Il Grand Tour degli Affreschi fa di nuovo tappa nella Capitale per riportare alla luce quattro opere dimenticate del patrimonio artistico nazionale
Quattro affreschi del XVI secolo custoditi a Palazzo Venezia tornano a nuova vita grazie al restauro promosso da Hermès Italia in collaborazione con il Vive – Vittoriano e Palazzo Venezia. L’intervento è parte del progetto Grand Tour degli Affreschi nato nel 2021 per riportare alla luce capolavori dimenticati del patrimonio artistico italiano.
I quattro ‘misteriosi’ affreschi
Al momento, dei quattro affreschi si sa davvero poco: sono stati recuperati dal deposito dopo che erano stati staccati, forse a fine ‘800, dalle pareti di una villa per essere poi ricomposti su alcune tele ad inizio del ‘900, cosa che con il passare del tempo aveva gravemente compromesso lo stato della loro conservazione.
Grazie all’intervento di Hermés Italia che ha finanziato il restauro, compiuto da un’équipe diretta da Luca Pantone, sarà ora possibile svelare l’autore degli affreschi e la loro storia, portando a compimento “un intervento virtuoso di tutela e valorizzazione” delle opere, ha sottolineato la direttrice del ViVe, Edith Gabrielli che ha rinviato al risultato scientifico del lavoro degli storici dell’arte: “le opere potrebbero essere della metà del ’500 e i soggetti rappresentati potrebbero essere Giasone e Medea, ma anche su questo parleranno i ricercatori che sono al lavoro”.
I quattro affreschi saranno destinati ad abbellire il piano nobile dell’edificio rinascimentale, quando saranno terminati i lavori di restauro del palazzo e torneranno finalmente agibili i saloni della dimora che fu di papi e ambasciatori.
Nell’attesa, queste opere saranno visibili nell’ambito del progetto Depositi in Mostra che, dal 2020, sta recuperando opere custodite nei meandri del palazzo romano per mostrarle ai visitatori.
Tutte le tappe del Grand Tour degli Affreschi
L’intervento è parte di un ampio progetto promosso da Hermès Italia che ha già coinvolto varie città italiane. Inaugurato a Padova nel 2021, il Grand Tour degli Affreschi è approdato a Napoli nel 2022, a Roma nel 2023 per arrivare a luglio 2024 a Bologna e tornare a Roma nell’autunno di quest’anno con la sua quinta tappa.
L’obiettivo è quello di tutelare il patrimonio storico-artistico, unendo diverse città in una sorta di viaggio culturale. “Abbiamo scelto l’affresco perché è molto vicino al tema dell’illustrazione, tanto caro a Hermès”, ha dichiarato Francesca di Carrobio, amministratrice delegata di Hermès Italia e Grecia.
Fondamentale per la maison è che le opere siano visibili e accessibili al pubblico, sempre in spazi aperti e mai all’interno di edifici privati, per restituire alla città la fruizione di opere d’arte trascurate. Per questo motivo, il restauro di Padova ha avuto come oggetto L’Annunciazione della Vergine Maria con l’arcangelo Gabriele, dell’artista Jacopo da Montagnana, nei sottoportici di Palazzo Angeli, mentre l’intervento di Napoli ha interessato il Miracolo del crivello di Antonio Solario, nel chiostro del Platano dell’Archivio di Stato di Napoli.
Il primo restauro di Roma ha invece riguardato l’affresco raffigurante Santa Francesca Romana con l’angelo e San Benedetto che affiancano la Madonna con il Bambino, situato sulla facciata esterna del Monastero delle Oblate di Santa Francesca Romana; mentre l’intervento di Bologna ha interessato l’affresco seicentesco di autore ignoto raffigurante la Madonna con il Bambino e ubicato sul voltone dell’arco est del cortile di Palazzo d’Accursio.
“Ogni restauro – ha sottolineato il Direttore Tecnico di Pantone Restauri, che ha coordinato i lavori di Roma – è una sfida che va oltre la tecnica. Questi affreschi tornano a parlarci, e questo è il valore più grande.” Nel 2025 il Grand Tour proseguirà con altre due tappe, a Torino e a Firenze.
Hermés e ViVe: una convergenza di intenti
La collaborazione tra Hermès Italia e il ViVe nasce da una visione comune del ruolo dell’arte e della cultura: entrambe le istituzioni condividono l’impegno per la tutela, la conservazione e l’accessibilità delle opere d’arte.
Il ViVe, fondato nel 2020, ha subito assunto un ruolo di primo piano come centro di arte e cultura a Roma, attirando milioni di visitatori ogni anno. Parallelamente, Hermès Italia sostiene il recupero dell’artigianato artistico italiano, promuovendo i mestieri del restauro e della conservazione dell’affresco, che da secoli rappresentano un’eccellenza nazionale.
Con la collaborazione di Fondaco Italia, società di comunicazione impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale, il restauro di questi quattro affreschi del XVI secolo permette anche nuove ricerche storiche e artistiche, aprendo la strada a ulteriori indagini su soggetti, provenienze e attribuzioni. “Ci auguriamo che questi restauri diventino un esempio di quanto pubblico e privato possano collaborare per preservare il nostro patrimonio culturale,” ha dichiarato Edith Gabrielli.
“L’arte va curata e sostenuta. Con il Grand Tour degli Affreschi vogliamo stimolare la coscienza di essere parte di un’economia della bellezza – ha aggiunto Francesca di Carrobio – Hermès Italia sente l’esigenza di un’azione che punti a creare una nuova responsabilità sociale attiva e concreta da parte dei cittadini, e quindi dell’azienda. Vogliamo essere attori protagonisti di azioni mirate e altamente formative, che educhino a un’apertura verso il mondo, al tramandarsi di manualità e competenze”.
L’arte: un bene da difendere
Il Grand Tour degli Affreschi fa parte di un programma più ampio di ‘formazione alla bellezza’ rivolto a tutta la maison. L’iniziativa s’inserisce, infatti, nell’ambito della sostenibilità culturale, che riflette gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Durante ogni tappa, i dipendenti di Hermès, sia italiani che internazionali, hanno avuto l’opportunità di partecipare a laboratori sul restauro e visite agli orti botanici per scoprire i fiori tintori. I partecipanti al Grand Tour hanno visto eseguire le prime indagini diagnostiche sullo stato in cui versano le opere e delineato le fasi dell’intervento al fine di salvaguardare il patrimonio artistico e culturale per rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Un tema attuale che comporta la revisione del rapporto pubblico-privato e l’acquisizione della consapevolezza che l’arte è un bene da difendere.







