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Vocazione turistica, Italia nella top ten mondiale del Tourism Development Index

da | 29 Mag 2024 | Promozione e valorizzazione, Soft Power italico, Turismo

Italia prima al mondo per le risorse culturali

L’Italia è al nono posto al mondo per vocazione turistica e prima al mondo per risorse culturali. È quanto emerge dalla classifica del Travel & Tourism Development Index 2024, pubblicata dal Forum economico mondiale (WEF), un indice globale che ha l’obiettivo di misurare “l’insieme di fattori e politiche volti allo sviluppo sostenibile e resiliente del settore viaggi e turismo che a sua volta contribuisce allo sviluppo di un Paese”.

Tra ripresa e nuove sfide

Dopo la fine delle restrizioni dovute alla pandemia del Covid-19, il mondo si avvia a una forte ripresa nel settore turistico, evidenziando – si legge nel report – “il forte desiderio delle persone di viaggiare”. Non mancano però le sfide e gli squilibri nelle varie zone del mondo. Inflazione, tassi di interesse, i conflitti in Europa e nel Medio Oriente hanno messo sotto pressione il settore, mentre l’impatto del cambiamento climatico, le tensioni geopolitiche, le incertezze macroeconomiche, l’applicazione di nuove tecnologie digitali e dell’Intelligenza Artificiale rappresentano le grandi sfide mondiali. L’Indice costituisce dunque uno strumento importante per gli attori politici e sociali per poter valutare i progressi del settore.

Le aree strategiche indicate

Nel report si evidenzia come ci siano molte aree sulle quali lavorare: per esempio, la sostenibilità ambientale e il consumo responsabile, investire nella forza lavoro e nello sviluppo delle infrastrutture, incoraggiare lo scambio culturale, adottare tecnologie sostenibili e colmare il divario digitale.

La struttura dell’Indice

L’indice è composto da cinque dimensioni, 17 pilastri e 102 indicatori individuali, distribuiti tra i diversi pilastri. Le cinque dimensioni vengono utilizzate solo per scopi di categorizzazione.

Le dimensioni dell’Indice

La prima dimensione riguarda il contesto ambientale e tiene in considerazione le politiche a favore delle aziende, della sicurezza, delle infrastrutture sanitarie, del mercato del lavoro (qualificazione della forza lavoro, dinamiche del mercato del lavoro e resilienza) e delle infrastrutture tecnologiche (ICT).

Per quanto riguarda la politica del settore, sono tenuti in considerazione elementi come la misura in cui si investe nel settore, le modalità di apertura di un Paese ai viaggiatori e la competitività dei prezzi.

Per le infrastrutture e i servizi, l’Indice considera le infrastrutture del trasporto aereo, quelle terrestri e portuali, oltre alle infrastrutture turistiche.

L’Indice considera poi le risorse naturali, culturali e quelle legate ai viaggi che non rientrano nel tempo libero, come i viaggi d’affari. Sono esaminate anche come le varie risorse vengono promosse.

Infine, è presente la sostenibilità del settore turistico, considerando la sostenibilità ambientale, l’impatto socio economico del settore (inclusi i posti di lavoro) e la sostenibilità della domanda, considerando per esempio il rischio di sovraffollamento.

Le principali fonti utilizzate

Le principali fonti statistiche utilizzate sono state: AirDNA, Bloom Consulting, Euromonitor International, IATA, ICAO, International Labour Organization (ILO), International Telecommunications Union (ITU), IUCN, CoStar, Tripadvisor, United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO), United Nations Statistics Division, UN Tourism, World Health Organization (WHO), World Bank, the CIA World Factbook, World Trade Organization (WTO), WTTC e World Database on Protected Areas (WDPA).

L’Italia al nono posto della classifica mondiale

Sono stati considerati 119 Paesi nel mondo. L’Italia nella classifica dell’Indice si posiziona al nono posto, seguita dalla Svizzera e preceduta dalla Cina (ottavo posto), dal Regno Unito (settima posizione), dalla Germania (sesta), dall’Australia (quinta), dalla Francia (quarta). Sul podio, ci sono gli Stati Uniti, la Spagna e il Giappone. Una Rispetto al rapporto precedente, l’Italia ha guadagnato tre posizioni e si è collocata nelle top ten mondiale.

I punti a favore dei primi in classifica

Nell’Indice è sottolineato che lo sviluppo del settore dei viaggi e del turismo nei Paesi con i punteggi più alti beneficia dei contesti ambientali favorevoli, di una manodopera dinamica e qualificata, di una buona apertura alle ICT, dell’attenzione alle infrastrutture e di un’alta concentrazione  di risorse naturali, culturali e non ricreative.

Italia prima al mondo per risorse culturali

L’Italia è prima al mondo per risorse culturali, con un punteggio pari a 6.74. Del resto, il soft power italico è ben noto. L’Italia vanta un patrimonio artistico culturale considerevole. Al secondo posto per le risorse culturali nel mondo si posiziona il Giappone (6.71) e al terzo la  Spagna (6.64).

Bene per le risorse naturali

Un buon punteggio anche per quanto riguarda le risorse naturali (5.00), sebbene sia superata, anche se di poco, dalla Francia (5.41), dalla Colombia (5.20), dal Canada (5.60), dall’Indonesia (5.43), dall’India (5.80), dagli Stati Uniti (6.23), dal Messico (6.43), dal Brasile (6.19), dalla Cina (6.20), dall’Australia (6.42) e dal Giappone (6.71).

Italia promossa anche per la sostenibilità ambientale

Buon punteggio da parte dell’Italia anche per quanto riguarda i servizi sanitari (5.88) , la sicurezza (5.79) e le risorse ICT (5.85). Bene anche per la sostenibilità ambientale (5.37) e le infrastrutture aereoportuali (5.24).

Rinnovato accordo tra MiTur e Cai

A proposito di sostenibilità ambientale, è proprio di pochi giorni fa, la notizia del rinnovo del protocollo d’intesa per il turismo montano sostenibile e responsabile tra MiTur e Cai. Tra i progetti in corso nell’ambito della collaborazione, spiccano la spedizione femminile K2-70 (in partenza a metà giugno) realizzata in occasione del 70esimo anniversario della prima salita al K2, il portale online per prenotare i rifugi e il progetto di citizen science ‘Acqua Sorgente’, per la mappatura delle fonti d’acqua nei territori montani.

Italia non brilla per la competitività di prezzo

L’Italia però ha un basso punteggio per quanto riguarda la competitività di prezzo (3.15). Brilla ancora meno la Svizzera (1.68). L’Italia non spicca neppure per l’impatto socio-economico di viaggi e turismo (3.46), cioè il contributo del settore all’economia; e neppure per la sostenibilità della domanda (3.53). Fra le cause probabilmente anche il sovraffollamento di turisti in alcune aree, per esempio Venezia, che ha cercato di porre un freno al turismo mordi e fuggi con l’introduzione di un biglietto d’ingresso in determinate giornate e fasce orarie. L’Indice sarà utile per promuovere ancora di più il turismo sostenibile in Italia, tenendo conto dei vari indicatori strategici.

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