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Pompei, nuovi reperti emergono durante le riprese di Mi manda Rai Tre

da | 15 Gen 2024 | Archeologia

Nell’area archeologica di Pompei, sono stati ritrovati nuovi reperti durante le riprese di un reportage di Mi Manda Rai Tre. Forse l’ingresso di un antico tempio.

Le immagini del ritrovamento sono state realizzate, montate in presa diretta e mostrate nel corso della puntata di sabato 13 gennaio di Mi manda Rai Tre, alle 21 su RaiTre. Infatti la puntata del programma di Rai3 era dedicata ai cacciatori di tesori attraverso proprio il sito archeologico campano: passando nei cunicoli appositamente realizzati dai tombaroli in circa 30 anni di scavi clandestini, le immagini del reportage hanno mostrato in esclusiva quella che, secondo gli archeologi presenti, potrebbe essere l’apertura di un tempio. Ci troviamo all’interno del sito di Civita Giuliana, area a circa 700 metri a nord-ovest delle mura dell’antica Pompei. Qui, la giornalista Amalia De Simone, insieme al regista Danilo Di Nucci, ha attraversato, per la prima volta in assoluto, i cunicoli realizzati dai tombaroli all’interno dell’area nel corso di uno scavo clandestino, per poi giungere insieme agli esperti al punto del ritrovamento. Lo scavo sembra esser durato, secondo gli inquirenti, quasi 30 anni. Il ritrovamento porta a pensare che si tratti dell’ingresso di un antico tempio e, a dare manforte a questa ipotesi, è la testimonianza di un ladro di reperti, il quale, alle telecamere del programma, ha raccontato di aver partecipato agli scavi clandestini. Questo signore presente sul luogo racconta di aver trafugato dal tempio una statua di Ercole di circa 1,60 m e 12 tavole corrispondenti a 12 dipinti sulle fatiche dell’eroe ellenico. Secondo tale fonte, la statua sarebbe stata immessa sui circuiti internazionali da un boss della camorra per circa 1 miliardo delle vecchie lire, mentre ai tombaroli sarebbero andati 70 milioni di lire. Nel corso dell’inchiesta si mostra anche un sito in cui sono stati trafugati due dipinti attualmente esposti al Paul Getty Museum di Los Angeles e su cui il procuratore Nunzio Fragliasso ha avviato una rogatoria internazionale.

Questo del presunto ingresso del tempio non è un raro ritrovamento archeologico recente, anzi, nel corso degli anni il sito di Pompei è stato protagonista di numerose scoperte, come quella che risale al dicembre del 2023, che ha rivelato sculture alte circa 15 centimetri, rinvenute durante un cantiere di scavo, riconducibili a statuette utilizzate come presepe. Qualche mese prima, invece, sono stati trovati due nuovi scheletri appartenenti ad altrettante vittime dell’eruzione avvenuta nel 79 dopo Cristo. Ancora, nel febbraio è stata fatta una doppia scoperta: in un’area ancora inesplorata dell’antica città campana, gli archeologi hanno trovato i resti di una lavanderia e di una casa con il forno. La doppia scoperta è avvenuta nell’insula 10 della Regio IX, la zona compresa tra la via di Nola e la via dell’Abbondanza, situata nei pressi di altri importanti ritrovamenti come l’Obelio Firmo e la Casa del Centenario.

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