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“Architetture inabitabili”. L’esposizione alla Centrale Montemartini di Roma

da | 18 Feb 2024 | Arte e Cultura, Mostre ed Eventi, Turismo

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    Palmenti di Pietragalla
C’è anche il Memoriale Brion donato al FAI da Ennio e Donatella Brion nel ’22 fra le otto architetture inabitabili selezionate per la mostra aperta fino al 5 maggio alla Centrale Montemartini di Roma. Opere che in mostra non si possono vedere dal vero, ma solo attraverso il filtro della fotografia e dei filmati che provengono in gran parte dall’Istituto Luce e da altri archivi, istituzioni, fondazioni pubblici e privati come Archivio Fiat, Giò Ponti, Italgas, Luce, Fondazione Burri, Benetton, Dalmine, Triennale di Milano …E tramite una ricca selezione di immagini, circa 150, realizzate da grandi fotografi italiani e stranieri. Come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Gianni Leone, Mark Power, Sekiya Masaaki, Steve McCurry. A cui si affianca il racconto di uno scrittore: Francesca Melandri per il Camapanile di Curon, Tiziano Scarpa per la Tomba Brion, Gianni Biondillo per la Torre Branca, Andrea Canobbio per il Lingotto, Filippo Timi per gli Ex Seccatoi de Tabacco, Edoardo Albinati per il Gazometro, Andrea di Consoli per il Parco dei Palmenti di Pietragalla, Stefania Auci per il Grande Cretto.

La mostra è ospitata nella Centrale Montemartini inaugurata nel 1912 , la prima centrale pubblica di produzione di elettricità a Roma, sorta fra i Mercati generali e la sponda sinistra del Tevere, nell’area industriale del quartiere Ostiense. Dismessa negli anni Sessanta, è il luogo ideale per mostre e iniziative culturali come questa ideata e curata dalla Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia con Dario Dalla Lana, accompagnata da une documentato e ricco catalogo Marsilio Arte – Luce Archivio. Una mostra corale che mette in evidenza alcune architetture inabitabili altamente simboliche e rappresentative del nostro paese”, talmente note da rasentare l’invisibilità.

E’ il caso del Gazometro, accanto alla Montemartini, che fa da sfondo a film a serie tv, che tutti conoscono. Residuo di un paesaggio industriale che non esiste più, continua ad affascinare, a rimanere scolpito nella memoria come pura forma al di là di una funzione che non è chiamato più a svolgere. Un elemento del paesaggio come tanti che a nessuno fortunatamente è venuto in mente di eliminare.
Otto le architetture prese in esame, tutte inabitabili, più o meno note, tutte simboliche, affascinanti e riconoscibili anche se in misura diversa.

Commissionata nel ’69 da Onorina Brion Tomasin in memoria del marito defunto Giuseppe Brion, fondatore e proprietario della Brion Vega, azienda di punta in quegli anni nella produzione di apparecchi elettronici, è l’ultima opera di un genio creatore come Carlo Scarpa. Il Memoriale Brion ad Altivole è una delle creazioni più complesse, originali, significative e care dell’artista. Da un lato un padiglione sull’acqua dedicato alla meditazione, dall’altro la cappella per i parenti e il tempietto per le cerimonie e infine in uno spazio defilato e discreto la tomba dello stesso Scarpa che qui volle essere sepolto. L’opera venne realizzata dall’architetto fra il 1870 e il 1978, anno della sua morte in Giappone e ultimata sulla base dei suoi progetti: qualcosa come 1500 disegni autografi che presentano il monumento in ogni minimo dettaglio.

Immerso nella campagna trevigiana, capolavoro dell’architettura del Novecento, un esempio di silenzio, pace e armonia in cui culture e religioni diverse si fondono in un’esperienza memorabile.
Meno famoso ma non meno affascinante il campanile semisommerso di Curon che emerge dal lago di Resia in Trentino -Alto Adige. Del paese sommerso e distrutto per la costruzione di una diga nel ’50 per produrre energia elettrica., non rimane che la torre campanaria romanica che spunta dalle acque ferme del lago.

Fu un disastro naturale, il terremoto del Belice che in una fredda notte del 14 gennaio del 1968 distrusse Gibellina. Tante scosse fino a quella lunga, lunghissima delle tre del mattino quando le case crollarono su sé stesse. Molta gente era andata via, ma molti erano rimasti. Ciò che resta è una terra devastata senz’anima che Alberto Burri coprirà con un grande cretto, proprio come la spaccatura che si produce nel terreno quando il sole colpisce la melma e la trasforma in zolle durissime. “E’ il tramonto e io cammino, guardandomi intorno – scrive Stefania Auci – Tutto sta cambiando…Ne faranno un’opera d’arte mi hanno detto, e l’hanno affidata a Alberto Burri, un artista famoso”.

Il Lingotto di Torino, il noto complesso progettato dall’architetto Giacomo Matté Trucco che ospitava la fabbrica della FIAT, un edificio simbolo della storia industriale della città di cinque piani con la pista ad anello per il collaudo sul tetto, è un altro esempio di architettura inabitabile, Così come gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello che nel ’66 lasciarono da parte di tabacchi per ospitare e curare i libri alluvionati di Firenze e dal ’90 gli ultimi grandi cicli pittorici di Alberto Burri.

Testimoniano un ingegno d’altro tipo i Palmenti di Pietragalla, oltre duecento costruzioni a diverse quote, in parte scavate sulla roccia, utilizzate un tempo per la produzione del vino, con vasche per la raccolta delle uve e la pigiatura che doveva avvenire sul pavimento da cui il nome. Grotte che assomigliano a casette delle fate.

Infine la Torre Littoria, poi chiamata Torre Branca. Venne commissionata dal Comune di Milano, per volontà di Mussolini, a Giò Ponti per il Parco Sempione.Terminata in soli 68 giorni nel ’33 in occasione della Triennale di Milano. L’altezza è limitata a 108, 6 m per volere di Mussolini perché “non si può superare il divino con l’Umano” (l’altezza della Madonnina). Sulla cima era installata una lanterna con un potente faro luminoso che compiva tre giri al minuto. Una torre che consente di ammirare Milano dall’alto verso il Castello Sforzesco e verso il Piazzale d’onore con gli archi ornamentali di Mario Sironi.

Musei Capitolini Centrale Montemartini Via Ostiense 106 Roma
Orario apertura: dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00
Informazioni :Tel. 060608 www.centralemontemartini.org

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