Parma, sequestrate 21 opere ritenute false alla mostra su Salvador Dalì

da | 5 Ott 2025 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni

Organizzazione, Comune e Regione pronti a collaborare e a tutelarsi

 

Parma, i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Roma di opere esposte nella mostra attribuite a Salvador Dalì ma ritenute presumibilmente non autentiche. Gli organizzatori, il Comune di Parma e Regione Emilia-Romagna pronti a collaborare con le Forze dell’Ordine e a tutelare la loro immagine.

Il sequestro delle opere

La notizia è apparsa su tutte le principali testate giornalistiche e sicuramente sta facendo discutere: i Carabinieri del Nucleo TPC di Roma, su richiesta dei magistrati del dipartimento Criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un decreto di sequestro emesso dal giudice per le indagini preliminari di Roma. Il sequestro riguarda 21 opere esposte in una mostra a Parma – tra arazzi, incisioni e disegni – attribuite a Salvator Dalì ma presumibilmente non autentiche. Il comunicato stampa del Nucleo TPC di Roma è stato pubblicato sul portale ‘The Journal of cultural heritage crime’.

Il motivo

A spiegare l’accaduto all’Ansa è Diego Polio, comandante del Nucleo Carabinieri TPC di Roma: “Abbiamo dato esecuzione a un decreto di sequestro della procura di Roma, convalidato dal GIP del tribunale della capitale, nei confronti di un’agenzia di organizzazione mostre per aver allestito un’esposizione, sempre a Roma, tra il gennaio e luglio 2025 su Salvador Dalì presso il Museo della Fanteria che presentava opere i cui caratteri di autenticità non sono chiari. L’’intervento di esperti della Fondazione Dalì di Barcellona ha gettato il sospetto su alcune di queste opere”. La Fundaciòn Gala – Salvador Dalì è un ente che gestisce e difende la proprietà intellettuale dell’artista e ha segnalato dubbi circa l’autenticità delle opere in questione.

La precisazione

Il comunicato sottolinea che ancora si è nella fase delle indagini preliminari e che i fatti sono in corso di accertamento. Per questo motivo è necessario attenersi alla presunzione d’innocenza fino alla sentenza definitiva.

Le mostre

La prima mostra dedicata a Salvador Dalì era stata organizzata a Roma dal 25 gennaio al 27 luglio. Circa 80 opere provenienti da collezioni private di Belgio e Italia hanno portato a immergersi nel genio di Salvador Dalì. La mostra al Palazzo Tarasconi di Parma, con il medesimo titolo di quella di Roma, è dedicata al rapporto tra Salvador Dalì, la ‘Divina Commedia’ e in generale con la letteratura.

Navigare: “Il problema nasce da un collezionista privato che era già attenzionato, ma noi non lo sapevamo”

Navigare S.r.l., società organizzatrice della mostra all’Ansa si dice “pronta a offrire piena collaborazione alle Forze dell’Ordine per la verifica di autenticità delle opere oggetto del sequestro”. Salvatore Lacagnina, responsabile organizzativo delle mostre di Navigare, ha spiegato all’Ansa che la mostra a Parma “non è chiusa, va avanti come previsto. Sono state sequestrate 21 opere su un totale di 120, ma le altre rimangono esposte. Noi non siamo minimamente chiamati in causa e anzi ci faremo valere nelle sedi competenti. Da quanto abbiamo capito il problema nasce da un collezionista privato che era già attenzionato, ma noi non lo sapevamo ovviamente. Ci stiamo tutelando contro il prestatore”.

Allegni: “Faremo tutte le verifiche del caso”

Anche la Regione Emilia-Romagna si è espressa sul fatto accaduto in un comunicato stampa. L’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni, commenta: “Esprimiamo preoccupazione per i sigilli messi alle opere di Salvador Dalì esposte da un privato e ritenute false ai controlli dei Carabinieri. La Regione Emilia-Romagna da sempre tutela la cultura e la propria immagine. Faremo tutte le verifiche del caso, al fianco del Comune di Parma, ritirando il patrocinio non oneroso concesso alla mostra, se le accuse dovessero essere confermate”. La Regione specifica che non è stato elargito alcun contributo agli organizzatori.

Lavagetto: “Vedremo gli sviluppi”

Anche il Comune di Parma esprime la propria preoccupazione per i sequestri eseguiti all’interno della mostra di Dalì a Palazzo Tarasconi. Il Comune precisa che “l’organizzazione della mostra non ha ricevuto alcun contributo dell’ente e che il luogo è totalmente privato. Il Comune è da sempre attivo per la promozione e la tutela dell’immagine della città e valuterà attentamente come procedere”. Lorenzo Lavagetto, vicesindaco e assessore a Cultura e Turismo, commenta: “Poiché la mostra non è organizzata dal Comune, non posso entrare nel merito, non avendo peraltro ancora visto l’esposizione per impegni concomitanti. Si tratta di una mostra organizzata da una società privata, che ha già toccato sedi di rilievo in Italia. Vedremo gli sviluppi”.

Cavandoli: “Patrocini dati forse con troppa leggerezza”

La deputata della Lega e Capogruppo in consiglio comunale a Parma, Laura Cavandoli, commenta: “L’indagine, nata da irregolarità riscontrate in una mostra precedente, solleva anche il tema della concessione dei patrocini, dati forse con troppa leggerezza, da Regione, Provincia e Comune. Parma, che fu Capitale italiana della Cultura 2020 e 2021, non può essere svilita e ridotta a vetrina di mostre con opere presumibilmente false o spettacoli discutibili”. E ancora: “L’amministrazione di Parma si occupi dei problemi reali dei cittadini, senza cercare etichette o titoloni che portano la nostra città agli onori delle cronache nazionali per i motivi sbagliati”.