Tesori dei Faraoni alle Scuderie del Quirinale di Roma

da | 4 Set 2025 | Appuntamenti, Archeologia, Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

130 capolavori provenienti dai più importanti musei egiziani

 

Dal 24 ottobre 2025 al 3 maggio 2026, ben 130 capolavori provenienti dall’Egitto saranno ospitati alle Scuderie del Quirinale di Roma. Alla mostra ‘Tesori dei Faraoni’ prestiti dai più importanti musei egiziani, fra i quali il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor. L’esposizione è frutto di un’operazione di diplomazia culturale tra Egitto e Italia.

A Roma 130 capolavori dall’Egitto

Questa è la seconda volta che l’Egitto autorizza la presentazione di una mostra di tale rilevanza in Italia, dopo l’esposizione a Palazzo Grassi di Venezia nel 2002-2003 che era costituita da 80 pezzi provenienti dall’Egitto. La mostra di Roma presenterà al pubblico ben 130 capolavori in prestito dai musei egiziani. Si partirà dalle origini della civiltà faraonica fino allo splendore dei grandi sovrani del Nuovo Regno e del Terzo Periodo Intermedio, includendo anche le scoperte archeologiche più significative degli ultimi anni.

Rete tra istituzioni

La mostra è il risultato di un’importante iniziativa di diplomazia culturale tra Egitto e Italia, realizzata dal Consiglio Supremo delle Antichità Egizie con il supporto dell’Ambasciata Italiana al Cairo. Questa collaborazione ha reso possibile il prestito straordinario di capolavori provenienti da alcuni tra i più importanti musei egiziani, fra i quali il Museo Egizio del Cairo e il Museo di Luxor. Anche il Museo Egizio di Torino ha arricchito il percorso con il prestito di un manufatto proveniente dalle proprie collezioni.

Sei sezioni tematiche

Sono sei le sezioni tematiche presenti in mostra, che indagano la complessità della società egizia, l’autorità divina dei faraoni, la vita quotidiana, le credenze religiose, le pratiche funerarie e le più recenti scoperte archeologiche. Dalle spettacolari statue di Sennefer, Ramses VI e Thutmose III ai raffinati gioielli reali, dagli oggetti di uso quotidiano finemente lavorati ai sarcofagi decorati con simboli sacri, l’esposizione svelerà la profonda spiritualità che hanno reso l’antico Egitto una delle civiltà più affascinanti della storia.

In mostra anche la Triade di Micerino

Alla mostra saranno presenti numerosi reperti che arrivano in Italia per la prima volta. Tra questi la Triade di Micerino – faraone vissuto oltre 4.500 anni fa che si è fatto realizzare una delle tre grandi piramidi di Giza – capolavoro scultoreo monumentale dell’Antico Regno, che raffigura il sovrano affiancato dalla dea Hathor e dalla divinità protettrice della regione tebana, una potente rappresentazione della connessione dei sovrani egizi con il divino.

Il sarcofago d’oro della regina Ahhotep

Il sarcofago d’oro della regina Ahhotep, un esempio di arte funeraria del Nuovo Regno, si distingue per la sua raffinatezza esecutiva. Completamente ricoperto d’oro, riflette il rango della regina e la sua connessione con il mondo divino. In mostra c’è anche la Collana delle Mosche d’Oro della regina Ahhotep, attributo onorifico militare riservato ai più grandi guerrieri d’Egitto. Questo simbolo di eroismo e coraggio testimonia il ruolo cruciale della sovrana nel preservare la stabilità del regno durante un’epoca decisiva della storia egizia.

La maschera funeraria d’oro di Amenemope

Esposta anche la maschera funeraria d’oro di Amenemope, realizzazione dell’oreficeria egizia che incarna il concetto di immortalità regale attraverso la sua raffinata realizzazione e l’uso dell’oro, metallo sacro alla divinità solare. Ugualmente straordinario è il sarcofago d’oro di Thuya, nonna del grande faraone Akhenaton, le cui decorazioni intricate e le iscrizioni geroglifiche accompagnano il suo viaggio nell’aldilà. Un altro reperto esposto è la copertura funeraria d’oro del faraone Psusennes I, una delle reliquie più affascinanti del Terzo Periodo Intermedio, finemente decorata con simboli sacri destinati a garantire protezione al sovrano nell’aldilà.

