Il Museo Egizio di Torino festeggia i duecento anni

da | 30 Lug 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni, Mostre ed Eventi

Fra le novità, la rinnovata Sala dei Re e la piazza coperta

Il Museo Egizio di Torino festeggia i duecento anni. L’anno del bicentenario sarà celebrato con trasformazioni architettoniche e con riallestimenti, in un’ottica di apertura verso la comunità. Alla conferenza stampa dello scorso 25 luglio, il direttore del Museo, Christian Greco, ha fatto il punto sui tanti progetti e idee per coinvolgere sempre più le persone, dalla rinnovata Sala dei Re al cortile trasformato in piazza coperta.

Greco: “Il museo è di tutti”

Christian Greco sottolinea l’importanza dei musei nella società: “Un museo non è la sommatoria degli oggetti custoditi all’interno delle vetrine. Il museo sono le donne e gli uomini che ogni giorno lavorano, che si interrogano sulle nostre collezioni, che ci aiutano a ricostruire i contesti. I musei non parlano solo di passato, sono coloro che ci mettono in relazione con il futuro. I musei sono la memoria collettiva, anzi le memorie: esistono diverse collettività con diverse memorie. Il museo è di tutti e tutti possono trovare qui un luogo sicuro”. Su questa linea, il Museo ha adottato una licenza Creative Commons Zero. Infatti, tutto il materiale online è utilizzabile da tutti, con qualsiasi scopo anche di lucro.

L’importanza della ricerca

Il filo rosso del Museo Egizio di Torino riguarda la ricerca, che però è sempre collegata alla società. Spiega Greco: “Il Museo Egizio dovrà sempre far ricerca verticale sull’oggetto delle nostre collezioni: ricerca archeologica, storico – artistica, filologica, linguistica però al contempo il museo dovrà fare anche altri tipi di ricerche, il museo deve aprirsi alla società, deve studiare la società. Ha bisogno di antropologi, di storici del pensiero, di filosofi, di sociologi”.

Il Museo Egizio incontra bimbi malati e detenuti

I progetti del Museo Egizio sono pensati proprio per collegare il museo alla società. Spiega Greco: “Il museo vive e reagisce all’interno della società; deve andare ovunque, anche da coloro i quali non possono venire in museo, per esempio dai malati pediatrici dell’ospedale Regina Margherita”. Qui sono ideati laboratori per bambini dai 5 ai 17 anni guidati dai curatori del museo. Per portare il museo all’ospedale, la soluzione è arrivata dalla casa circondariale Lorusso – Cotugno. “I detenuti sono stati coinvolti in un laboratorio di falegnameria per riprodurre alcuni oggetti della collezione del Museo”. È stata realizzata anche una mostra, ‘Liberi di imparare’, partita dalla casa di Giustizia di Torino e che ha girato per tutto il Piemonte.

‘Io sono benvenuto’

Altra giornata importante realizzata dal Museo è ‘Io sono benvenuto’, sponsorizzato dall’UNHCR. Spiega Greco: “L’idea è che il museo sia di tutti: è dei cittadini che risiedono qui da molto tempo e quelli di nuova residenza. Siamo tuti residenti e se usiamo la parola residenza significa anche che ci diamo delle regole comuni perché questa è una casa comune, che tutti assieme dobbiamo tenere bene per coloro che verranno dopo”. In questa giornata di festa, tutti possono andare al museo gratuitamente. In cambio, la richiesta di lasciare un post-it. Un modo per capire come avvicinarsi sempre di più alle persone.

