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Basilicata, via al progetto CNR ‘Share Art’ per misurare il gradimento dei visitatori per le opere d’arte

da | 3 Giu 2024 | Arte e Cultura, Conservazione e Tutela, Istituzioni, Promozione e valorizzazione

L’iniziativa, con CNR come capofila, misura il gradimento dei visitatori e la fruibilità delle opere d’arte alla Pinacoteca Provinciale di Potenza

 

Opere d’arte, in Basilicata prende il via il progetto pilota ‘Share Art’, che misura il gradimento dei visitatori, ma anche la fruibilità delle opere d’arte. La referente scientifica, Carolina Innella: “Lo Smart Lab ha come primo obiettivo di valutare l’interesse dei visitatori nei confronti delle opere esposte nella Pinacoteca”.

Iniziativa nell’ambito di Basilicata Heritage Smart Lab

Parte in Basilicata il progetto pilota ‘Share Art’, che misura il gradimento dei visitatori verso le opere d’arte. L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito di Basilicata Heritage Smart Lab, un laboratorio urbano su economia circolare e patrimonio culturale.

Basilicata Heritage Smart Lab

Il progetto Basilicata Heritage Smart Lab è promosso dal Cluster delle Industrie Culturali e Creative (ICC) di Basilicata, Basilicata Creativa, con capofila il CNR della Basilicata e cofinanziato dalla Regione Basilicata. Il progetto è stato avviato il 1° settembre 2021 e si concluderà il 31 luglio 2024, con un budget complessivo di 4.338.000 euro. L’iniziativa vede la partecipazione di circa 40 imprese del Cluster Basilicata Creativa, di tre enti di ricerca pubblici (UNIBAS, CNR ed ENEA) e un organismo di ricerca privato (EXO Ricerca).

Gli Heritage Smart Lab

Il progetto prevede il coinvolgimento di oltre 20 siti culturali in Basilicata, per i quali si sono costituiti degli Heritage Smart Lab, ossia cantieri intersettoriali di prototipazione che coinvolgono gruppi multidisciplinari composti da ricercatori, imprenditori, giovani talenti, cittadini attivi, esperti e innovatori, per co-ideare e realizzare diversi interventi applicati alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei patrimoni materiali e immateriali dei siti pilota. Ogni Smart Lab rappresenta, quindi, un esperimento di incubazione sociale open source, attivando il coinvolgimento della comunità, con l’obiettivo di trasferire le conoscenze tecnologiche e innescare uno scambio positivo tra progetti pilota e territorio, anche in funzione dell’aggiornabilità dei prodotti, che saranno interoperabili e potranno essere gestiti dalla comunità stessa.

Basilicata innovativa

Attraverso la realizzazione degli Smart Lab, il progetto porterà allo sviluppo di diversi applicativi e protocolli per l’innovazione e la digitalizzazione nei settori della cultura, della creatività, del turismo e del Made in Italy. Tra le sperimentazioni, ci sono sensori per la conservazione programmata e la tracciabilità delle opere d’arte, piattaforme di navigazione museale per favorire l’accessibilità e la fruibilità a utenti svantaggiati, mappe di comunità e protocolli di gestione pubblico privata del patrimonio culturale e dei beni comuni, sistemi per la tracciabilità del patrimonio in caso di furti o emergenze e piattaforme di monitoraggio ambientale e di gestione turistica.

Tra monitoraggio e impatto turistico

Il progetto è articolato in 4 Work Package. ‘Share Art’ rientra nel primo, ‘Monitoring Basilicata Heritage’, che vede la ricerca, l’analisi e la sperimentazione di piattaforme integrate a sistemi multisensore e multiscala per il monitoraggio, la gestione e la sicurezza del patrimonio culturale, oltre  alla valutazione dell’impatto turistico sulla conservazione del patrimonio culturale.

Una rete per l’arte

‘Share Art’ rientra, dunque, a pieno titolo nell’ottica della sostenibilità e della valorizzazione delle opere d’arte. L’iniziativa è cofinanziata dalla Regione e vede la partecipazione di ENEA, CNR – Istituto di Science del Patrimonio Culturale (capofila), Università della Basilicata e il cluster regionale Basilicata Creativa che – come detto –riunisce circa 40 imprese lucane del settore culturale e creativo.

Sperimentazione alla Pinacoteca Provinciale di Potenza

La Pinacoteca Provinciale di Potenza è stata individuata come sito pilota della sperimentazione. Qui, il progetto è stato sviluppato da ENEA, in collaborazione con il Polo della Cultura della Provincia di Potenza e il supporto di Diótima, una delle aziende di Basilicata Creativa.