Focus sulla Città d’Oro

Un focus speciale sarà dedicato alla Città d’Oro, che ha riportato alla luce un grande insediamento urbano risalente al regno di Amenhotep III e Akhenaton. I reperti rinvenuti raccontano la vita quotidiana degli artigiani a servizio dei regnanti e delle loro famiglie, rivelando dettagli senza precedenti sulle loro vite e usanze. Questa scoperta offre una nuova e più intima prospettiva sulla società egizia, mettendo in luce l’ingegno e l’abilità di chi ha contribuito alla costruzione dei grandi monumenti dell’antichità.

Tra conferenze e laboratori didattici

La mostra è curata dal Dr. Tarek El Awady e sarà accompagnata da un catalogo curato dal Dr. Zahi Hawass e pubblicato da Allemandi Editore. È previsto un ricco programma di eventi, tra cui conferenze, visite guidate e laboratori didattici per adulti e bambini, pensati per approfondire la conoscenza della cultura egizia e offrire al pubblico un’esperienza conoscitiva coinvolgente e accessibile.

Quaroni: “La diplomazia culturale supera i confini”

S.E. Michele Quaroni, Ambasciatore d’Italia in Egitto, commenta: “La diplomazia culturale ci permette di parlare un linguaggio universale che supera i confini e mette in contatto le persone. Questa mostra è una potente espressione di questa idea. Riunisce istituzioni, studiosi e cittadini di entrambi i Paesi, ricordandoci che la cultura non riguarda solo il passato, ma guarda soprattutto al futuro. I legami culturali di lunga data tra l’Italia e l’Egitto, radicati in millenni di scambi mediterranei, continuano a fiorire attraverso iniziative come questa, approfondendo l’apprezzamento reciproco e la collaborazione”.

Ismail Khaled: “Ruolo chiave nel promuovere il dialogo interculturale

Mohamed Ismail Khaled, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, spiega: “Le mostre archeologiche temporanee all’estero rappresentano un ponte culturale fondamentale: permettono al pubblico internazionale di esplorare la ricchezza della civiltà dell’antico Egitto, mettendo in luce l’ingegno degli antichi Egizi nei campi della scienza, dell’ingegneria e delle arti. Queste esposizioni svolgono un ruolo chiave nel promuovere il dialogo interculturale e nel favorire l’avvicinamento tra i popoli attraverso l’apprezzamento condiviso del patrimonio umano”. E aggiunge: “Questa è la seconda più grande esposizione di antichità egizie mai allestita in Italia dopo quella del 2002, intitolata ‘Faraoni’, che si tenne a Venezia e si concentrava sul ruolo dei sovrani egizi durante il Nuovo Regno. Oggi siamo orgogliosi di tornare con una collezione che riflette la ricchezza della nostra storia e il fascino senza tempo del nostro patrimonio”.

Storia della civiltà egizia in diverse epoche

Parlando nello specifico della mostra, Khaled aggiunge: “La mostra ‘Tesori dei Faraoni’ presenta 130 reperti accuratamente selezionati. Questi oggetti raccontano la storia della civiltà egizia in diverse epoche, con un focus tematico su regalità, corte reale, credenze religiose, vita quotidiana, pratiche funerarie e aldilà. La mostra resterà aperta al pubblico fino a maggio 2026, offrendo così un’opportunità prolungata per entrare in contatto con il nostro passato”. E specifica sul ruolo attuale del Museo di Tahrir: “La selezione di questi reperti dal Museo Egizio di Tahrir lancia un messaggio chiaro: il museo continua a essere un pilastro della nostra eredità culturale ed educativa. Il museo di Tahrir è oggetto di importanti interventi di riqualificazione degli spazi espositivi e del racconto curatoriale. Questi sviluppi sono realizzati in collaborazione con l’Unione Europea e con cinque dei principali musei europei, tra cui il Museo Egizio di Torino. Il nostro obiettivo è preservare il carattere storico del Museo di Tahrir migliorandone al tempo stesso la presentazione e l’esperienza del visitatore”.

