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Napoli, a Palazzo Reale riapre al pubblico la prima Anticamera

da | 30 Apr 2024 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

Al Palazzo Reale di Napoli, riaperta al pubblico la prima Anticamera, in cui sono presenti i nuovi restauri degli arredi e degli apparati decorativi.

Il 24 aprile è stata riaperta al pubblico la prima Anticamera in cui è possibile ammirare i nuovi restauri dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale. I lavori sono durati 9 mesi ed hanno interessato gli arredi, gli arazzi, i lampadari, i marmi, le tappezzerie e i tendaggi, al punto che ora la sala si avvicina moltissimo ai dipinti e alle foto storiche che la raffigurano, precedentemente ai danni della guerra. Nell’ambito del progetto di rilancio del Palazzo Reale di Napoli con finanziamenti del Piano Strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” del 2022 è stato realizzato un programma che ha previsto interventi di restauro, recupero e riallestimento. Di questa rete di progetti, la Prima Anticamera costituisce il punto di inizio. La ricostruzione è stata effettuata sulla base di un attento lavoro di ricerca e di verifica inventariale integrata, con lo studio di dipinti e foto d’epoca, poiché i registri indicano gli oggetti contenuti nelle sale ma non la loro esatta posizione. È stata fondamentale la documentazione fotografica reperita nell’Archivio Alinari e in quello della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli.

Come si sono svolti i lavori di restauro

I lavori sono stati diretti da Ugo Varriale, restauratore di Palazzo Reale con la collaborazione Francesca Di Martino in seguito ad un attento lavoro di ricerca della storica dell’arte Alessandra Cosmi, di Antonella Delli Paoli e Stefano Gei. Gli arredi sono stati sottoposti a un consolidamento strutturale e a una revisione di precedenti restauri. Sono stati spolverati e restaurati a cominciare dalle due grandi specchiere, le sei consolle, le due fioriere, le zinefre che sormontano le finestre che affacciano su piazza del Plebiscito e riposizionate le cornici che separano il lambris dalle tappezzerie di seta e incorniciano le porte, conservate nei depositi e integrate le parti mancanti ricostruite a pantografo. I lavori sugli arredi lignei, lampadari e appliques sono stati eseguiti dalla ditta Centanni restauri snc. Invece, gli interventi di restauro della cornice della volta, il consolidamento, la revisione e la doratura sono stati curati dal Consorzio R.OM.A. – Restauro Opere Manufatti Artistici. Nella sala, è esposto in occasione dell’inaugurazione, anche un dipinto, di Itala Pellegrino (Milano 1865 – dopo il 1898) proveniente dalle Galleria d’Italia di Napoli: la sovrapporta visibile nel dipinto è stata restaurata e ricollocata nella sua posizione originale. Delle sei sovrapporte originali sono conservati solo tre cornici con cinque dipinti che sono in fase di restauro le cui cornici mancanti saranno ricostruite a pantografo sulla base dei modelli originali. Dei due arazzi della manifattura francese dei Gobelins attualmente è stato ripristinato solo quello esposto nel lato sud che rappresenta L’Aria. Per il restauro del primo arazzo si è proceduto all’eliminazione dello strato di sporco particellare in superficie, stati verificati i restauri precedenti e risarcite le scuciture ed è stato applicato un supporto in tela di lino nella parte posteriore, così da sostenere l’arazzo durante la sospensione a parete. Il restauro del secondo arazzo, che rappresenta il Fuoco, sarà completato nel mese di settembre.

Queste le parole di Mario Epifani: “Dal momento in cui mi sono insediato come direttore del museo il mio obiettivo è stato quello di restituire a Palazzo Reale la sua identità, ovvero un aspetto consono alla residenza di un sovrano. La riapertura della Prima Anticamera rappresenta l’inizio di un lungo lavoro di ripristino dell’allestimento storico dell’Appartamento di Etichetta attraverso un attento lavoro di documentazione e di restauro, che possa restituire al visitatore sia il fasto della corte che una corretta percezione della funzione di questi spazi”. Per quanto riguarda il futuro, l’architetto del Palazzo Reale Almerinda Padricelli, responsabile del progetto, aggiunge: “Seguiranno nell’immediato futuro interventi di restauro della Sala del Trono, della Galleria e del Salone d’Ercole, gli ambienti tra i più rappresentativi del Palazzo, ma anche quelli in cui sono più evidenti i segni del tempo. Il restauro ad oggi ha impegnato 280 giorni di lavoro, grazie all’impegno di oltre 60 persone, tra ricercatori, restauratori allestitori e artigiani, per un costo complessivo di 660 mila euro”. Aggiunge ancora la storica dell’arte Alessandra Cosmi: “Il lavoro di ricerca e schedatura è durato quasi un anno e ha consentito di raccogliere i dati necessari per avviare i restauri. È stato emozionante vedere come la sala ha iniziato man mano a splendere di una nuova luce grazie all’intreccio tra i dati storici e la cura e la passione dei professionisti che hanno lavorato in un cantiere così complesso avvicendandosi come gli accordi perfetti di una sinfonia”.

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