L’antica Selinunte riscrive i confini

da | 29 Mar 2025 | Architettura, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela

Scoperte le mura della città arcaica e la porta Nord

L’antica Selinunte riscrive i suoi confini: scoperte le mura della città arcaica prima della distruzione dei Cartaginesi. Torna alla luce anche la porta Nord di accesso alla polis. Le intuizioni dell’archeologo tedesco Dieter Mertens trovano conferma a distanza di trent’anni.

Le nuove scoperte riscrivono i confini

L’antica Selinunte, a Castelvetrano (TP), riscrive i suoi confini. Scoperte le mura della città arcaica, prima della distruzione dei Cartaginesi nel 409 avanti Cristo. I nuovi scavi del Parco archeologico hanno spostato molto in avanti l’estensione della polis verso Nord, rispetto a quanto pensato finora, confermando la sua enorme importanza e potenza tra i centri di cultura greca del Mediterraneo: a fine V secolo avanti Cristo a Selinunte vivevano almeno 26 mila abitanti, il suo territorio di influenza andava dall’attuale Mazara a Monte Adranone, sopra Sambuca, a Sciacca e Eraclea Minoa, per un totale di altri 90 mila abitanti. Individuate almeno 5000 tombe in tre diverse necropoli, tutte saccheggiate nei secoli dai tombaroli.

Scoperta anche la porta Nord

Sono tornate alla luce porzioni di mura fortificate che chiudevano la città da Nord e la porta, da cui passava la Via sacra verso la necropoli monumentale fuori le mura. Di fatto, era questa la via di accesso più difficile da difendere perché non protetta dai due fiumi e dal mare. Quando nel 409 avanti Cristo i Cartaginesi assediarono e distrussero Selinunte, attraversarono probabilmente anche questo ingresso: Diodoro Siculo descrive l’offensiva da Nord, dieci giorni di assedio e riporta 16 mila morti in battaglia. La porta presenta una sorta di “anticamera” controllata da due torri gettanti di guardia, una delle quali già individuata; il ritrovamento di particolari reperti fa pensare a un certo numero di botteghe artigiane che erano a ridosso delle mura.

Tecniche innovative

Il Parco archeologico sostiene le campagne di scavo sperimentando tecniche innovative, come la tomografia geoelettrica tridimensionale, più veloce ed economica del georadar, che permette di sondare il terreno fino a 4 metri.

Via a una nuova immagine

Nei giorni scorsi è stata presentata al Baglio Florio di Selinunte, la nuova immagine visiva del Parco archeologico che recupera e declina l’elemento iconico della foglia del selinon (il sedano), rappresentata su una didracma del periodo arcaico (540-510 a.C.).

Una zona colma di storia

L’assessore ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, dichiara: “Il Parco archeologico continua a lavorare riuscendo, con fondi propri, a riscrivere la storia di Selinunte. Il nuovo logo, la segnaletica, le visite e i servizi raccontano un Parco vitale, al servizio del pubblico, che continua ad attirare nuovi visitatori innamorati di questo lembo di Sicilia colmo di storia”.

Gli scavi in pillole

Il Parco archeologico guidato da Felice Crescente ha lavorato sull’intuizione del grande archeologo tedesco Dieter Mertens (oggi 83enne) che, a fine anni Novanta, scavò due delle porte di accesso che guardavano al porto orientale; e aveva intuito una cinta muraria molto più ampia di quella conosciuta. Ma Mertens, pur avviando indagini georadar sulla zona, si fermò. La sua emozione alle nuove scoperte di Selinunte, oggi è tangibile.

Mertens: “Grande scoperta, la più importante degli ultimi decenni”

Commenta Mertens: “In fondo sono stato io a suggerirlo: intervenire su questo luogo era un desiderio che mi era rimasto dentro. Allora mi ero accorto di questa cosiddetta ‘anomalia’ di Galera Bagliazzo, nei pressi della necropoli monumentale. Era un luogo bellissimo, immenso, direi obbligatorio dal punto di vista difensivo della città, da quassù si ha un panorama di 360 gradi. Quando ho visto le immagini, mi sono emozionato: questa è la vera porta Nord della città, abbiamo finalmente un’idea esatta della monumentalità e della pianta urbana della città arcaica, anche l’assemblaggio dei blocchi mi sembra di grande ambizione. È veramente una grande scoperta, la più importante degli ultimi decenni”.

Il percorso dei cortei funebri

Spiega il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente: “Siamo partiti dall’intuizione di Mertens e dagli scavi dell’Istituto Germanico che ha dimostrato l’esistenza di un primo abitato. Superando le recinzioni del Parco che risalgono a trent’anni fa, abbiamo trovato la cinta muraria e la porta monumentale di circa 3 metri, identica alle altre due scavate da Mertens, quindi riconducibile al V secolo. Il fatto che guardi alla necropoli monumentale ci porta a pensare che da qui passavano i cortei funebri”.

Direzione scientifica di Carlo Zoppi

Per questa campagna di scavo hanno lavorato i giovani archeologi di Archeofficina sotto la direzione scientifica di Carlo Zoppi dell’Università del Piemonte Orientale. Spiega Zoppi che da giovane archeologo, lavorava già a Selinunte trent’anni fa: “C’erano zone in cui anno dopo anno, non cresceva mai l’erba, sotto doveva esserci qualcosa. Esaminando le fotografie aeree ci siamo resi conto di una traccia precisa che poteva solo indicare la presenza di mura. Ma non avremmo mai immaginato allora, di poter vedere affiorare questo tratto della cinta con la sua porta. Adesso bisognerà continuare gli scavi per portarla interamente alla luce”.

