere un ruolo attivo rispetto ai territori, anche dal punto di vista culturale, soprattutto verso le aree decentrate e con minore accesso all’arte”.

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