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Pompei, scoperto il sacrario con le pareti blu

da | 4 Giu 2024 | Archeologia, Arte e Cultura, Bandi e finanziamenti, Conservazione e Tutela, Istituzioni

Trovati anche gli attrezzi di un carpentiere in un ambiente servile della Villa di Civita Giuliana, strappata agli scavatori clandestini

Un sacrario con le pareti blu. Questa è la nuova scoperta degli scavi archeologici di Pompei. L’ambiente è stato mostrato in anteprima nello ‘Speciale Meraviglie’ dedicato a Pompei, andato in onda sulla RAI il 27 maggio, curato e condotto da Alberto Angela. Inoltre, sono anche stati scoperti gli attrezzi di un carpentiere in un ambiente servile della Villa di Civita Giuliana, indagata scientificamente dal 2017, quando fu strappata agli scavatori clandestini attraverso un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

Il colore azzurro

Un articolo approfondito sull’affascinante scoperta del sacrario con le pareti blu è stato pubblicato sull’E-Journal degli Scavi di Pompei. Il sacrario era uno spazio dedicato alle attività rituali e alla conservazione degli oggetti sacri. Gli scavi in corso nell’Insula 10 della Regio IX hanno portato alla luce questo singolare ambiente dalle pareti con fondo azzurro. Dallo studio emerge che “il colore azzurro che caratterizza le pareti del sacrarium 32 è utilizzato raramente negli affreschi pompeiani ed è presente in genere in ambienti di grande impegno decorativo”. Le pareti laterali sono decorate con figure femminili che rappresentano le stagioni, le Horae; sulla parete centrale sono invece presenti due allegorie, dell’agricoltura e della pastorizia.

Le quattro stagioni

Le quattro stagioni sono ben definite e riconoscibili. L’estate ha un fascio di spighe appoggiato sul braccio sinistro. Con il braccio destro forse sostiene un cesto di primizie. La “figura è incoronata da un serto vegetale e veste un himation di colore violaceo mosso dal vento”. L’Inverno “trattiene tra le mani, portate al grembo due volatili, forse anatre; indossa un chitone con mantello che copre anche il capo, ornato da un serto vegetale”. L’autunno è rappresentato come una fanciulla, con in mano un cesto di fiori. Inoltre, “è coronata da un serto vegetale; indossa un chitone giallo appuntato sulla spalla destra che lascia scoperto il seno di sinistra ed è avvolta da un himation viola gonfiato dal vento”. Infine, la primavera “trattiene con la mano destra una cerva e con la sinistra una ghirlanda fiorita che passa sulle spalle; indossa un chitone rosa, con himation giallo annodato in vita, che ricade in gonfi drappeggi”.

L’agricoltura e la pastorizia

La figura femminile riconducibile all’agricoltura mostra un braccio destro piegato con il quale sorregge un vassoio colmo di primizie, mentre con il braccio sinistro imbraccia un aratro, riconoscibile dal manubrio e dal vomere e con la lama per dissodare il terreno. Come riportato nell’articolo, la donna indossa un “mantello (himation) giallo con risvolti risa, panneggiato in vita e sostenuto con il braccio destro che copre le bande lasciando il busto scoperto”. Inoltre, sulla testa ha una corona vegetale.

La figura che rappresenta la pastorizia tiene con il braccio destro disteso un bastone ricurvo, il pedum, utilizzato da pastori e cacciatori. Con l’altro braccio sostiene un cesto di primizie. Anche questa figura “indossa una corona vegetale ed è avvolta da un chitone rosa che lascia nuda la spalla destra, con himation giallo annodato in vita, che ricade in gonfi drappeggi”.

La nostalgia per il mondo agricolo

Una rappresentazione che mostra una tenera nostalgia per il mondo dell’agricoltura, in un contesto ormai urbano. Nostalgia che si ritrova ampiamente, per esempio, nelle ‘Georgiche’ e nelle ‘Bucoliche’. Si scrive nell’articolo: “Stando all’analisi di Ferdinando De Simone (De Simone 2017), nel momento in cui il sacrario della Regio IX, 10 viene decorato con le antiche divinità delle stagioni e della vita rurale, il territorio circostante è ormai densamente occupato da ville specializzate nella produzione di vino che viene esportato in tutto il Mediterraneo”. Resta però un ricordo indelebile di quel mondo.

La stanza

La stanza misura circa 8 mq ed è emersa tra le strutture poste nella porzione meridionale dell’isolato, pertinenti a un quartiere secondario di una grande domus, che ha finora restituito un quartiere termale ancora in corso di scavo e un grande salone nero affrescato affacciato su un cortile, con scala di accesso al primo piano del complesso.

Gli oggetti ritrovati

Gli scavi hanno lasciato emergere oggetti numerosi oggetti. Sono state ritrovate quindici anfore da trasporto e un corredo in bronzo, composto da due brocche e due lucerne. Presenti anche accumuli di materiali edilizi, pronti per essere impiegati nelle ristrutturazioni. Sulla soglia d’ingresso è stato rinvenuto un mucchio di gusci di ostriche già consumate che, probabilmente, una volta tritati venivano aggiunti agli impasti per gli intonaci e le malte.

