Continua il percorso di candidatura della Via Francigena a Patrimonio Unesco. Bucci e Giuli hanno sottoscritto il protocollo d’intesa per la partecipazione.
Il 19 maggio, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci e il ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno sottoscritto, assieme alle altre regioni coinvolte, all’interno del Festival delle Regioni, il protocollo d’intesa per la valorizzazione della via Francigena, che prevede la prosecuzione del percorso di candidatura dello storico percorso di pellegrinaggio, che fin dal Medioevo unisce la Francia a Roma, a patrimonio Unesco. A firmare il protocollo anche le regioni Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana (capofila), Valle d’Aosta. “Avere un patrimonio Unesco sul proprio territorio porta grandi vantaggi, e vogliamo lavorare accanto alle altre regioni per raggiungere questo obiettivo- ha detto Bucci- Il tratto di via Francigena che attraversa la Liguria è breve, circa 20 chilometri, ma questi 20 chilometri, attorno a Luni, rappresentano un tassello fondamentale nell’intersezione tra alcuni percorsi storici, in particolare con l’Alta via dei monti liguri”. Il percorso per il riconoscimento, ricordano Bucci e l’assessore alla Cultura, Simona Ferro, è stato avviato nel 2017 e “vuole tutelare una ricchezza non solo culturale e legata alle tradizioni, ma anche naturale e paesaggistica. L’iscrizione di un bene nella lista Unesco è uno straordinario volano economico, turistico e culturale, come è testimoniato dai siti che già la Liguria ospita, dai palazzi dei Rolli alle Cinque Terre”.
La via Francigena
La Via Francigena è un itinerario storico che nel Medioevo collegava Canterbury a Roma, attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia. Fu descritta per la prima volta nel 990 da Sigerico, arcivescovo di Canterbury, che documentò le 79 tappe del suo viaggio verso Roma. In Italia il percorso attraversa la Valle d’Aosta, il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio, offrendo un mix unico di paesaggi naturali, borghi storici e patrimonio artistico. È lunga circa 3.200 km, di cui oltre 1.000 in Italia. Oggi è un itinerario culturale europeo riconosciuto dal Consiglio d’Europa e riscoperto da pellegrini, escursionisti e turisti. Il percorso è ben segnalato e supportato da una rete di ospitalità e servizi. Lungo la Via si incontrano luoghi di grande spiritualità come la Sacra di San Michele, San Gimignano e la Basilica di San Pietro. Ogni tappa offre l’occasione di scoprire tradizioni locali, enogastronomia e paesaggi mozzafiato. È percorribile a piedi, in bicicletta o a cavallo, ed è adatta sia a camminatori esperti che a principianti. La Via rappresenta oggi un viaggio interiore oltre che fisico, un’esperienza di incontro tra culture e persone.
Il “Piano Stralcio Cultura e Turismo”
Il “Piano Stralcio Cultura e Turismo” ha stanziato per la valorizzazione della Via Francigena la somma complessiva di 19,5 milioni di euro, per la cui attuazione il ministero della Cultura e le Regioni Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Molise, Basilicata e Puglia hanno sottoscritto, nel settembre 2018, un accordo operativo. A seguito di questo accordo operativo, il ministero della Cultura ha approvato uno stanziamento di 1,1 milioni di euro per la costruzione del dossier di candidatura Unesco del tratto italiano della Via Francigena, attribuendolo alla capofila, Regione Toscana. Entro il 15 giugno, la Commissione nazionale italiana per l’Unesco valuterà il dossier di candidatura che, in caso di approvazione, verrà presentato dall’Italia al Centro del Patrimonio dell’Unesco per la sua valutazione preliminare. Qualora l’organismo desse “luce verde”, verrà presentato il dossier completo di candidatura, che sarà sottoposto alla valutazione del Comitato del Patrimonio Mondiale nella sessione del 2029.
Queste le parole del ministro Giuli: “La presentazione del Protocollo di Intesa per la candidatura della Via Francigena italiana a Patrimonio Mondiale Unesco rappresenta non soltanto un obiettivo strategico per il Ministero della Cultura, ma anche un esempio virtuoso di cooperazione interistituzionale fra Stato e Regioni”. E continua: “La candidatura si inserisce coerentemente nel tema del Festival delle Regioni 2025 – ha continuato il ministro Giuli – che ha scelto di mettere al centro il binomio innovazione/tradizione, riconoscendo nei siti Unesco un asse portante dell’identità nazionale e uno strumento di sviluppo sostenibile, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La Via Francigena, con la sua straordinaria ricchezza culturale, paesaggistica e spirituale, merita di essere riconosciuta dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità. Siamo pronti a percorrere, insieme, questo cammino”.






