Nuovi ritrovamenti a San Casciano dei Bagni, anche serpenti di bronzo e uova

da | 9 Dic 2024 | Archeologia, Conservazione e Tutela, Turismo

“Nel santuario ritrovato del Bagno Grande a San Cascino dei Bagni (SI) riemerge il più grande deposito di statue in bronzo dell’Italia antica”, titolavano così i giornali nell’estate 2020, annunciando un ritrovamento d’importanza eccezionale in un grande impianto termale che era anche un vero e proprio santuario. Risale all’ottobre del ’22 un altro eccezionale ritrovamento. Si trattava di migliaia di monete, di oggetti che esprimono gratitudine, ringraziamento e di 24 capolavori di toreutica che erano in fondo alla vasca nel fango caldo che ne ha consentito la conservazione.
Ritrovamenti impensabili di cui hanno parlato e scritto gli organi d’informazione nazionali e di mezzo mondo, ma non ci sono solo questi se il 3 dicembre scorso nel Teatro dei Georgofili Accalorati di San Casciano sono stati presentati i risultati dell’ultima campagna di scavo appena conclusa annunciati da un bel filmato di Rai Cultura.

Si tratta di altri reperti trovati sepolti nella vasca sotto l’acqua calda. Fra questi una scultura in bronzo di un bambino con una palla che si muove. E a oltre quattro metri di profondità, è stato ritrovato uno strato di serpenti in bronzo simbolo di fertilità, rinascita e rinnovamento per la capacità di cambiare pelle. Sono di varie dimensioni, uno misura novanta centimetri, crestato e barbato. Stanno a indicare la sacralità del luogo. I serpenti, infatti, vengono associati alla divinazione ed erano stati deposti nel posto in cui sgorgava l’acqua sacra. Tra i ritrovamenti figurano anche moltissime uova di gallina che rappresentavano la fertilità e la protezione divina. Le uova sono in frammenti, ma alcune sono ancora intere dopo più di duemila anni. Ed è possibile sentire perfino l’odore.

In sala molta gente interessata al tema e agli sviluppi di una scoperta che può segnare una svolta nello sviluppo di un piccolo centro, aggredito come tutta l’Italia minore dallo spopolamento, dalla rarefazione dei servizi e quindi dall’impoverimento. Ci sono naturalmente i politici e gli amministratori. Come il Sindaco Agnese Carletti, il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il Ministro dei Beni Culturali Alessandro Giuli di fresca nomina, Massimo Osanna e ovviamente i protagonisti degli scavi archeologici: il direttore Emanuele Mariotti, il coordinatore scientifico l’etruscologo Jacopo Tabolli, il Rettore dell’Università per Stranieri di Siena Tomaso Montanari e Ada Salvi funzionaria della Soprintendenza di Siena, Arezzo e Grosseto.

Sono loro ad aver condotto in porto le ricerche interdisciplinari in un complesso termale di età etrusca e poi romana che era anche un vero e proprio santuario dedicato al culto delle acque. Acque calde, acque termali, acque salvifiche. E’qui, nella vasca sacra, che sono stati ritrovati tre altari di età imperiale con dediche a Iside, Apollo e alla Fortuna Primigenia, oltre a ex voto e a una statuetta in marmo che raffigura Igea.
E tutto è nato attorno a un orto abbandonato vicino alle storiche piscine termali medicee perché San Casciano è ricco di sorgenti calde, curative. Un orto, che è stato poi acquistato dal Comune. Ogni tanto si trovava qualche sasso, qualche frammento di pietra. E qualcuno pensava che poteva esserci qualcosa di più, chissà. Dalla siepe che separava il campo dalle vasche di acqua calda, che venivano ancora usate dalla gente, si vedevano affiorare due colonne che erano state riposizionate lì. Venivano infatti da un’altra zona. Solo chiacchiere di paese ? Il toponimo del luogo “Podere Montesanto” forse voleva dire qualcosa.

E’ una storia che ha il fascino antico della ricerca archeologia, un amore di lunga durata che fa apparire ciò che è eccezionale come qualcosa di naturale, che doveva accadere. Come fosse normale rinvenire oggi un santuario etrusco – romano intatto, con tutti i suoi tesori. Il santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni, legato a una sorgente di acqua calda dal valore terapeutico, come altre della zona, associato a un deposito di statue in bronzo, ricchissimo.
Mentre a San Casciano si scoprono altri tesori, i bronzi rinvenuti precedentemente sono in mostra in giro per l’Italia. Dopo il Palazzo del Quirinale, il Museo Nazionale Archeologico di Napoli, poi quello di Reggio Calabria…fino a quando? Si spera che possano trovare una loro casa al più presto. E’ in progetto un Parco e un Museo. E’ stato già acquistato in paese un edificio del cinquecento che dovrà diventare il Museo. Nel più breve tempo possibile, si spera.