Othman: “Culmine di oltre un anno di collaborazione”

Moamen Othman, Direttore del Settore Musei presso il Consiglio Supremo delle Antichità, dichiara: “Questa mostra rappresenta il culmine di oltre un anno di collaborazione dedicata con i nostri partner italiani. È stata resa possibile grazie a una stretta cooperazione con ALES – ARTE LAVORO E SERVIZI S.p.A., un ente interno del Ministero della Cultura italiano, oltre a MondoMostre, un’istituzione rinomata con vasta esperienza nell’organizzazione di mostre internazionali. Le Scuderie del Quirinale sono una delle sedi culturali più prestigiose d’Italia. Situate adiacenti ai Giardini della Colonna e sopra le rovine del grandioso Tempio di Serapide e in prossimità del Palazzo del Quirinale — residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana — oltre che della Corte Costituzionale, la location ha un’enorme rilevanza politica e storica. Ospitare qui la mostra invia un forte messaggio simbolico sul profondo rispetto e ammirazione che il popolo italiano nutre per l’antica civiltà egizia”.

Othman sottolinea l’importanza dei reperti selezionati: “Tra i pezzi più straordinari in esposizione vi sono il magnifico sarcofago della regina Ahhotep e uno dei sarcofagi di Thuya — entrambi esempi delle credenze spirituali e delle pratiche religiose degli antichi egizi. Inoltre, la maschera d’oro del re Amenemope è un esempio straordinario dell’eccellenza artistica raggiunta dagli artigiani egizi e della loro profonda venerazione per i loro monarchi. La mostra si preannuncia come un evento culturale di grande rilievo, che ha già suscitato notevole attesa tra il pubblico italiano”.

Tagliaferri: “Cultura come veicolo per costruire relazioni internazionali”

Fabio Tagliaferri, Presidente di ALES – società in house del Ministero della Cultura, commenta: “Con la grande mostra ‘Tesori dei Faraoni’,  resa possibile grazie alla eccezionale generosità del governo egiziano e dei suoi musei statali , ALES SpA centra uno degli obiettivi programmatici più ambiziosi e strategici assunti con il MiC per la gestione delle Scuderie del Quirinale: organizzare e produrre progetti espositivi di ampio respiro storico-geografico in grado di dimostrare come la cultura sia un veicolo straordinario per costruire relazioni internazionali solide e proficue”.

Tarek El Awady: “L’anima dell’antico Egitto nel cuore di Roma”

Tarek El Awady, curatore della mostra, sottolinea: “Curare la mostra ‘Tesori dei Faraoni’ è stata l’esperienza più impegnativa ed entusiasmante della mia carriera professionale. È difficile descrivere cosa significhi realizzare una mostra che porterà l’anima dell’antico Egitto nel cuore di Roma, non solo attraverso oggetti splendenti d’oro e pietra, ma attraverso storie. Storie di scoperta, di resilienza, di ingegno umano. E storie che non erano mai state raccontate oltre i confini dell’Egitto, fino a ora”.

Lafranconi: “Opportunità irripetibile”

Matteo Lafranconi, Direttore delle Scuderie del Quirinale, dichiara: “Per Scuderie del Quirinale presentare la mostra ‘Tesori dei Faraoni’ rappresenta un immenso onore dato dall’importanza ed eccezionalità dei prestiti generosamente concessi dalla Repubblica araba d’Egitto, nonché un’opportunità irripetibile per presentare al pubblico italiano un progetto di grande ambizione culturale nel solco delle linee programmatiche tracciate dalla sua Commissione scientifica: rappresentare con un’offerta culturale di massimo prestigio il sistema di valori assoluti che l’immaginario quirinalizio porta con sé. Un sistema dalle radici millenarie generato dal fondersi e dal reciproco compenetrarsi delle grandi civiltà nate sulle varie sponde del Mediterraneo”.

Greco: “Profondo legame storico tra l’Egitto e Roma”

Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, commenta: “Per rendere omaggio a questa importante mostra, il Museo Egizio presterà un oggetto particolarmente significativo: il primo pezzo della nostra collezione, la celebre Mensa Isiaca. Si tratta di uno splendido manufatto — una tavola in bronzo intarsiata con oro, argento, rame, zinco e niello — realizzato a Roma nel I secolo in imitazione delle opere d’arte dell’antico Egitto e giunto a Torino quasi 400 anni fa. Testimonia il profondo legame storico tra l’Egitto e Roma; un simbolo di come i nostri due Paesi siano in dialogo e in contatto da millenni”.