Il progetto di messa in sicurezza

L’attività di scavo che sta interessando l’insula 10 della Regio IX è parte di un più ampio progetto di messa in sicurezza del fronte perimetrale tra l’area scavata e non, ma anche di miglioramento dell’assetto idrogeologico. L’obiettivo è rendere la tutela del patrimonio di Pompei – più di 13mila ambienti in 1070 unità abitative, oltre agli spazi pubblici e sacri – più efficace e sostenibile.

La visita del Ministro della Cultura a Pompei

La scorsa domenica 3 giugno 2024, il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato al Parco archeologico di Pompei per una visita ai nuovi cantieri di scavo. Accompagnato dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dai funzionari del Parco, il Ministro ha visitato l’insula dei Casti amanti – di recente aperta al pubblico – e la Regio IX, da cui proviene l’ambiente scavato nell’area centrale della città antica, dipinto in blu.

Sangiuliano: “Pompei, scrigno di tesori”

Commenta Sangiuliano: “Nelle ultime settimane Pompei ancora una volta è tornata a stupirci e a rivelarci il valore di questo sito, che è uno scrigno di tesori in parte ancora inesplorato. Ecco perché noi abbiamo finanziato i nuovi scavi e vogliamo lavorare per mantenere elevata la qualità di questo sito”.

Scoperti attrezzi di un carpentiere in un ambiente servile della Villa di Civita Giuliana

Le scoperte non si esauriscono qui. Sono anche stati scoperti gli attrezzi di un carpentiere in un ambiente servile della Villa di Civita Giuliana, indagata scientificamente dal 2017, quando fu strappata agli scavatori clandestini attraverso un accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. L’ambiente contiene un letto, ma anche attrezzi di lavoro e quello che sembra un telaio, forse di un altro letto, smontato. Si riconoscono anche ceste, una corda, pezzi di legno e una sega con lama.

L’annuncio

Questo attuale finanziamento dello scavo volge verso il suo termine, ma il Parco insieme alla Procura hanno annunciato di voler proseguire le indagini, attingendo al finanziamento di una campagna di scavi previsto nella Legge di Bilancio dal Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

L’attenzione a Pompei di Sangiuliano

Sangiuliano interviene anche su questo punto: “Le continue scoperte sugli usi e costumi della vita quotidiana degli antichi romani rese possibili dalle indagini scientifiche nella villa di Civita Giuliana nei pressi del Parco archeologico di Pompei ci rafforzano nella convinzione di proseguire a finanziare le attività di scavo. I nuovi ambienti recentemente rinvenuti e resi noti oggi danno preziosa testimonianza del passato di una grande civiltà e rendono onore alla professionalità della ricerca archeologica che a Pompei è tornata più attiva che mai. Ringrazio la Procura di Torre Annunziata per la collaborazione prestata, che ha permesso di preservare la Villa di Civita Giuliana dall’attività criminale dei trafficanti d’arte e di intraprendere un percorso di ricerca capace di questi importanti risultati”.

Zuchtriegel: “Operazione di grande valore scientifico e culturale”

In merito a questa ultima scoperta, Gabriel Zuchtriegel, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, sottolinea: “Si tratta di un esempio virtuoso di sinergia tra il Ministero della Cultura, il Parco e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata: un’operazione di grande valore scientifico ma anche culturale. Vogliamo sviluppare questo luogo eccezionale facendolo diventare un luogo accessibile per tutti, un nodo nella rete della Grande Pompei, tra la città antica, le ville e i poli museali di Boscoreale, Oplonti e Stabia. Lo stanziamento nel Bilancio dello Stato per nuovi scavi a Pompei e in altri parchi nazionali voluto dal Ministro Sangiuliano ci aiuterà a continuare questa affascinante impresa archeologica”.

Fragliasso: “Eccezionale ritrovamento frutto della collaborazione tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e il Parco Archeologico di Pompei”

Per il Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso: “Si tratta dell’ennesimo, eccezionale ritrovamento nel sito archeologico di Civita Giuliana, frutto della collaborazione sinergica tra la Procura della Repubblica di Torre Annunziata e il Parco Archeologico di Pompei, in attuazione del protocollo sottoscritto dai due Enti, che, coniugando le ricerche archeologiche con le attività investigative, si è rivelato un formidabile strumento per il contrasto alle attività clandestine di scavo e la restituzione alla collettività di reperti e testimonianze di eccezionale valore storico e culturale. È  fondamentale che gli scavi archeologici a Civita Giuliana continuino, in quanto, sulla scorta di recenti acquisizioni info-investigative, vi è fondato motivo di ritenere che, proseguendo nelle ricerche, possano essere rinvenuti ulteriori, importanti, reperti già intenzionati dai tombaroli ma non depredati da questi ultimi”.

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