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Giornate FAI di primavera, 750 luoghi in 400 città

da | 21 Mar 2024 | Arte e Cultura, Promozione e valorizzazione

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    Napoli, Base navale, ph Giovanni Formosa
Con grinta e con un pizzico di follia Giulia Maria Mozzoni Crespi, Renato Bazzani, Alberto Predieri e Franco Russoli decisero di fondare a Milano il 28 aprile 1975 il FAI su modello del National Trust inglese, da un’idea di Elena Croce, figlia del grande filosofo Benedetto.
Sono passati cinquanta anni da allora e il FAI, Fondo Ambiente Italiano, lungi dal perdere smalto continua ad accogliere adepti e a macinare nuove iniziative, aggiungendo numeri a numeri. E’ il caso delle “Giornate FAI di Primavera” giunte all’edizione numero 32. La prima, infatti, risale al 1993. Allora vennero aperti 50 luoghi in 30 città, i volontari erano 500 e i visitatori raggiunsero la ragguardevole cifra di 30mila. Il record di visitatori si è avuto nel 2019 quando ci sono state 770mila presenze.
Quest’anno è prevista l’apertura di 750 posti in 400 città distribuiti in 20 regioni con il supporto operativo di 7500 volontari. Da non dimenticare gli “Apprendisti Ciceroni”, ragazzi preparati ed entusiasti pronti a farsi in quattro per illustrare i particolari di chiese, palazzi, ville, castelli, torri, teatri… tutto quello che il “Bel Paese” offre a chi sa vedere. I numeri, certamente vogliono dire qualcosa, ma sono solo un aspetto del fenomeno che interessa la società nel suo insieme.
“Curare il patrimonio raccontandolo” è la missione del FAI a cominciare dai suoi 72 Beni aperti al pubblico durante l’anno. ”Raccontare il patrimonio culturale per educare la collettività a proteggerlo e a prendersene cura”, dice il presidente del FAI Marco Magnifico, ricordando che da questa necessità nacquero nel ‘ 92 le Giornate FAI di Primavera durante le quali sono stati aperti al pubblico oltre 15mila luoghi dimenticati e difficilmente visitabili, visti da 12 milioni e mezzo di persone. Un’opera che ha l’appoggio potente della RAI che ha come prerogativa quella di far conoscere e valorizzare l’immenso patrimonio storico, artistico e naturale italiano. Alla scoperta di luoghi che raccontano storie di un’Italia poliedrica in cui la cultura si manifesta in tutte le sue sfaccettature.
Quest’anno sono interessate venti regioni con 400 città. Ci sono in tutto 750 luoghi da visitare fra palazzi, ville, castelli, borghi, chiese, teatri, torri, ma anche osservatori astronomici, orti botanici, centrali idroelettriche, mulini, fari e altro ancora. Qualche suggerimento fra le tante proposte. A Milano il Grattacielo Pirelli, detto comunemente “il Pirellone”, la sede di Dolce e Gabbana, di Galtrucco, in Liguria Vallebona, il borgo “sospeso tra il mar e il cielo”…
Ma andiamo con ordine cominciando dall’Abruzzo dove a Balsorano, in provincia de l’Aquila sarà possibile visitare, su uno sperone di roccia che si affaccia sulla Valle Roveto, un castello dalla forma pentagonale irregolare che risale al X secolo. Quasi del tutto abbandonato dopo il terremoto della Marsica del 1915, venne restaurato negli anni Trenta. Monumentali gli interni, la Sala delle Armi, il Grottone, la Cappella, la Sala dei Cavalieri. Sontuosi gli arredi e le decorazioni con affreschi stemmi e blasoni della famiglia Piccolomini di Siena che ne fu proprietaria fino a metà Ottocento. Si ricorda un Antonio Piccolomini, nipote di Papa Pio II. Per la sua bellezza e il fascino degli interni ha fatto da sfondo a molti film di successo.
Scorrendo il lungo elenco, regione per regione, si fanno anche scoperte inattese. Come il borgo rurale La Martella, realizzato a pochi chilometri da Matera nel 1952 su progetto di un gruppo di architetti romani, fra cui Ludovici Quaroni e Federico Gorio. Era destinato ad accogliere la popolazione dei Sassi dopo lo “sfollamento” seguito alla pubblicazione di “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi. Il borgo ha una struttura urbanistica che evoca quella dei Sassi, ma innovativa, che non ti aspetti, di tipo anglosassone. In una realtà contadina del Sud si tenta di applicare, pensando ad Adriano Olivetti, un modello nordamericano.
