Scoperta sul Trono di Palazzo Reale: è sabaudo e non borbonico

da | 16 Mag 2025 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Il trono del Palazzo Reale di Napoli, catalogato fino ad oggi come borbonico, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Ora esposto alla Reggia di Venaria.

Una rivelazione sorprendente. Il trono del Palazzo Reale di Napoli, catalogato fino ad oggi come di fattura borbonica e risalente al 1845-50, è stato, in realtà, commissionato dai Savoia e liquidato nel 1874. Una notizia che fa slittare la sua realizzazione di 30 anni, ma che principalmente riscrive la storia del trono, la sua origine e la cronologia del Palazzo. L’annuncio è stato fatto in occasione della presentazione del restauro alla Reggia di Venaria per una significativa preview – da oggi al prossimo autunno – della XX edizione di una delle più importanti iniziative del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo, che sarà inaugurata al Palazzo delle Esposizioni di Roma alla fine dell’estate. Il trono ritornerà al Palazzo Reale di Napoli nel febbraio del 2026.

Gli studi sul Trono nel corso dell’anno

Il 12 settembre dello scorso anno il trono di Palazzo Reale è partito alla volta del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino per il restauro reso possibile grazie al progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo ed al momento è stato sostituito da una seduta borbonica settecentesca. Nel corso di questi otto mesi di lavori, sono stati avviati studi e ricerche che hanno rivelato una datazione diversa da quella nota fino ad ora. È emersa l’esistenza di una fitta corrispondenza relativa all’ammodernamento della Sala del Trono voluto da casa Savoia, ma il documento rivelatore della nuova datazione è la fattura presentata dall’intagliatore Luigi Ottajano, attestante l’esecuzione dell’intero trono (“una ricca sedia del trono scolpita e dorata stile Impero”) e di altre pose in opera per il rinnovamento della Sala. (Carteggio del 1874). All’Ottajano, già artefice con Domenico Morelli della culla per la nascita di Vittorio Emanuele III, donata dalla città di Napoli alla Regina Margherita e oggi esposta presso la Reggia di Caserta, era finora attribuito, come aggiunta successiva, il solo coronamento con l’aquila con scudo crociato sul petto, emblema della nuova casa regnante, mentre la sedia era ritenuta di età borbonica. Va da sé comprendere come l’attribuzione del Trono del Palazzo Reale di Napoli all’età sabauda rappresenti una scoperta di grande rilievo storico. Lo commenta lo stesso Direttore generale Musei Massimo Osanna, che conferma quanto fossero importanti Napoli e il suo Palazzo per i nuovi sovrani, a pochi anni dall’unificazione della penisola. Oggi il Palazzo Reale è al centro di un ampio intervento di trasformazione, reso possibile grazie ai fondi del Grande Progetto Beni Culturali del MIC, che permetterà di restituire ai visitatori un percorso museale rinnovato e accessibile a tutti i pubblici.

Le parole degli esperti

Queste le parole di Michele Briamonte e Chiara Teolato, Presidente e Direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude: “L’esposizione temporanea del prezioso Trono di Napoli, restaurato dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, lungo il percorso di visita della Reggia di Venaria, rappresenta per noi una grande opportunità che abbiamo voluto cogliere per perseguire il filone tematico dedicato alla storia, all’arte e alla magnificenza delle corti – di cui la Venaria Reale è stata esempio paradigmatico – inaugurato dalla riapertura del complesso e proseguito negli anni. L’operazione è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione del Consorzio con il Palazzo Reale di Napoli e al contributo di Intesa Sanpaolo, esempio virtuoso e concreto di sinergia tra enti che operano nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale”. Alfonso Frugis, Presidente del CCR “La Venaria Reale” ha poi aggiunto:”La collaborazione tra il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” e il Palazzo Reale di Napoli è nata anni fa nella condivisione di visione sull’importanza della conservazione preventiva e programmata, che ha portato i professionisti del Centro a condurre una campagna di schedatura conservativa e definizione di attività dirette sulle opere delle collezioni del Palazzo. Grazie al lavoro congiunto, il Palazzo Reale di Napoli ha potuto avere una mappa delle priorità di restauro, tra cui erano emerse anche le necessità di intervento sul trono. […] Un cerchio che si chiude con la valorizzazione in Reggia, per dare la giusta contestualizzazione agli esiti della ricerca e del restauro. Siamo quindi estremamente fieri di aver fatto parte di un virtuoso ingranaggio, che testimonia ancora una volta come l’unione sia la chiave del buon esito delle operazioni di grande rilievo culturale