Turismo, le donne guadagnano il 14,7 per cento in meno rispetto agli uomini

da | 15 Nov 2024 | Lavoro e formazione, Persone e carriere, Turismo

Il gap riguarda anche le posizioni occupate: solo il 7 per cento delle donne ricopre ruoli CEO

 

Turismo, le donne guadagnano il 14,7 per cento in meno rispetto agli uomini. Il divario si riflette anche nelle posizioni occupate. Espresso Communication divulga un approfondimento sul gender gap nel turismo, legato all’Equal Pay Day, che quest’anno è celebrato proprio venerdì 15 novembre, come stabilito dalla Commissione europea.

Turismo, le donne guadagnano meno degli uomini

Se si guarda al mondo del turismo, le donne guadagnano il 14,7 per cento in meno rispetto agli uomini. L’Organizzazione Mondiale del Turismo spiega che nel settore dell’ospitalità le donne rappresentano il 61 per cento della forza lavoro e il 64 per cento tra le agenzie di viaggio e i tour operator ma, nonostante questo, una donna guadagna in meno il 14,7 per cento in meno rispetto a un uomo anche quando svolge gli stessi ruoli. Un gap che riflette la necessità di mettere in atto politiche volte a superare questo divario.

Nel turismo, solo il 7 per cento dei ruoli di CEO sono ricoperti da donne

La disparità tra uomini e donne si nota anche nelle posizioni occupate. Nel leisure, il World Travel & Tourism Council rileva nel report ‘The numbers behind women in leadership’ – che ha coinvolto la leisure industry – che solo il 7 per cento dei ruoli di CEO sono ricoperti da donne. La percentuale di occupazione femminile si alza man mano che si abbassa la rilevanza delle posizioni: il 21 per cento di donne rientra nella categoria C-Suite, il 33 per cento delle donne ha il ruolo di senior manager, il 42 per cento occupa il ruolo di middle manager e il 50 per cento di donne fa parte della forza lavoro (dato del 2023). Percentuali rilevanti, che se da un lato possono essere attribuiti in parte alla pandemia, dall’altro la colpa non è esclusivamente del Covid. Questo significa che è solo una donna ogni 15 a ricoprire un ruolo manageriale.

Leggera crescita delle donne nei consigli di amministrazione nel tempo ma resta il divario

Il cambiamento risulta tuttavia essere possibile. Nel report si nota come la percentuale di donne presente nei consigli di amministrazione delle aziende legate al settore del tempo libero sia cresciuta nel tempo, passando dal 17 per cento nel 2007 al 28 per cento nel 2022. Inoltre, la proporzione delle cariche femminili nei consigli di amministrazione del settore dell’intrattenimento è cresciuta dal 6 al 12 per cento tra il 2019 e il 2021.

Settore alberghiero, zero donne tra i CEO

C’è però ancora tanto da fare. Analizzando il solo settore alberghiero, la crescita di personale femminile dal 2019, risulta essere, tra i manager, solo del +2 per cento e dello 0 per cento tra i CEO. Un divario che coinvolge perfino la stampa: un rapporto promosso da Women Leading Tourism mostra che le donne manager del settore turistico ricevono meno attenzione da parte dei media con solo il 15 per cento delle menzioni che riguarda donne.

Colmare i divari di genere può incrementare il PIL

Per contrastare questa disparità, secondo gli esperti del settore, sono necessarie azioni che favoriscano la trasparenza retributiva, promuovano la conciliazione vita-lavoro e contrastino gli stereotipi di genere. È necessario quindi costruire un’industria turistica più equa e inclusiva: secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo, colmare i divari di genere potrebbe incrementare il PIL del 20 per cento e creare quasi 300 milioni di posti di lavoro nell’economia globale entro il 2035. Per questo motivo, ha invitato governi, organizzazioni e aziende a investire nelle donne e promuovere l’uguaglianza di genere nel settore del turismo, attraverso la campagna #InvestInWomen.

Una realtà in controtendenza

Una realtà in controtendenza è quella di BWH Hotels Italia & Malta, registrando una popolazione aziendale femminile pari al 67 per cento, con più della metà dei ruoli manageriali ricoperti da donne. Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italia & Malta, commenta: “Nel settore dell’ospitalità valori come inclusione, diversità e parità di genere sono fondamentali e devono, inevitabilmente, essere confermati anche in ambito lavorativo”. Prosegue: “Siamo orgogliosi della certificazione per la parità di genere conseguita grazie al percorso svolto con Winning Women Institute. Continueremo a lavorare per la gender equality, consapevoli che potremo essere davvero soddisfatti solo quando non sarà più necessario parlarne, perché parità sarà normalità e fatto assodato per l’intera società”.

Il commento di Paola Corna Pellegrini, Presidente di Winning Women Institute

“Siamo entusiasti che un’azienda come BWH Hotels Italia S.C.p.A. – Società Benefit abbia raggiunto questo traguardo verso la parità di genere grazie al nostro supporto”, commenta Paola Corna Pellegrini, Presidente di Winning Women Institute, società dedita alla promozione della parità di genere. “Questo straordinario risultato conferma l’impegno del gruppo nel promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e valorizzante per tutto il personale, a prescindere dal genere. Questo riconoscimento rappresenta un’eccellenza non solo per il settore alberghiero, ma per l’intero panorama turistico italiano. BWH Hotels è un modello da seguire per un futuro del turismo all’insegna dell’equità e del rispetto, in cui la concezione dell’ospitalità è intesa sia come valore aziendale che come valore di cultura organizzativa”.

L’Equal Pay Day 

Il 15 novembre la Commissione europea celebra l’Equal Pay Day, per sensibilizzare circa la disuguaglianza retributiva tra uomini e donne in Europa. Questa giornata rappresenta simbolicamente il momento in cui le donne smettono di essere ‘pagate’ rispetto ai propri colleghi uomini, considerando la differenza media negli stipendi annuali. In pratica, a partire da questa data, è come se le donne lavorassero gratuitamente fino alla fine dell’anno rispetto alla retribuzione media maschile. La data cambia di anno in anno, basandosi sui dati aggiornati sul divario salariale di genere all’interno dell’Unione Europea. Una disparità particolarmente evidente nel settore leisure.

Il divario del salario tra uomini e donne

Secondo una nota della CGIL, In Europa, il divario salariale medio è del 12,7 per cento. In Italia, il gap retributivo giornaliero raggiunge il 28 per cento e su base annuale arriva al 40 per cento, poiché l’occupazione femminile è più concentrata nei settori con retribuzioni più basse e le donne hanno più spesso contratti part-time, temporanei, stagionali o intermittenti.

Le pensioni degli uomini superano quelle delle donne

Questi fattori producono anche conseguenze sui trattamenti pensionistici. Secondo i dati più recenti dell’INPS, gli importi medi delle pensioni percepite dagli uomini superano quelli delle donne di circa il 60 per cento: 1.430 euro contro 884 euro nel 2022.