La nuova Galleria dei Re

I progetti del Museo Egizio di Torino sono molteplici. Prima fra tutti, la nuova Galleria dei Re. Spiega Greco: “Il primo ripensamento è stato innanzitutto il basamento. Ora riusciamo a vedere nei volti le nostre statue”. Christian Greco scherza sulla nuova Galleria: “Ho pensato: ‘questo sarà il mio licenziamento’, perché tutti adoravano la Galleria dei Re e in genere un direttore deve venire incontro a quello che vogliono i visitatori; invece noi l’abbiamo cambiata”. Il progetto si chiama ‘Dall’oscurità alla luce’. Specifica Greco: “L’Egitto che torna con la sua luce. Innanzitutto, recuperiamo l’ingresso Museum, fra l’altro con una porta in legno bellissima, che ha anche elementi esoterici che ci testimonia anche il sentire di Torino di fine 800”. C’è poi la luce, elemento fondamentale, come sottolinea Greco: “Finestre aperte sulla corte interna, finestre aperte su piazza Carignano. Le statue sono tutte abbassate e saranno in un contatto molto più intimo. Da metà piazza Carignano, guardando verso il museo, con le luci accese di sera, riuscirete a vedere le statue all’interno”. Anche le statue sono disposte in modo differente. Per esempio, le Sfingi si guarderanno tra loro.

Una nuova piazza coperta

Prevista anche una rifunzionalizzazione del palazzo barocco (progettata dallo studio di architettura OMA) con l’obiettivo principale di dare una nuova vita al cortile trasformato in piazza coperta: sarà accessibile liberamente, connessa con l’esterno, per farne uno spazio accogliente da cui partire per percorsi di visita vari. Il nuovo Museo Egizio sarà infatti visitabile in modi diversi, in base al tempo, agli interessi, ai desideri di ogni visitatore. La copertura sarà reversibile. La nuova piazza dovrebbe essere completata tra giugno e settembre 2025.

Nuove biblioteche

Presente anche una nuova galleria, ‘Materia’. Verranno aperte nuove biblioteche, come quella dei legni, per capire quali legni erano conosciuti nell’Antico Egitto; sarà presente anche una biblioteca della ceramica, 5.600 vasi esposti nella loro totalità, ordinati per topografia – e quindi per luoghi nei quali sono stati trovati – e per ordine cronologico. Commenta Greco: “Anche in questa esposizione totale dei vasi, noi siamo precursori non solo a livello nazionale ma anche internazionale in quello che fanno le grandi collezioni egittologiche”.

Un giardino egizio

Fra gli altri interventi, verrà tolta la scala mobile che oscura il muro romano e sostituita con una scala fissa. Inoltre, verrà ricreato un giardino antico egizio. Spiega Greco: “Questo giardino deve essere una parte di ricostruzione del paesaggio, perché dal giardino si entrerà in quello che è l’Egitto immersivo. Come si recupera il paesaggio? Con il giardino e con il paesaggio digitale. Non sarà solo una sala immersiva con immagini, ma ci saranno anche dei reperti esposti”.

Il 9 agosto inaugurate le nuove sale per il corredo della tomba della regina Nefertari

Fra gli appuntamenti, il 9 agosto 2024 alle ore 18:00, in occasione dell’inaugurazione delle nuove sale del Museo Egizio per il corredo della tomba della regina Nefertari, scoperta 120 anni fa, ci sarà una conferenza speciale tenuta da Tarek Tawfik (Cairo University), presidente dell’Associazione nazionale degli Egittologi. Uno dei primi siti esplorati da Ernesto Schiaparelli durante gli scavi della Missione Archeologica Italiana, tra 1903 e 1905, è la Valle delle Regine. Nonostante le sue tombe siano state saccheggiate in antichità, gli archeologi sono riusciti a individuare indizi dell’originaria composizione dei corredi funerari. Spicca la tomba decorata della Regina Nefertari, Grande Sposa Reale di Ramesse II. Le lettere cuneiformi rivelano il suo ruolo nella diplomazia estera con gli Ittiti e la sua apparizione nel grande tempio adiacente al gigantesco tempio di Ramesses II ad Abu Simbel sottolinea il suo coinvolgimento nel dimostrare la supremazia politica verso i confini meridionali dell’Egitto.

Mattarella al Museo Egizio il 20 novembre

Il 20 novembre arriverà al Museo Egizio il presidente Mattarella, che ha dato l’Alto Patronato al bicentenario. Commenta Greco: “Per noi il presidente rappresenta l’unità del nostro Paese”. Nell’occasione sarà restituito il  Tempio di Ellesiya alla Nazione, poiché “Il tempio non è del Museo Egizio, è stato donato all’Italia. Per questo sarà fruibile da tutti gratuitamente”.