A Capodimonte torna l’Immacolata Concezione

da | 6 Giu 2025 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi

L’Immacolata Concezione torna a Capodimonte e sarà esposta al pubblico alla Reggia. L’opera era stata trafugata dalla chiesa di San Gennaro al Real Bosco.

L’Immacolata Concezione torna a Capodimonte: restituito al Museo e Real Bosco dal Comando carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, il pregiato dipinto settecentesco della scuola di Francesco Solimena era stato trafugato dalla Chiesa di San Gennaro nel Real Bosco nel 1978. Il quadro sarà esposto al pubblico al secondo piano della Reggia (sala 63). Dopo il restauro, già programmato, l’opera tornerà poi nel suo contesto originario. Alla cerimonia sono intervenuti Giovanni Conzo, Procuratore aggiunto presso la Procura di Roma, il Colonnello Paolo Befera, Comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Cinzia Celentano della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli – Ufficio Furti, monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli; Vincenzo Stanziola, Curatore dipinti e sculture del XVIII secolo del museo. L’attività d’indagine è stata sviluppata dai carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC che hanno individuato l’opera pittorica nell’ambito di approfonditi controlli mirati alla vigilanza e al rispetto della normativa sulla circolazione dei beni antiquariali e d’arte presso le attività commerciali di settore.

Il percorso del dipinto

Il dipinto era stato trafugato nel maggio del 1978, proprio dalla chiesa di San Gennaro al Real Bosco di Capodimonte. Il dipinto di scuola solimenesca, attribuibile al pittore Jacopo Cestaro allievo di Francesco Solimena, è stato restituito nel corso di una conferenza stampa tenutasi alla presenza delle autorità civili e religiose. Nel dicembre dello scorso anno il dipinto veniva localizzato mentre era esposto per la vendita nella vetrina esterna di un’attività antiquariale sita nel centro storico della capitale. A insospettire i militari sono stati lo stile e la tecnica di pittura delle immagini sacre raffigurate nell’opera riconducibili alla scuola napoletana del Settecento. Il recupero, ha sottolineato l’Arma, è frutto di un attento e mirato accertamento effettuato attraverso lo studio e la consultazione approfondita dei cataloghi di arte rubata e alla comparazione con le opere presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC, il più grande database del mondo con oltre 6 milioni di beni culturali censiti. Il successivo riconoscimento è stato confermato dagli approfondimenti tecnici operati dai funzionari della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli che hanno permesso di acclarare la provenienza del bene d’arte trafugato. Il dipinto, affidato a un antiquario per la vendita, era stato ereditato, ancora la nota, da un privato come lascito della devota madre e, avendo appreso la provenienza furtiva dell’opera, rinunciava alla proprietà ben lieto di portelo restituire al luogo di origine. Queste le parole di Eike Schmidt, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, aprendo la cerimonia di riconsegna nel salone da ballo dove il quadro è stato esposto per la giornata: “Sono arrivati anche i fondi per completare il restauro della Chiesa di San Gennaro era importante intanto che l’opera potesse essere vista subito dai visitatori della domenica gratuita e della Festa della Repubblica”.