Dal 25 gennaio al 3 maggio 2025 sarà possibile visitare la mostra “Gianfranco Baruchello. Mondi possibili” a Villa Farnesina di Roma.
L’Accademia Nazionale dei Lincei e Fondazione Baruchello presentano a Villa Farnesina a Roma la mostra “Gianfranco Baruchello. Mondi possibili”, a cura di Carla Subrizi, in concomitanza con il Convegno Internazionale di Studi sull’opera dell’artista che si terrà il 23 e 24 gennaio 2025 presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. L’iniziativa nasce con l’intento di commemorare il centenario della nascita di Gianfranco Baruchello (Livorno 1924 – Roma 2023). La storia, l’inconscio, il sogno e l’ambiente, temi tutti presenti nei cicli degli affreschi della Villa Farnesina, sono stati continuamente indagati da Baruchello e tornano in questa mostra, con otto grandi opere, attraverso una molteplicità di media differenti, tra cui la pittura, l’oggetto, l’installazione, l’immagine in movimento. L’aspetto interessante e più peculiare è pertanto che la mostra, in un percorso che si snoda tra gli spazi interni ed esterni della Villa, propone, con una selezione di opere di Gianfranco Baruchello, un dialogo a distanza tra storia, iconografie e immaginari appartenenti a epoche differenti.
Tra le varie opere della mostra negli ambienti della Villa Farnesina ricordiamo “La casa in fil di ferro”, 1975, nella Sala del Fregio; monumenti a coloro che sono stati dimenticati dalla storia (“Monumento ai non eroi”, 1962, nella Sala delle Nozze di Alessandro Magno e Rossane); riflessioni sulla cartografia di un territorio attraverso una geografia “sensibile” (“Rilievo ideale”, 1965, nella Sala 5); stratificazioni sia temporali che spaziali della complessità dei cicli pittorici di Villa Farnesina colte nella misura ridotta di uno spazio non grande (“Oh, Rocky Mountains Columbine”, 1966, nella Saletta pompeiana); sguardi che dalla storia continuano a guardarci e a interrogarci (“La storia ci guarda”, 1972-2018, Sala 4); oggetti apribili che mostrano l’inconscio, la memoria e territori delle psiche ancora da esplorare (“Murmur”, 2015, nella Loggia di Amore e Psiche); un giardino di piante molto belle e seducenti che si rivelano essere in grado di costituire un pericolo [“Giftpflanzen, Gefahr! (Piante velenose, pericolo!)”, 2009, nei giardini storici della Villa].
L’arte di Baruchello
L’artista muove i primi passi della sua attività artistica dapprima in clima parigino, e poi a New York (nel 1964) dove conosce John Cage e dove si confronta con la pop art e l’espressionismo astratto americano. Queste esperienze americane si concretizzano nelle grandi tele Altre tracce, con spessi e densi filamenti di pittura nera La partecipazione attiva al mondo delle avanguardie internazionali tuttavia influisce solo parzialmente sulla ricerca di Baruchello che si configura sin dall’inizio come essenzialmente autonoma. Giorgio Manganelli, nel 1965, in un testo che scrive per la prima mostra presso la Galleria Schwarz a Milano, dirà che Baruchello realizza opere che “sono acquario, giocattolo, macchina, grammatica: luoghi, proposizioni illusionistiche, miraggi metallici ci coinvolgono in una rete di microscopiche, assurde, euforiche avventure”. L’artista con il suo lavoro radicale e indipendente, che ha attraversato sette decenni tra ventesimo e ventunesimo secolo, ha spesso affermato che tutta la sua opera sia stata il tentativo di costruire “piccoli sistemi” in grado di contrastare i grandi sistemi della storia, della politica e dell’ideologia.
A proposito dell’iniziativa vigente, queste sono le parole della curatrice Carla Subrizi, presidente della Fondazione Baruchello: “I mondi possibili si configurano quindi quando il tempo perde la sua articolazione: le sequenze si interrompono, il passato arriva per sorprenderci e il presente si realizza come incursione nel già stato. L’interazione tra opere non produce soltanto incontri ma forme di interrogazione tra fasi ed epoche, tra modelli della storia e conseguenze di essi: passato e presente – e non soltanto antico e contemporaneo, termini in un certo modo chiusi in sé stessi – trovano modi di dialogare inediti ed efficaci. I mondi possibili nascono mettendo in relazione esperienze, storie, memoria, per produrre corto circuiti: premessa che è stata da sempre presente nella ricerca di Baruchello”.