L’idea

L’idea del Parco è quella di musealizzare l’intera area e renderla fruibile al pubblico, anche con la ricostruzione virtuale dell’antica cinta muraria. Sono capitoli di un progetto complessivo di fruizione che guarda al futuro prossimo: si parte dalla nuova segnaletica e dalla rilettura dell’immagine coordinata del Parco, ideata da Atelier 790, che ruota attorno all’elemento iconico della foglia di selinon, riportata su un’antica didracma (540-510 a.C.), simbolo distintivo dell’antica Selinunte. Anche la palette cromatica attinge alle decorazioni dei templi; il logo e l’immagine grafica sono declinati sulla nuova linea di merchandising in vendita al bookshop.

Un Parco sempre più a misura dei visitatori

Coopculture, su richiesta delle direzione del Parco, ha prodotto uno studio che razionalizza la segnaletica, individuando i punti di maggiore interesse – Collina Orientale, Acropoli, Collina di Manuzza, Malophoros e le aree intermedi – e i servizi al pubblico; suggerendo percorsi con indicazioni delle distanze, che daranno ai visitatori un’idea dei tempi della visita, del grado di accessibilità, dei mezzi disponibili (navette elettriche o bici). “Visitare il Parco – ha aggiunto Scarpinato – diventa sempre più un’esperienza immersiva, affrontata da soli – complice la nuova segnaletica – o con l’ausilio percorsi inediti”.

Nuove visite alle Mura dell’Acropoli

Tra i percorsi ideati da CoopCulture, le nuovissime visite alle Mura dell’Acropoli, lanciate in anteprima a febbraio con grande successo del pubblico: dal 6 aprile entreranno nell’offerta abituale. Quando, dopo la distruzione cartaginese, il siracusano Ermocrate giunse a Selinunte, la rinchiuse in una cinta muraria che abbraccia l’Acropoli, un territorio che corrisponde a circa un decimo dell’antica città: saranno queste mura, con il loro passaggi segreti, ad affascinare i visitatori. In un Parco che in questi giorni è un vero giardino di margherite gialle e acetosella.

Da metà luglio il Parco apre di sera

Da metà luglio il Parco apre di sera per ospitare la stagione di spettacoli e concerti, secondo il calendario sul sito www.cooopculture.it da cui è possibile acquistare ogni tipologia di biglietti di ingresso e di visita al sito.

L’origine della colonia

Il Parco, ampio circa 270 ettari, è annoverato tra i siti archeologici più grandi del Mediterraneo, con una continuità di vita che si protrae dal VII al IV sec. a.C. Le evidenze archeologiche al suo interno documentano non soltanto la raffinatezza dello stile dorico raggiunto dalle officine templari di Sicilia tra VI e V secolo a.C., ma sono anche espressione di un avanzato sviluppo urbanistico tipico delle più importanti colonie greche dell’antichità. La colonia fu fondata intorno al 650 a.C. dagli abitanti di Megara Hyblaia e chiamata Selinous dal nome del selinon, il prezzemolo selvatico che cresce ancora oggi lungo le rive dell’omonimo fiume, conosciuto col nome moderno di Modione.

La struttura dell’area

L’area urbana è stata realizzata sui due plateau collinari delimitati a Ovest dal Selinus-Modione e a Est dal fiume Gorgo-Cottone: sul pianoro meridionale, prospiciente il mare, sorge l’acropoli fortificata dove trovano posto edifici templari e abitazioni, mentre più a Nord sulla collina in località Manuzza è stata individuata l’agorà poligonale e una vasta area di abitato. La presenza dei due fiumi dovette assicurare alla città dei floridi commerci che ne hanno determinato grande ricchezza e sviluppo per circa due secoli e mezzo.

I templi

Nella parte orientale dell’Acropoli si addensano diverse strutture templari con colonnato: gli edifici più antichi sono i Templi C e D, risalenti alla metà circa del secolo VI a.C., successivamente nel corso della prima metà del secolo successivo furono innalzati anche i templi A e O. Il tempio B, datato all’incirca alla metà del sec. III a.C., era un edificio sprovvisto di colonnato e chiude cronologicamente la serie dei templi costruiti sull’Acropoli. Procedendo verso Est, superato il Gorgo-Cottone, la Collina Orientale ospita una grande area sacra: qui è possibile ammirare i resti del Tempio G, edificio di culto dedicato a Zeus e anche uno tra i più grandi templi greci mai costruiti. La sua costruzione fu iniziata sul finire del VI secolo a.C. e probabilmente mai portato a termine. Il tempio F, più recente di circa un decennio, presenta soluzioni planimetriche più modeste ma era decorato con un apparato scultoreo di primo ordine: sono celebri le metope che riportano Atena e Dioniso alle prese con i Titani.

 

 

Info. Il Parco archeologico di Selinunte è aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica. Fino al 30 aprile dalle ore 9:00 alle ore19:00 (chiusura biglietteria alle 18:00), dall’1 maggio al 15 settembre dalle ore 9:00 alle 20:00 (chiusura biglietteria alle 19:00).