Nuova nomina a Francesco Spano, lontano dall’area politica del Governo
MiC, revocato l’incarico di Capo di Gabinetto al consigliere Francesco Gilioli. Al suo posto, Francesco Spano. L’associazione cattolica Pro Vita & Famiglia insorge tramite il portavoce, Jacopo Coghe: “Tradisce il patto di coerenza tra la maggioranza di Governo e gli elettori”.
Revoca della nomina a Capo di Gabinetto a Francesco Gilioli
“Si comunica che, essendo venuto a mancare il rapporto fiduciario, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha revocato l’incarico di Capo di Gabinetto al Consigliere Francesco Gilioli”. Questa la breve nota stampa del MiC di venerdì 11 ottobre, che annuncia la revoca dell’incarico di Capo del Gabinetto a Gilioli da parte del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, senza fornire spiegazioni esaustive e suscitando la reazione della destra. Fatto sta che la nomina è avvenuta nelle stesse ore durante le quali i Carabinieri hanno acquisito al Ministero della Cultura per acquisire documenti vari relativi all’indagine relativa all’ex Ministro Sangiuliano (indagato per peculato e rivelazione di segreto) e Maria Rosaria Boccia (per lesioni e minaccia a corpo politico). Giglioli avrebbe sollevato dubbi per incompatibilità della Boccia per la sua nomina come consigliere per i grandi eventi a titolo gratuito, nomina poi saltata. Non è chiaro se sia questo il motivo o meno. La certezza è che è mancato il rapporto fiduciario.
Francesco Spano, nuovo Capo del Gabinetto al MiC
Al suo posto, Giuli ha nominato lo scorso lunedì 14 ottobre l’avvocato Francesco Spano nel ruolo di Capo del Gabinetto. Una scelta che ha creato qualche malumore nel centrodestra. Classe 1977, fra le varie cariche Spano tra il giugno 2006 e il maggio 2008 era stato capo della segreteria al ministero dell’Interno, Giuliano Amato, nel governo di Romano Prodi. Tra il 2007 e il 2011 è stato Consulente scientifico-legislativo per le Nazioni Unite (Agenzia UNICRI) per le politiche relative all’immigrazione, al multiculturalismo con particolare attenzione a quelle tese all’analisi, alla prevenzione e al contrasto del fondamentalismo di matrice identitaria. In questa sede ha collaborato con la Counter-Terrorism Implementation Task Force, istituita dal Segretariato generale delle Nazioni Unite presso l’UNICRI. È stato anche Coordinatore della Consulta giovanile nazionale per il pluralismo religioso e culturale.
Chi è Francesco Spano
Nel 2022 è segretario generale del Maxxi, il museo delle Arti del XXI secolo, ma lo era stato anche precedentemente, tra il 2015 e il 2017. Inoltre, è stato responsabile per le politiche per il dialogo interculturale per l’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo, oltre a essere stato docente all’Università La Sapienza di Roma presso il Master in Culture e mediazione, docente tra il 2005 e il 2011 alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Siena. Appassionato di musica, oltre ai vari titoli universitari ha ottenuto la licenza di teoria e solfeggio conseguita presso il conservatorio statale N. Paganini di La Spezia, dove ha sostenuto anche l’esame di IV° anno (di pianoforte complementare) del corso di Direzione di coro e composizione. Spano ha a lungo collaborato con Giuli prima della sua nomina, sfidando l’apparente distanza politica. La sua area politica di matrice progressista è dunque lontana da quella dell’attuale Governo.
Il caso sollevato da ‘Le Iene’, finito in una bolla di sapone
Oltre alla singolarità politica sollevata da Pro Vita & Famiglia, c’è stata anche un’altra presa di posizione sollevata dall’associazione. Nel 2017 Francesco Spano era direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, l’Unar, che si occupa di lottare contro le discriminazioni e che fa capo alla Presidenza del Consiglio. In un servizio della trasmissione ‘Le Iene’, Filippo Roma parlava di un finanziamento di circa 55mila euro a un’associazione contro le discriminazioni di orientamento sessuale che riunisce circoli privati Lgbtqia+. Roma raccontava che in alcuni circoli si dava spazio a serate a sfondo sessuale anche a pagamento. Spano ha dichiarato all’epoca al giornalista della trasmissione di non esserne a conoscenza e di verificare, poiché i finanziamenti si basavano su quanto dichiarato dagli Statuti. Spano è stato costretto alle dimissioni dopo una forte polemica politica, ma, è bene sottolinearlo, è stato accertato che non ci sono stati illeciti e che i bandi erano chiari e puliti, mentre Spano è uscito illeso dalla vicenda. Nonostante questo i gruppi pro vita hanno avviato una petizione per chiedere il suo allontanamento, senza successo.
Coghe: “Promozione che tradisce il patto di coerenza tra la maggioranza e gli elettori”
In una nota Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, commenta la nomina di Francesco Spano: “La promozione di Francesco Spano a Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Alessandro Giuli è un’indecenza politica che tradisce il patto di coerenza tra la maggioranza di Governo e gli elettori”. E ancora: “Nel 2017 Giorgia Meloni affermò che le tasse degli italiani non potevano essere ‘buttate’ per pagare lo stipendio di Spano, stipendio che ora sarà nuovamente pagato dai contribuenti proprio grazie al suo Governo. Gli elettori di centrodestra sono furiosi per questa incoerenza, come dimostra la sfilza di commenti critici sui social network e la petizione che Pro Vita & Famiglia aveva lanciato contro la nomina di Spano, che in poche ore ha raccolto quasi 15.000 firme. Anche fonti interne di FdI ci hanno confidato il loro sconcerto per l’avallo della Premier su questa vicenda. Il dato politico è che, da oggi, al Ministero della Cultura lavora un funzionario legato al Pd in più di ieri, e questo ci costringerà ad aumentare la vigilanza su ogni singolo euro delle tasse degli italiani”.
Sgarbi: “Scelta stravagante ma convinto della benedizione di Giorgia Meloni”
Sulla vicenda, interviene anche l’ex sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, che in un’intervista rilasciata a ‘La Repubblica’ martedì 15 ottobre, con la firma di Antonio Fraschilla, commenta: “Ammetto che la nomina di Francesco Spano è una scelta stravagante. Ma sono convinto che il neo ministro Alessandro Giuli abbia avuto la benedizione di Giorgia Meloni nella scelta di far andare via prima Francesco Gilioli e indicare Spano al suo posto”. E ancora: “Vedo che c’è sicuramente un dibattito e una inquietudine soprattutto da parte del gruppo Pro Vita, che capisco. Ma questo non fa diventare una persona colpevole in eterno”.







