Il progetto però, sembra ignorare la possibilità di una “ricucitura” dell’ex Planetario (“la Rotunda Diocletiani”) con il corpo centrale delle Terme-Museo, attualmente separati da via Cernaia, che dovrebbe essere demolita nel suo tratto iniziale.
Questa decisione potrebbe rappresentare l’innesco di un processo di valorizzazione dell’intera area caratterizzata da una eccezionale stratificazione storica e da incredibili “frammenti di Architettura” evidenziati dalla recente “riscoperta” del Templum Gentis Flaviae dovuta a Filippo Coarelli (pianta ricostruttiva di Daniela Candilio 1990-1991) .
Forse non a tutti è noto che, al livello inferiore dell’ex Planetario, sono presenti una domus databile in età giulio-claudia ( la casa di Vespasiano) e notevoli strutture superstiti di un edificio più antico, costituite da grandi blocchi di travertino collegati da grappe di piombo disposti parallelamente al fronte della sala verso via Romita, che non sono altro che il recinto del Templum .
La scadenza Giubilare del 2025 può costituire un obiettivo importante alla bisogna attirando nuovamente maree di pellegrini nella città Eterna. Rinascita culturale che dovrebbe partire dall’ARCHEOLOGIA, e nella zona delle Terme di Diocleziano questo risultato potrebbe essere raggiunto con minor difficoltà rispetto all’operazione Fori Imperiali o alla FARAONICA fermata di piazza Venezia della metro C di cui molti cittadini romani non vedranno la fine.
Mi riferisco alla possibilità di evidenziare le strutture del “TEMPLUM GENTI FLAVIAE” (tema già trattato in un numero di QA del dicembre 2023) ma soprattutto di mettere finalmente mano alla “riunificazione” delle parti delle Terme separate dalla via Cernaia.
MiBACT “Grandi Progetti Culturali” 2019
Il piano strategico del MiBACT “Grandi Progetti Culturali” 2019, sembrava fondamentale per le riverberazioni che poteva produrre sull’intera area occidentale del complesso: infatti il piano prevedeva la “ricucitura” dell’ ex Planetario (“la Rotunda Diocletiani”) con le aule adiacenti al corpo centrale delle Terme-Museo, una soluzione auspicata sin dagli inizi del secolo scorso da Corrado Ricci (dal 1906 ed il 1919 Direttore generale delle antichità e belle arti), e ripresa da Adriano La Regina sin dagli anni ’80 del secolo passato ma mai attuata.
Questo progetto poteva rappresentare l’innesco di un processo di valorizzazione dell’intera area che, non essendo attualmente “vissuta” è abbandonata a se stessa. Esempi in negativo, tra gli altri, sono:
✓ Lo stato di degrado dell’importante mosaico pertinente alla “palestra” delle Terme;
✓ l’evidente colpevole separazione dal corpo centrale del Museo sia delle “Olearie” ( i depositi dell’olio dell’Annona Pontificia voluti da Clemente XIII, Carlo Rezzonico)
✓ L’ex Planetario, oggi utilizzato come “Museo dell’Arte Salvata” essendo invece un vero e proprio esempio per quanto riguarda il restauro, che consente di rileggere il passaggio della storia sul monumento ricollegandolo oggi anche con il “Templum” dei Flavii. La cosa più importante, ottenuta col mantenimento della volta metallica ERA il rapporto dialettico attivato con la volta ad ombrello della sala Termale, una sorta di “lezione” architettonica sull’evoluzione nel tempo dei sistemi voltati, oggi non più leggibile, per l’uso successivo dell’Aula.
L’ annuncio dello stanziamento di 10mln per il progetto “Grandi Terme di Diocleziano”
Un momento molto importante per realizzare l’auspicata riconnessione avvenne nel novembre 2017 quando in occasione della presentazione dei progetti 2018-19 del Museo Nazionale Romano il ministro Dario Franceschini annunciò anche lo stanziamento di 10 milioni di euro destinato al progetto “Grandi Terme di Diocleziano” che consentiva di ricollegare l’aula Ottagona delle Terme di Diocleziano (l’ex Planetario di Roma) al corpo centrale del complesso monumentale, attraverso le “Olearie” .
Ma del finanziamento e del relativo progetto non si è saputo più nulla e quindi ci si interroga su quali siano le attuali decisioni in merito perché il passaggio che, avverrebbe al di sotto del piano della strada, (in attesa della sua definitiva eliminazione) avrebbe il grande pregio di valorizzare l’intera area occidentale collegandola in un percorso tutto interno al museo al grande Chiostro della Certosa e quindi rendendola completamente fruibile.
Altrettanto importante sarebbe l’acquisizione al Museo della parte superiore dei granari Gregoriani attualmente occupati dalla III Università di Roma che potrebbero essere trasformati in spazi di deposito e immagazzinamento (assolutamente inesistenti attualmente rendendo quasi impossibile il restauro e l’allestimento dei materiali archeologici da esporre) visitabili dal pubblico e dagli studiosi oltre a laboratori di restauro a norma recuperando inoltre le strutture appartenenti alle Terme.
Un percorso per una formidabile valorizzazione del complesso Termale più importante al mondo non solo in vista del Giubileo!