Dedicata agli iscritti FAI, non è una visita, ma la simulazione di un attacco con l’arrivo di cavalieri in costume, suoni ci campanacci e segnali di fumo quello che il pubblico potrà vedere a Santa Caterina dello Ionio presso la Torre di Sant’Antonio edificata nel XIII secolo per avvistare le flottiglie dei pirati balcanici, greci, anatolici provenienti dal mare. Di forma cilindrica, è detta la “cavallara” perché era presidiata da due guardie a cavallo che perlustravano il litorale.
Napoli incanta sempre per tanti motivi e non finisce mai di stupire. E’ sicuramente una scoperta la visita alla base navale della Marina Militare partenopea presso il Molo San Vincenzo, proprio di fronte al Vesuvio, diventata il set principale della serie “Mare Fuori”. La presenza di una Marina Militare nasce all’indomani della battaglia di Lepanto nel 1571. Per difendersi dalla minaccia delle incursioni saracene si sentì la necessità di avere una flotta e un arsenale il cui primo nucleo risale al 1577. Il primo tratto del Molo San Vincenzo risale alla metà dell’Ottocento, poi ampliato con una base sommergibili, officine e alloggi per gli equipaggi. E fari, antenne che consentono le comunicazioni via radio con gran parte del Bacino del Mediterraneo. La base custodisce negli spazi dell’Accademia Navale un cannone storico.
Dal Sud al Nord. A Bologna si potranno visitare gli spazi di rappresentanza della torre che ospita l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna nella zona della città nota come “Fiera District”. Ancora una volta l’antico si sposa col moderno. Nel settembre ’67 il sindaco di Bologna di allora Guido Fanti affida all’architetto e urbanista giapponese Kenzo Tange l’incarico di immaginare l’espansione di una nuova area della città. Il progetto presentato nel ’70 in Consiglio comunale si caratterizza per il richiamo ai due elementi architettonici
più rappresentativi dell’identità di Bologna le torri e i portici che costituiscono il legame fra la storia della città e lo sviluppo delle che nuove aree direzionali.
E più a Nord, a Torino l’Accademia di Liuteria Piemontese, a Venezia Palazzo Labia sede operative e di rappresentanza della RAI del Veneto. Una sontuosa residenza barocca che conserva importanti cicli di affreschi di Giambattista Tiepolo con le “Storie di Antonio e Cleopatra” nel Salone da Ballo e di “Zefiro e Flora” nella Sala degli Specchi.
A Roma fra le innumerevoli proposte piace ricordare il Ministero dell’Agricoltura. Ancora una volta non un edificio antico, ma un’opera moderna. Costruito fra il 1910 e il 1914 in stile neorinascimentale su progetto dell’ingegnere Odoardo Cavagnari e terminato dall’ingegnere Giuseppe Canonica, venne realizzato per ospitare l’allora Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio. Pregevole dal punto di vista architettonico e artistico. Si distinguono le cancellate in ferro di Alberto Gerardi e lo scalone monumentale coperto dalla scenografica vetrata di Duilio Cambellotti. Culmine della visita il Parlamentino con le decorazioni liberty di Andrea Petroni e Giuseppe Cellini. E poi il Salone del Ministro, la Biblioteca con le antiche mappe, il salone di ricevimento. E ancora lo studio di Camillo Benso Conte di Cavour ricostruito con gli arredi originali dalla prima sede torinese del Ministero dell’Agricoltura. Da non dimenticare la mostra dedicata a Nazareno Strampelli pioniere del miglioramento genetico delle specie agricole.
Risalendo lo stivale da non perdere una visita all’Osservatorio Astronomico di Trieste che occupa tre edifici: il Castello Basevi, Villa Bazzoni e la Specola Margherita Hach. Sarà possibile scoprire l’affascinante mondo dell’istituto di ricerca guidato dal ’64 all’87 da questa straordinaria astrofisica. Venerdì 22 marzo dalle ore 18 alle ore 20 presso la specola della Stazione Osservativa di Basovizza, sede distaccata dell’osservatorio sull’altopiano carsico, gli iscritti al FAI potranno usufruire di visite serali speciali, che si concluderanno con l’osservazione di oggetti celesti: Luna, stelle, pianeti, nebulose…

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
Sabato 23 e Domenica 24 marzo 2024
Elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it

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