Analisi di dati per valutare l’interesse dei visitatori

A spiegare il progetto è la referente scientifica Carolina Innella, ricercatrice ENEA della Sezione Supporto al Coordinamento delle Attività sull’Economia Circolare: “Lo Smart Lab ha come primo obiettivo di valutare l’interesse dei visitatori nei confronti delle opere esposte nella Pinacoteca, attraverso un approccio che analizza un insieme di dati. Questo è possibile utilizzando un semplice QR Code da inquadrare per approfondire la conoscenza dell’opera a cui è associato, rendendo così il visitatore parte attiva dello studio”.

Sensori per rilevare temperatura, umidità, anidride carbonica e altri parametri

Il progetto prevede anche il monitoraggio dell’interazione tra visitatori e luoghi espositivi. Attraverso alcuni sensori microclimatici vengono rilevati i valori esterni e interni di temperatura e umidità, concentrazione di anidride carbonica, intensità di luce e flusso d’aria. L’obiettivo è duplice: ottimizzare il comfort dei visitatori e le condizioni di conservazione delle opere.

Monitorare per ottimizzare l’esperienza dei visitatori

Specifica Carolina Innella: “La presenza di persone e la loro permanenza all’interno di un ambiente determina una variazione di tali parametri e, allo stesso tempo, il rispetto di condizioni confortevoli per i visitatori è importante per favorire la fruizione degli ambienti espositivi, assicurando una visita il più possibile piacevole e rilassata e incidendo così sul tempo di permanenza”.

L’obiettivo della ricerca

All’ingresso della Pinacoteca è stato affisso un pannello informativo, per informare i visitatori dell’attività di ricerca. L’obiettivo? Individuare le condizioni più idonee per la conservazione delle collezioni pittoriche e per il comfort dei visitatori e degli operatori museali. Inoltre, si intende valutare l’interesse nei confronti delle opere esposte.

Gli altri Work Package

Gli altri Work Package del progetto Basilicata Heritage Smart Lab sono ‘Collaborative Mapping for Basilicata Heritage’ volto alla ricerca, allo sviluppo e implementazione di una piattaforma integrata GIS-Cloud, quale catalogo delle risorse storiche e culturali, che raccolga e rappresenti le informazioni del territorio regionale, in modo flessibile, con la partecipazione attiva delle comunità e di tutti i soggetti portatori di interessi.

‘Living Basilicata Heritage’ si concentra sulla ricerca, analisi e sperimentazione di differenti sistemi innovativi per la fruizione e il coinvolgimento dei visitatori all’interno di siti culturali, di varia tipologia: ambienti ipogei, aree e siti archeologici, ambienti museali tradizionali e siti monumentali quali chiese e complessi monastici.

‘Sustainable Management for Basilicata Heritage’ ha il focus sull’indagine, analisi e co-progettazione di modelli di gestione pubblico-privata di beni culturali, siti e aree a forte attrazione culturale, partendo dalle parti di territorio coinvolte nel progetto. Questa attività di analisi, ricerca e co-progettazione è svolta in forte connessione con tutti gli attori coinvolti, tra cui le comunità locali.

Sulla scia di Bologna

Un progetto innovativo quello della Basilicata, che segue la stessa scia dell’iniziativa realizzata nel 2021 a Bologna, che ha visto la collaborazione tra ENEA e Istituzione Bologna Musei. Il progetto ‘ShareArt’ anche in questo caso aveva l’obiettivo di monitorare il gradimento e le modalità di fruizione delle opere d’arte da parte dei visitatori, grazie ai Big Data e all’Intelligenza Artificiale.

Attraverso una serie di dispositivi di acquisizione dati, dotati di telecamera, il sistema acquisiva i dati relativi al comportamento degli osservatori, tra i quali il percorso compiuto per avvicinarsi all’opera, il numero di persone che l’hanno osservata, il tempo e la distanza di osservazione. I dati raccolti venivano inviati a un server centrale per l’immagazzinamento e l’elaborazione.

Nel Lazio, il progetto ARTEMISIA

Un’altra esperienza che ha visto il contributo del CNR ISPC attraverso il Digital Heritage Innovation Lab (DHiLab), sede di Roma, questa volta nel Lazio, è il progetto ARTEMISIA, acronimo di ‘Analisi delle Reazioni e delle Traiettorie dell’Esperienza Museale Individuale con Strumenti di Intelligenza Artificiale’. Attraverso la rilevazione del comportamento degli utenti all’interno dei luoghi della cultura con sistemi di sensoristica e la loro analisi con metodi di Intelligenza Artificiale, ARTEMISIA ha l’obiettivo di applicare strumenti di indagine, previsione, indirizzamento dei flussi di visita museale a un contesto culturale, per ricavarne un modello applicativo per future analisi predittive della user experience nazionali e internazionali.

Nuovi scenari in ottica di valorizzazione

Il fattore comune di questi progetti innovativi che vanno nella direzione di un utilizzo consapevole e sostenibile delle nuove tecnologie è proprio l’apertura a nuovi scenari che permettono di valorizzare il patrimonio artistico e culturale e di ottimizzare le esperienze dei visitatori.

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